I RUBACCHIOTTI

THE BORROWERS

USA - 1997
I RUBACCHIOTTI
In una vecchia casa vivono Joe e Victoria Lender e il loro figlio adolescente Pete. Da qualche tempo vari oggetti spariscono senza un motivo preciso. Quello che i Lender non sanno è che sotto le assi del pavimento vive un'altra famigliola, composta da Pod, il padre, Homily, la madre, e i figli Peagreen e Arrietty. Sono gli ultimi rappresentanti dei Rubacchiotti, essere umani di dimensioni minime la cui sopravvivenza è legata a quello che riescono a prendere in prestito nella casa dei 'grandi'. Un giorno Arrietty si avventura fuori, Pete la vede e la cattura. I due diventano amici e Pete le confida che la zia Mary, proprietaria della casa, è morta e, poiché non si è trovato il testamento, il perfido avvocato Ocius P. Potter ha deciso di demolire l'abitazione. Pete le promette che, in caso di trasferimento, lui farà in modo di salvare anche l'altra famiglia. Arriva il giorno del trasloco e i Rubacchiotti sono nascosti in una vaschetta del gelato. Il furgone sbanda, Arrietty e Peagreen cadono. Per strada, si sentono smarriti e tornano nella vecchia casa, in tempo per vedere il cinico Potter tirare fuori da un nascondiglio il testamento della zia. Al momento opportuno, sottraggono il documento e scappano, inseguiti dall'avvocato e da Jeff lo Sterminatore, cacciatore di Rubacchiotti. Bisogna arrivare in Municipio prima delle quattro, quando sarà depositata l'istanza di demolizione. Dopo un inseguimento mozzafiato in un impianto per l'imbottigliamento del latte, nell'ufficio del Municipio avviene lo scontro finale. Una banda di Rubacchiotti ribelli, guidata dall'eroe Spiller, arriva in aiuto e riesce ad immobilizzare Potter. L'inganno è scoperto, e le due famiglie, quella 'grande' e quella 'piccola' possono tornare alla vita di prima nella solita, vecchia casa.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA/A COLORI
  • Tratto da: TRATTO DAI RACCONTI DI MARY NORTON
  • Produzione: RACHEL TALALAY, TIM BEVAN, ERIC FELLNER PER POLYGRAM HOLDING INC. E WORKING TITLE
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1999) - UNIVERSAL VIDEO

CRITICA

'Certo, una favoletta, con tutte le cadenze e la morale obbligata delle favole per bambini, il merito del film, però, tale da farlo accogliere anche dagli adulti con affettuosa simpatia, è tutto nei modi con cui la regia, di Hewitt l'ha portato sulla schermo. Con ritmi sempre fluidi, senza mai un inciampo narrativo, coinvolgendovi in mezzo dei personaggi che, sia quelli nani sia quelli di statura normale, hanno tutti delle fisionomie precise, con il gusto di una caratterizzazione che, pur festosa, non arriva mai alla caricatura. Mentre, intorno, delle scenografie particolarmente fantasiose e intelligenti giungono sempre a tenersi in tranquillo equilibrio fra le cronache dal vero e il mondo delle favole, ora citando - e non poteva non essere così - i viaggi di Gulliver ora, in tempi più vicino a noi, anche da un punto dì vista cinematografico, ricordando con scoperte intenzioni quelle ghiotte architetture che fanno da sfondo alle note avventure dei maialino Babe. Stilizzando tutto, non esagerando mai in effetti speciali e tenendo tutti i personaggi e le loro gesta sempre nell'ottica dei bambini. Con piacevolissimi esiti.' (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 13 aprile 1999)

'Per una volta il titolo italiano 'I rubacchiotti' sostituisce efficacemente l'originale 'The Borrowers': non solo è accattivante, ma dà anche l'idea giusta del graziosissimo film che il regista Peter Hewitt ha realizzato ispirandosi a uno dei libri di Mary Norton. Scrittrice inglese che nel '52, per la delizia di svariate generazioni di bambini anglosassoni, creò la saga dei Borrowers: esseri identici a noi ma alti 10 centimetri che per non farsi schiacciare vivono nascosti in minuscoli anfratti del pavimento o del muro, prendendo in prestito quanto gli è necessario, dal calzino che funge da giaciglio al guscio di noce che si usa come un casco.' (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 6 aprile 1999)

'Diretto da Peter Hewitt, 'I rubacchiotti' sembra la parafrasi di un film per ragazzi della scorsa stagione, 'Un topolino sotto sfratto', trapiantata su una scenografia che evoca il recentissimo 'Babe va in città': architettura eclettico-fantastica tutt'altro che priva di stile e creatività. È l'aspetto del film che anche un pubblico di adulti può apprezzare: una stilizzazione, appunto, curiosamente ricercata per un film dedicato all'infanzia e che, oltre alle scenografie, passa attraverso figure cinematografiche ormai in disuso. Il tutto, però, unito a evolutissimi effetti speciali, del genere che 'Dr. Cyclops', lo storico prototipo dei film sulla miniaturizzazione, non si sarebbe neppure sognato. Il resto è una storiella per ragazzini dotata di una morale da favola.' (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 aprile 1999)
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