Il 7 e l'8

ITALIA - 2007
Il 7 e l'8
Le esistenze di Tommaso e Daniele, due giovani dal temperamento e livello sociale completamente differenti, si incrociano per caso. Dal momento del loro incontro i due sembrano destinati a non lasciarsi più e il motivo, per una serie di coincidenze, diventa ben presto chiaro: sono stati separati alla nascita dalle rispettive famiglie per uno scambio di culle. Tommaso e Daniele decidono di andare alla ricerca ognuno della propria identità, fino alla scoperta di un antico segreto...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GIUSEPPE CASCHETTO PER ITC MOVIE IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM E SKY
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 16 Marzo 2007

NOTE

- GIAMBATTISTA AVELLINO, SALVO FICARRA E VALENTINO PICONE SONO CANDIDATI AL NASTRO D'ARGENTO 2007 COME MIGLIORI REGISTI ESORDIENTI.

CRITICA

"C'è la mano di uno sceneggiatore esperto e di prima fila come Francesco Bruni in questo 'Il 7 e l'8', nuova e ulteriore prova del flusso di talenti comici che dal cabaret televisivo degli ultimi dieci anni, quindici anni arrivano al grande schermo. (...) L'effetto è quello di trovarsi sbalzati dentro a uno di quei film, filmini, filmetti dei nostri anni Cinquanta, farseschi e goliardici, dominati da coppie come Billi e Riva o Vianello e Tognazzi. Dove in mezzo a uno stuolo di caratteristi sopraffini saltavano fuori Walter Chiari o Paolo Panelli. Intrattenimento leggero, semplice, esile, ma gradevole" (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 marzo 2007)

"Vengono dalla tv ma non sono mai televisivi. Sono due comici palermitani, ma non sono gli eredi di Franco e Ciccio. Sono capaci di far ridere, e molto, usando il repertorio più classico (lo scambio di culle, il dialetto, le tirate, i tormentoni), ma non sono mai scontati. Sono due protagonisti, ma sanno anche lasciare spazio ai comprimari, anzi possono arruolare Remo Girone, Tony Sperandeo e perfino Arnoldo Foà in scene brevi o brevissime senza dare la minima impressione di spreco, al contrario. Sono Ficarra e Picone e il loro secondo film, diretto stavolta con Giambattista Avellino, conferma le doti già chiare in 'Nati stanchi'. Con mano più ferma, tempi asciutti, qualche guizzo surreale in più (perché diavolo il frenetico Ficarra, oltre a smerciare cd pirata, ruba i segnali stradali?), una solidità di scrittura e di regia che cercheremmo invano nel 90 per cento dei film comici italiani di oggi. E un'attenzione ai ruoli femminili (un rispetto) che gli consentono di azzeccare perfino una gag non facile (il cazzotto alla fidanzata gelosa) senza ombra di volgarità. Poiché il film precedente risale a sei anni fa, verrebbe voglia di spronarli a essere più produttivi. Invece no: non cascateci, ragazzi, restate come siete." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 marzo 2007)

"'Il 7 e l'8', che a cinque anni di distanza dal film d'esordio 'Nati stanchi' li vede coinvolti anche come registi, è già una prova matura per il modo di gestire l'espediente comico dello scambio di persona, per l'equilibrio che hanno saputo trovare tra la loro verve surreale e un contesto da melodramma popolare e feuilleton. Aiutati in cabina di regia da Giambattista Avellino, Ficarra & Picone si calano con duttilità nei panni di Tommaso e Daniele, due individui diversissimi per temperamento, livello sociale e professione. (...) La loro determinazione nella ricerca dell'identità perduta innescherà equivoci a catena. Alle prese con un viaggio tragicomico e agrodolce, la coppia si muove con leggerezza tra Troisi e Arena e Totò e Peppino e distilla gag e incisive schermaglie verbali." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 17 marzo 2007)

"I palermitani Ficarra&Picone dopo l'esordio con 'Nati stanchi' tornano al cinema con questa commedia molto godibile, al pari dell'altra coppia di comici, agli antipodi geografici, i milanesi Ale & Franz con il recente 'Mi fido di te'. In comune una comicità a tratti surreale, mai volgare, accompagnata da una fisicità da 'slapstick comedy' adatta anche ai più piccoli. (...) Tradizionale commedia degli equivoci che tra le righe (fate attenzione alla radio fuori campo), racchiude anche un piccola dose di satira politica." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 23 marzo 2007)
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