Il Cacciatore di Giganti

Jack the Giant Slayer

USA - 2012
3/5
Il Cacciatore di Giganti
Jack, un giovane agricoltore, apre involontariamente una porta tra il mondo degli esseri umani e quello di una spaventosa razza di giganti che, finalmente liberi di girare sulla Terra per la prima volta dopo centinaia di anni, reclamano i loro territori di un tempo scatenando una guerra contro il regno governato dal Re Brahmwell. Quando i giganti rapiscono la Principessa Isabelle, figlia del Re, Jack decide di prendere parte alla pericolosa spedizione organizzata dalla Guardia di Palazzo Elmont per liberarla e riportare la pace tra i due mondi, entrando così nella leggenda.
  • Altri titoli:
    Jack the Giant Killer
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 3ALITY TECHNICA - SIP (STEREOSCOPIC IMAGE PROCESSOR) /3ALITY TECHNICA TS-5 3D RIG/RED EPIC, REDCODE RAW (5K) (DUAL-STRIP 3-D), 35 MM/D-CINEMA (1:2.35), 3D
  • Tratto da: fiaba "Jack e la pianta di fagioli" (o "Jack e il fagiolo magico")
  • Produzione: NEAL H. MORITZ, DAVID DOBKIN, BRYAN SINGER, PATRICK MCCORMICK E ORI MARMUR PER ORIGINAL FILM, BIG KID PICTURES, BAD HAT HARRY
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2013) - DVD E BLU-RAY: WARNER HOME VIDEO (2013)
  • Data uscita 28 Marzo 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Miriam Mauti
Udite, udite, il regista Bryan Singer abbandona (ma per poco) i suoi adorati X Men e si immerge completamente in una favola per ragazzi. E' Il cacciatore di giganti, che riprende in 3D Jack e la pianta di fagioli trasformandola in un'esperienza fantasy: Nicholas Hoult, idolo delle ragazzine dopo Warm Bodies, è il giovane contadino Jack che per salvare la principessa Isabella (Eleanor Tomlinson) approda nella terra dei Giganti, in lotta perenne con gli umani. A portare a termine il salvataggio arriverà anche Ewan McGregor, mentre il cattivo di turno è Stanley Tucci, aspirante alla principessa e al Regno.
Ad assicurare la spettacolarità sono gli effetti speciali: utilizzando la sacrosanta lezione di Avatar (la subitanea integrazione delle scene in motion capture con quelle dal vivo), rendono più facile anche il lavoro degli attori. Che sembrano divertirsi assai alle prese con gli orribili Giganti, ognuno dei quali ha richiesto sei settimane di realizzazione. Ben scritto da Darren Lemke (già sceneggiatore dell'ultimo Shrek), Dan Studney e da Christopher McQuarrie che torna dal vecchio compagno di scuola Bryan Singer, dopo il debutto alla regia di Jack Reacher.

CRITICA

"Kolossal un po' lungo dove Singer è un abile prestigiatore delle emozioni visive, anche subliminali, inquadra bene gli orrori inconsci con la tana dell'orco, le spaventose due teste, digrignar di denti, unghie nere, primitive rozzezze. Figlio adottivo, cresciuto in famiglia ebrea, gay confesso, Singer gode a farci tornar bambini con l'aiuto del complice cast con l'ironico sorriso di Ewan McGregor, la soave ma tosta Eleanor Tomlinson il coraggioso Nicholas Hoult, l'ex ragazzino di 'About a boy' e, non di contorno, Stanley Tucci e McShane." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 28 marzo 2013)

"Da qualche tempo Hollywood ci propina un filone di fiabe rivedute e corrette, dove gli antichi protagonisti (Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel...) diventano eroi ed eroine in lotta contro le forze del Male. Ora è il turno di 'Jack e il fagiolo magico', fiaba un po' di serie B rispetto alle precedenti. Tuttavia la produzione non ha badato a spese, offrendosi un regista (Bryan Singer) e un cast di lusso: accanto all'ascendente Nicholas Hoult, Ewan McGregor nella parte di un valoroso soldato, mentre Stanley Tucci è un fellone cui il re vorrebbe dare in sposa la principessa. (...) Gran battaglia finale di effetti speciali: che ormai ci sono, quindi vanno usati. La prossima volta toccherà a Pollicino?" (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 marzo 2013)

"Il regista Bryan Singer ('X Men') crea un mondo arcaico di stampo disneyano con il castello turrito, il cattivo ministro (Tucci), il baldo paladino (MacGregor) e la classica (e un po' insulsa) coppietta romantica; mentre le scene con i giganti (disegnati al computer), la tenebrosa, visionaria cornice paesaggistica e le perigliose ascese lungo l'immenso albero virano sul cupo e risultano indicate per un pubblico più grandicello, magari troppo grandicello per godersi una fiaba. E questo spiega, forse, il non eccellente botteghino americano di un fantasy realizzato con competenza e gusto dello spettacolo." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 28 marzo 2013)

"Piacerà inaspettatamente anche agli ammiratori di Bryan Singer, uno che le più solide referenze se l'è fatte con film lontani dal «fantasy» come il thriller 'I soliti sospetti' e la tragedia dei «generali del diavolo» di 'Operazione Walkiria'. Con 'II cacciatore di giganti' Bryan sembra voler garreggiare il bellurie visive con Tim Burton (che con 'Alice in Wonderland' ha rilanciato il genere favolistico) ma ci mette inequivocabilmente del suo. Bryan è soprattutto, qualsiasi genere tocchi, un gran suscitare di emozioni e ne 'Il cacciatore di giganti' ce ne mette, soprattutto nella prima parte. Jack risale il grande fagiolo e la sua è una salita vertiginosa, una folle ascensione verso l'ignoto. Che c'è all'estremità del fagiolo? Forse nulla, forse un terribile regno (e difatti c'è). Non importa, l'importante è la salita. L'ignoto è la sola cosa che importi a Jack e a Isabella che li strappi ai loro mondi di bamboline e zappaterra. I giganti. Non si vedono prima dell'ora di proiezione. Ma si sentono, si respirano, mettono angoscia. Quando arrivano, scopri che sono spauracchi non più spaventosi della media, ma intanto la paura l'hai provata immaginandoli. Quando arrivano, Bryan si permette anche siparietti di umorismo. Il menù dei bestioni ci conferma che Singer da bambino s'è letto il fumetto di Topolino e magari il 'Gargantua' di Rabelais. Tutto bene, dunque? Piano. Nella foga di fare il numero uno del filone favolistico, Singer ha voluto mettere in campo tutto l'armentario della scienza e della tecnica. Era proprio necessario girare in 3D? Era necessario ricorrere all'efferato «motion capture»? No, proprio no. Anzi forse era necessario non ricorrervi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 marzo 2013)

"Tratto da favole come 'Jack e la pianta di fagioli', ecco un bel film per le famiglie, verosimile nella sua fantasia e con degno 3D." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 28 marzo 2013)
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