I ragazzi del coro

The Choirboys

USA - 1977
I componenti di un distretto di polizia di Los Angeles sono per le origini - molti provengono dalla guerra del Vietnam - per il mestiere che li mette a contatto quotidiano con le brutture della città, per gli stessi superiori pronti a sacrificarli quando nasce una grana, degli uomini, nonostante le apparenze, insicuri, psicologicamente fragili, moralmente incerti. La loro valvola di sicurezza è il parco cittadino, dove ogni tanto si raccolgono per fare bisboccia, e la loro reciproca solidarietà. Tra i sottufficiali si distingue per umanità il sergente Dominic Scuzzi, capo della Buoncostume. Tra gli agenti fanno spicco il pignolo e brutale Roscoe Rules, il complessato Baxter Slate, che del collegio gesuitico ha conservato tendenze sadomasochiste che lo porteranno al suicidio, ed infine l'anziano Whalen, "nonno del coro" cui mancano solo sei mesi per andare in pensione. Già scossi per il suicidio del collega, una notte, mentre vagano sbronzi per il parco, provocano involontariamente la reazione isterica di Spencer Van Moot, che uccide un giovane gay di passaggio. Whalen, che si è parzialmente sacrificato per evitare il peggio agli altri, quando viene a sapere della cinica soluzione adottata dal comandante, torna in sede e lo costringe a recedere.
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo "I chierichetti" di Joseph Wambaugh
  • Produzione: LORIMAN FILM ENTERTAINMENT, AIRONE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: PAC - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1994.

CRITICA

"Il film, basato più sulla serie dei bozzetti descrittivi che non su di una autentica trama, oscilla e spesso sbanda tra i due estremi della comprensione umana dei singoli componenti del bizzarro "coro" e della critica sociologica della loro ambigua posizione professionale nel bel mezzo della coruzione in alto e del vizio in basso. Le annotazioni felici si alternano a quelle di maniera; il senso del tragico viene spesso annegato nel gusto per la spettacolarità cruda; le rare espressioni gentili sono annientate dal susseguirsi delle scurrilità e trivialità." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 84, 1978)
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