I ragazzi del fiume

River's Edge

USA - 1986
Layne, Matt, Samson, Clarissa e pochi altri, tutti fra i 16 e i 18 anni, costituiscono una piccola banda dedita alla birra, agli spinelli e ai piccoli furti. I ragazzi trovano l'erba presso un certo Feck, un adulto psicopatico e mutilato, che vive appartato e che a suo tempo ha ucciso l'amante. Tim, il fratellino decenne di Matt, una sera vede dall'alto di un ponte che Samson si trova sulla sponda del fiume accanto al corpo nudo e senza vita di una ragazza. Tim pensa di far buon uso della notizia, mentre Layne, che capeggia il gruppo e ne esige sempre la totale solidarietà, impone a tutti il silenzio cercando anche di far sparire il cadavere tra i flutti. Tuttavia, Matt, - forse il più equilibrato del gruppo- non ci sta e denuncia alla polizia il rinvenimento del cadavere, con sdegno del piccolo Tim che considera il fratello un traditore. Mentre Layne fa rifugiare Samson nella baracca di Feck, Matt e Clarissa intrecciano la loro storia d'amore, ma l'ombra della ragazza uccisa incombe su tutti ed il gruppo comincia a sgretolarsi.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: METROCOLOR
  • Produzione: SARAH PILLSBURY E MIDGE SANFORD PER HEMDALE FILM CORPORATION, ISLAND
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (1989) - PLAYTIME, EDEN VIDEO
  • Vietato 18

CRITICA

"Diretto da Tim Hunter con piglio epico e qualche accademismo di troppo, 'I ragazzi del fiume' sorprende soprattutto per il modo in cui la materia del ribellismo giovanile è trattata: un universo esplosivo di vitalismo incontrollato. Dennis Hopper, in un ruolo non principale, sbarra gli occhi e dà i numeri come il se stesso papà di 'Rusty il selvaggio': vecchio rivoluzionario dell'anima capitolato agli errori e agli orrori del tempo." ('Il Messaggero', 19 Febbraio 1989)

"Dei presupposti con cui si poteva arrivare anche a un film interessante, in linea con un certo realismo americano di ieri, ai tempi del cinema che si professava Indipendente da Hollywood. Tim Hunter, invece, un regista che pure si è interessato finora ad ambienti giovanili, non solo, su questa linea, non ci ha dato niente di saldo, ma, quanto a modi di rappresentazione, non è sembrato andare mai oltre una pseudo-oggettività sostenuta soltanto da effetti superficiali. Intanto i caratteri, frutto di una sceneggiatura di Neal Jimenez: anche nelle furie sanno di gelo, ma non con meditate intenzioni, per atonia, per incapacità di arrivare ad una autentica espressività; e così, dopo, di conseguenza, i gesti: fra l'automatismo e il distacco, in atmosfere in cui le psicologie non si incidono, le reazioni sono appena definite, le giustificazioni sociali ed ambientali vengono solo sbozzate. (...) Il paranoico zoppo e omicida è Dennis Hopper, ormai sempre più specializzato in caratteri di questo tipo, soprattutto in film di serie B, l'altro assassino è Daniel Roebuck, una faccia inespressiva, il secondo assassinato è Kenau Reeves, un po' più inciso, il capo banda è Crispin Giover. Lo ricorderete in 'Ritorno al futuro'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 20 Febbraio 1989)

"'River's Edge', titolo originale, rappresenta per diversi aspetti la summa contemporanea di tanti temi del filone violento e giovanilistico statunitense, quello che va da 'Gioventù bruciata' (1955) a 'Rusty il selvaggio' (1983). Il giovane regista Tim Hunter, di cui si ricorda 'Tex', è un esperto del genere avendo egli scritto dieci anni fa 'Over the Edge', poi interpretato dagli allora sconosciuti Matt Dillon e Vincent Spano, che per molti aspetti è quasi una premessa a 'I ragazzi del fiume' ed è ambientato negli stessi luoghi. 'I ragazzi del fiume', violento, disperato, pessimista, è il lucido ritratto sociale e psicologico di un gruppo di ragazzi e rappresenta l'esatta antitesi degli edulcorati sogni americani di tanti film hollywoodiani in rosa sui teenagers. Non a caso 'River's Edge' è un film indipendente, prodotto da Midge Sanford e Susan Pilsbury, alle quali si devono 'Cercasi Susan disperatamente' e tanti film di John Sayles. Ben ambientato in una località di profondità non precisata nei dintorni di Sacramento e nelle aree operaie di Los Angeles e Tujunga, dove abitano tanti blue collar con famiglie della middle lower class disastrate, sfasciate dall'alcool, dalla violenza, dai divorzi, 'I ragazzi del fiume' è un autentico docu-drama e non deve essere visto come un film di finzione. (...) Diretto con sensibilità e purtroppo appesantito dai dialoghi e dal turpiloquio italiano, 'I ragazzi del fiume' è interpretato con proprietà da alcuni giovani attori uno più bravo dell'altro: lo schizofrenico Crispin Glover, il bambino criminale precoce Joshua Miller, l'attonito assassino Daniel Roebuck." ('Il Corriere della Sera', 2 Luglio 1989)
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