Il calice d'argento

The Silver Chalice

USA - 1954
Il calice d'argento
Venti anni dopo la morte di Gesù, l'Apostolo Luca incarica lo scultore greco Basilio, che ha liberato dalla schiavitù, di riprodurre il calice d'argento, usato nell'Ultima Cena, per potervi conservare il sangue di Cristo raccolto sul Golgota. Basilio lavora a casa del ricco Giuseppe d'Arimate sotto glio occhi della nipote Debora. Nel vederlo lavorare con tanta passione, la ragazza si innamora dello scultore ma lui non può ricambiarla perché innamorato di Elena, la bella assistente di Simon Mago. Questi è un malvagio stregone che ha intenzione di impossessarsi del calice per vedere aumentare la sua fama e il suo prestigio. Compiuta l'opera, Basilio parte per portare di persona il calice d'argento a Roma ma la carovana in cui viaggia viene attaccata da un sicario di Simon Mago, Mijamin, che gli strappa dalle mani il calice. Durante un sanguinoso scontro nel deserto, però, Basilio riesce a rientrarne in possesso e a raggiungere Roma con la carovana. Simon Mago non potrà trionfare e Basilio, che saprà resistere alle lusinghe del mondo pagano, troverà finalmente il vero amore.
  • Durata: 144'
  • Colore: C
  • Genere: STORICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, CINEMASCOPE, WARNERCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Thomas B. Costain
  • Produzione: WARNER BROS. PICTURES, VICTOR SAVILLE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS

NOTE

- ESORDIO CINEMATOGRAFICO DI PAUL NEWMAN CHE SI VERGOGNO' SEMPRE DI QUESTO FILM AL PUNTO DI SCUSARSI PUBBLICAMENTE SU UN GIORNALE QUANDO, ANNI DOPO, VENNE TRASMESSO RIPETUTAMENTE DA UNA TELEVISIONE DI LOS ANGELES.

CRITICA

"Malgrado l'artificiosità dell'ambientazione, la bellezza dei costumi e delle attrezzature, la grandiosità dei mezzi conferiscono al film un notevole valore spettacolare. Discrete la regia e la recitazione, buoni il colore e la fotografia." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 39, 1956)

"Newman recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali". ("New Yorker")
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