I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE

EMPEROR'S NEW CLOTHES

ITALIA, GERMANIA, GRAN BRETAGNA - 2001
I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE
Napoleone, non sopportando più la monotona vita a S. Elena, grazie a un complotto lascia sull'isola un sosia, il marinaio Eugène Lenormand, e torna a Parigi vestendo i panni di questi. Il piano prevede che il sosia venga smascherato come impostore e che l'imperatore una volta a Parigi possa reclamare il trono. Ma le cose non andranno così e il destino serba a Napoleone un'ennesima sfida. E' l'ipotesi di Simon Leys, un romanziere moderno.
  • Altri titoli:
    MY NAPOLEON
    IL MIO NAPOLEONE
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 1:85 - DOLBY SRD
  • Tratto da: ROMANZO "THE DEATH OF NAPOLEON" DI SIMON LEYS
  • Produzione: UBERTO PASOLINI PER FILMFOUR, REDWAVE, MIKADO, RAI CINEMA, SENATOR FILM
  • Distribuzione: MIKADO
  • Data uscita 6 Dicembre 2001

NOTE

IN CONCORSO AL 54° FESTIVAL DI LOCARNO (2001).
COSTUMI: SERGIO BALLO.

CRITICA

"Diretto con mano lieve ed esatta da Alan Taylor, il regista che anni fa esordì con il delizioso 'Palookaville', prodotto dall'Uberto Pasolini di 'Full Monty', questo godibilissimo 'I vestiti nuovi dell'imperatore' smentisce con forza il logoro luogo comune secondo cui non si fanno più le commedie di una volta". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 dicembre 2001)

"Non sono tutte sviluppate le potenzialità, ma Ian Holm, piccolo, arcigno, energetico comandante di chiunque, e la storia d'amore con una vedovella valgono il biglietto. Tra il capolavoro di Abel Gance 'Napoleon' (1927), e l'ingombrante kolossal di Bondarciuk 'Waterloo' (1970). Divertente. Utile. Alimenta il diritto di dubitare". (Silvio Danese, 'Il giornale', 7 dicembre 2001)

"Attori anglosassoni, troupe italiana, ambientazioni europee più o meno truccate (Torino fa da 'controfigura' a Parigi; Malta lo è per l'isola di Sant'Elena): 'I vestiti nuovi dell'imperatore' è un prodotto cosmopolita, ma con una sua unità di fondo. Allo stesso modo, riesce a conservare un'omogeneità drammaturgica pur coniugando una quantità di generi diversi sotto lo stesso titolo, dal film storico alla commedia, non tralasciando il congruo spazio per un'imprevista love-story". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 dicembre 2001)

"Il grottesco e la follia sono a un passo; e vengono anche sfiorati in certi momenti, senza che però mai riescano a impossessarsi veramente di una storia che resta in superficie, opaco omaggio ai sentimenti che contano e ai piccoli piaceri della vita borghese. La cosa migliore del film è l'interpretazione di Ian Holm; ma la regia e la sceneggiatura non sono alla tua altezza". (Emanuela Martini, 'Film Tv', 16 dicembre 2001)
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