I soldi degli altri

L'argent des autres

FRANCIA - 1978
Henri Rainier, da 15 anni fedele servitore di un grosso istituto di credito e convinto di essere il "cocco" del presidente Miremant, viene improvvisamente licenziato. Convinto che si tratti di un equivoco chiaribile, il Rainier manda la moglie Cècile e le figliolette in vacanza, senza neppure spiegare perchè debba fermarsi in città. Ben presto si rende conto che è stato scelto come "vittima" per un infortunio finanziario nel quale la banca è caduta per gli intrallazzi di Chevalier d'Aven, un cliente curato da Henri ma favorito direttamente dall'ingenuo Miremant, nonchè dai colleghi d'alto rango Vincent e Duval. Grazie ad Ariette Rivière, la causa del licenziato viene difesa dai sindacalisti, ma senza esito. D'altra parte, rimane negativo anche il ricorso ad una Agenzia di collocamento, che, sottopostolo a severo processo, lo giudica inadatto a posti di grande responsabilità. Quando viene attaccato da un giornale, Henri viene sostenuto dalla moglie che lo stimola a reagire. Trinceratosi con uno stratagemma nell'archivio della Banca, Rainier costringe gli ex superiori a modificare il loro atteggiamento e recupera un documento che lo scagionerebbe del tutto. Ma nel processo che viene celebrato contro il d'Aven viene condannato mentre la banca e i suoi dirigenti se la cavano. Intanto Vincent, divenuto capro espiatorio al posto del Rainier, può iniziare una nuova attività nella quale assegna un posto allo sconfitto ex amico.
  • Altri titoli:
    Dirty Money
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo di Nancy Markham
  • Produzione: MICHELLE DE BROCA, HENRI LASSA, ADOLPHE VIEZZI PER FILDEBROC, FRANCE REGIONS 3 (FR3), LES FILMS DE LA TOUR, SOCIETE FRANÇAISE DE PRODUCTION (SFP)
  • Distribuzione: CEIAD (1979)

CRITICA

"Il film è legato direttamente alla materia che tratta perché sfrutta come soggetto il romanzo di Nancy Markham che vi ha narrato le ingiustizie subite e le sofferenze provate dal proprio marito, 'capro espiatorio innocente' di un clamoroso episodio di fallimento d'un istituto finanziario francese. Il regista, con molta proprietà, ha immerso il personaggio centrale - un uomo retto, non geniale. non gladiatore per natura - in un clima kafkiano che, senza distaccare il racconto dalla realtà cui si riferisce, lo arricchisce di sfumature che ne ampliano la portata dialettica sino a renderlo emblema di tutte le vittime di inattaccabili poteri, Il dramma, che rispetto a certe verbose opere-libello è più equilibrata, non è solo uno spettacolo agganciante, ma è anche un testo sul quale riflettere e discutere." ('Segnalazioni cineamtografiche', vol. 87, 1979)
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