Il calamaro e la balena

The Squid and the Whale

USA - 2005
4/5
Il calamaro e la balena
Bernard Berkman era destinato ad un brillante futuro di scrittore, ma per mandare avanti la famiglia ha dovuto ripiegare sull'insegnamento. Quando sua moglie Joan scopre di avere lei stessa un grande talento come scrittrice, la coppia entra in crisi e il divorzio appare l'unica soluzione possibile ai loro problemi. A farne le spese saranno i figli Walt e Frank che usciranno da questa esperienza traumatizzati e disillusi nei confronti del matrimonio...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, PETER NEWMAN/INTERAL PRODUCTIONS, ORIGINAL MEDIA, SEVEN HILLS PICTURES, ANDREW LAUREN PRODUCTIONS (ALP), AMBUSH ENTERTAINMENT, DESTINATION FILMS, INTERAL INC., SQUID AND WHALE INC.
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2006)
  • Data uscita 9 Giugno 2006

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Il diorama di un calamaro e una balena occupa un’intera sala del museo di storia naturale. Quello spettacolo al tempo stesso accattivante e spaventevole condiziona, sin dalla tenera età, i pensieri del sedicenne Walt Berkman (Jesse Eisenberg). Ma è un’ossessione latente, sotterranea. Un nonnulla, forse, se rapportato a quanto – insieme al fratello di quattro anni più piccolo (Owen Kline) – dovrà affrontare all’indomani di una notizia sconvolgente: i genitori Bernard (Jeff Daniels) e Joan (Laura Linney), ex romanziere di successo lui, promettente scrittrice lei, hanno deciso di separarsi. E loro, fino a quel momento abituati a vivere in una “famiglia”, saranno costretti dagli eventi a doversi confrontare con “i giorni alterni” e i traslochi settimanali, finendo inevitabilmente per schierarsi differentemente a favore di un genitore, osteggiando l’altro. La crescita è un processo inesorabile: Walt e Frank ne faranno le spese allo stesso modo, ma con percorsi naturalmente asincroni. Uno cercherà di convincere “il mondo” di essere l’autore della canzone Hey You, scritta in realtà da Roger Waters e resa celebre dai Pink Floyd; l’altro inizierà a bere birra e a lasciare tracce di una poco ordinaria precocità sessuale. Premiato al Sundance 2005 per miglior regia e sceneggiatura, Il calamaro e la balena di Noah Baumbach – al quarto lungometraggio e reduce dalla collaborazione con Wes Anderson (qui produttore) per Le avventure acquatiche di Steve Zissou – inizia su un campo da tennis: il doppio che si sta giocando, padre e figlio maggiore da una parte, madre e secondogenito dall’altra, la dice lunghissima sul clima non propriamente sereno che accompagna i giorni della famiglia Berkman, lasciando già presupporre quelli che potrebbero essere gli squilibri futuri. Vagamente autobiografico, per questo ambientato nella Brooklyn del 1986 e girato in super16 proprio per garantire che la grana della pellicola ricordasse le opere indipendenti di quel periodo, il film di Baumbach è filologicamente affine a quell’idea di cinema che, da qualche anno a questa parte, sta caratterizzando le migliori opere svincolate dalle majors e provenienti dagli Stati Uniti: “incisivo, sentito e dolorosamente divertente”, lo definisce il Los Angeles Times. E non pensiamo possano esserci aggettivi migliori per sintetizzarne la portata.

NOTE

- NOMINATIONS OSCAR 2006 PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

CRITICA

"'Il calamaro e la balena' di Noah Baumbach ha il pregio di raccontare la separazione da più punti di vista. Quello della madre ribelle, quello del sedicenne fragile alla scoperta della sessualità e soprattutto quello di un padre stupidamente convinto che nella vita non conti niente se non sei un intellettuale ('Lui non è come noi. Lui è un filisteo', parlando di un tennista). Ottimo Jeff Daniels con barba lunga. Eccellente la descrizione della sottile lotta tra i genitori per accaparrarsi l'appoggio dei figli. Il titolo cita un diorama raffigurante un calamaro e una balena al Museo di Storia naturale di New York. Ispirato alla vita del regista trentasettenne, questo gioiello premiato ovunque e candidato all'Oscar ci racconta in modo sublime quanto sia difficile per dei figli-calamari sopravvivere alla pesantezza di genitori-balene." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 giugno 2006)

"Che disastro gli intellettuali che divorziano. Lo conferma Noah Baumbach, sceneggiatore di Wes Anderson e alla sua maniera ('Tannenbaum', ma con assai minor estro), nel film sofferto, autobiografico. (...) Girato in super 16, gradito all'intellighentia manhattese nonostante qualche offerta di banalità in saldo (la studentessa...), il film è tragicamente umoristico e viceversa. Vanta le paradossali esibizioni del maturo Jeff Daniels e dell' ex invasata Emily Rose, cioè la brava Laura Linney." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 17 giugno 2006)
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