I soliti idioti

ITALIA - 2011
I soliti idioti
Gli esilaranti, scorrettissimi e dissacranti sketch interpretati in TV da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli sono arrivati anche sul grande schermo per raccontare vizi e virtù dell'Italia di oggi. Gianluca, 30enne dall'animo sensibile, amante dell'arte e della tecnologia, è da sempre succube del padre Ruggero, imprenditore romano autoritario, volgare e disonesto che lo coinvolge in situazioni rocambolesche per fargli assaporare la "vita vera" e farlo crescere. E le ingerenze di Ruggero non mancheranno anche in quello che dovrebbe essere il più bel giorno nella vita di Gianluca. Nel frattempo, una coppia gay è convinta di poter avere un figlio in modo naturale; una coppia di perbenisti borghesi fa di tutto per apparire priva di pregiudizi; il povero Sebastiano lotta con la postina.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO, GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: serial cult omonimo di MTV
  • Produzione: PIETRO VALSECCHI PER TAODUE IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA E SKY CINEMA, MEDIASET PREMIUM, MTV
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 4 Novembre 2011

TRAILER

CRITICA

"Idoli Mtv di una comicità demenziale, Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio si moltiplicano nel film con cui Valsecchi tenta il bis di Zalone. Alcuni tipi celebri, vedi il timido Gianluca col padre Ruggero prototipo disgustoso di furbetto post sorpasso, elegante da foulard e pronto all'amoralità, e poi la coppia snob, i gay che vogliono procreare, ultimo stadio grottesco di uno stile che resta sulla parolaccia e non mira al costume. Più che un film, diversi sketch allineati nel vuoto assoluto. Ma sono di moda, incassano." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 novembre 2011)

"Arrivano 'I soliti idioti'. 550 copie. Un produttore, Pietro Valsecchi, che giura che gli incassi saranno da 8 milioni di euro in su. Minimo. Gli avremmo dato del megalomane, ma dopo gli incassi dei due film di Zalone... Un regista, Enrico Lando, classe 1966, già autore delle tre stagioni dell'omonima sitcom in tv. Due protagonisti, Francesco Mandelli, il 'non giovane' dei migliori anni di Mtv poi triturato nei natali di De Laurentiis, e Francesco Biggio, da anni suo partner a Mtv. Tutto girato tra Milano e Bergamo, coi nordici che fanno i romani (questo per i romani è inconcepibile...). (...) Figlio stretto del capolavoro di Dino Risi 'I mostri' (a Dino sarebbe piaciuto, così volgare e sgangherato), ma anche della cultura della gloriosa Mtv italiana, della digestione rapida del romano di Sordi-Verdone-Funari-Cipolla, 'Isoliti idioti' è qualcosa di più del tentativo di Valsecchi di ripetere il successo di Zalone&Nunziante. Proprio l'amore che un pubblico di giovanissimi nutre per questi personaggi ripugnanti e adorabili, così legati all'Italia di questi ultimi vent'anni, ci dovrebbe fare aprire gli occhi. Ruggero, il padre sboccato e truculento (...) è il più perfetto esempio di come i nostri ragazzi vedono la generazione che li ha preceduti e che li sta mandando alla rovina. Stretti, con l'amore paterno, in un rapporto sadomaso dal quale non c'è via di uscita. (...) E' un peccato che dopo un inizio abbastanza folgorante, con una serie di volgarità da far impallidire il Cipolla, il film perda un po' di centro. Troppe canzoncine, intanto, a parte qualche perla, come quella del gay che pensa di essere incinto (...). Nella seconda parte, scompaiono gli altri episodi, sempre con Biggio e Mandelli protagonisti, che, nelle intenzioni degli autori, avrebbero dovuto formare una specie di film corale con tutti i personaggi noti della sitcom. Forse per un eccesso di girato, forse perché al montaggio qualcuno si è accorto che funzionava di più l'episodio di Ruggero&Gianluca, alla fine è rimasto solo quello. Lasciati padroni del film, Ruggero e Gianluca dilagano allegramente, alla faccia delle intenzioni degli autori, come se fossimo nel più sgangherato film di Franco e Ciccio. E questo è uno dei lati più assurdi e divertenti del film, finalmente libero di improvvisare." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 4 novembre 2011)

"Diventa un film - o qualcosa del genere - l'omonima serie, molto amata dai più giovani degli internauti. Mandelli e Biggio ne ripropongono i personaggi, prestando a tutti la faccia: Ruggero e Gianluca De Ceglie, la coppia gay, quella borghese, l'implacabile postina e la sua vittima. Con netta prevalenza del primo binomio, padre cafone e figlio timido (per chi non conosce la serie, una versione trash dei Sordi e Verdone di 'In viaggio con papà'), cui è affidato il compito di cucire il tutto con una traccia di racconto: babbo vuole che il rampollo imbranato, prima di sposare una racchia, conquisti la modellona della biancheria Smutandissima. Nel web e su Mtv gli episodi durano il tempo di un format di tre minuti. E qui sta il problema di 'I soliti idioti - il film', che ignora quasi del tutto i tempi comici del lungometraggio: quelli per cui la situazione comica deve cadere al momento giusto e non 'quando capita capita'. Resta il comico parolacciaro e furto-trasgressivo, da studenti delle medie; anche se un po' smussato per l'occasione. In "rete" si batte il tamtam da un pezzo: ora il giudizio passa ai fan." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 novembre 2011)

"Dopo tre serie tv di gran successo su MTV, arriva al cinema 'I soliti idioti' con Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, nel ruolo principale di padre e figlio (ma non solo), che si scatenano in sketch che fanno ridere. Davvero tanto e con una comicità nuova. (...) Attraverso questi personaggi 'I soliti idioti' raccontano vizi e virtù dell'Italia di oggi, grazie a personaggi cinici, dissacranti e politicamente scorretti. (...) Forti di tre stagioni di sketch su Mtv, di un tam tam virale su internet e del recente successo a teatro, 'I soliti idioti' approdano sul grande schermo con il film omonimo (primo capitolo, anticipano, di una trilogia), già attesissimo dal popolo della rete." (Dina D'Isa, 'Il Tempo cronaca di Roma', 4 novembre 2011)

"Per merito del regista, Enrico Lando, e della produzione Taodue, e dei due mattatori, Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, 'I soliti idioti', come film, non sarà un buco nell'acqua. Non potrebbe esserlo, non essendo un film. Zero trama, zero virgola spiccioli sceneggiatura, meno di zero quanto a quella che un tempo si chiamava 'morale', poi è stata ribattezzata 'messaggio' e oggi si continua pervicacemente a definire 'impegno'. Lando, Taodue, Mandelli e Biggio si sono ben guardati dal fare il passo più lungo delle loro gambe, e per questo dobbiamo tutto sommato ringraziarli. (...) Da segnalare la presenza di Madalina Ghenea, 23 anni, modella romena, più bella di un bel tocco, vista dal vivo all'anteprima di mercoledì a Milano, dell'inflazionata e chilometrata Belén. E lei, testimonial della linea di biancheria intima Smutandissimi, il motore immobile di questa collana di sketch." (Daniele Abbiati, 'Il Giornale', 4 novembre 2011)
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