I più grandi di tutti

ITALIA - 2011
2/5
I più grandi di tutti
Nel 1994 la band dei "Pluto" andava alla grande, con una stagione di successi nel circuito musicale alternativo nazionale. Ma tra i membri del gruppo - il cantante Maurilio, detto Mao, la bassista Sabrina, il batterista Loris e il portentoso chitarrista Rino - ben presto inizia a non correre più buon sangue e, dopo una serie di litigi, il gruppo si scioglie. Ognuno va per la sua strada, finché, 15 anni dopo, il batterista Loris riceve una e-mail...
  • Altri titoli:
    The Reunion
    The Greatest of Them All
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: HD, 35 MM
  • Produzione: FABRIZIO DONVITO, MARCO COHEN, BENEDETTO HABIB PER INDIANA PRODUCTION, CARLO E PAOLO VIRZI'PER MOTORINO AMARANTO, INDIANA PRODUCTION IN ASSOCIAZIONE CON EAGLE PICTURES, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2012)
  • Data uscita 4 Aprile 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

I più grandi di tutti in un piccolo film. Dopo L’estate del mio primo bacio, continua a battere le vie della commedia Carlo Virzì, portando in Concorso a Torino l’opera seconda I più grandi di tutti, che arriverà in sala con Eagle Pictures.
Progetto nato – dice il fratello di Paolo Virzì – per dare al rock non un rockumentary, bensì la finzionale commedia che si merita, tagliata sull’exemplum di Blues Brothers, Commitments e Almost Famous. Giganti sulle cui spalle faticosamente salire, ma I più grandi di tutti è un prodotto medio, meglio di altre commedie italiane e peggio di tante altre commedie in tema.
Nelle note di regia, Virzì cita Voltaire: “Tutto ciò che è troppo stupido per essere detto viene cantato”. Oppure, filmato: sono bamboccioni rock ma lenti, per dirla con Celentano, i quattro protagonisti, che 15 anni prima vissero una breve stagione di pseudo-successo nella band rock-demenziale Pluto: Alessandro Roja, che ora tiene famiglia ma non lavoro; Marco Cocci, il “maledetto” e sciupafemmine (Marco, basta!), ma col sorriso; Claudia Pandolfi, che si è ripulita grazie al fidanzato bene, e Dario Kappa Cappanera, il più talentuoso però finito in fabbrica. L’occasione per la reunion viene da un critico, Corrado Fortuna, giovane, ricco, paraplegico e perdutamente innamorato dei Pluto, cui ha sacrificato ragazza e gambe: vorrebbe intervistarli, rilanciarli, eccetera. E, tutto sommato, ce la farà.
Ma il film ce la fa? Gli accordi – si bemolle?  – della storia passano in rassegna il rapporto padre-figlio e la precarietà con Roja, l’alienazione con Cappanera, il rifarsi una verginità con la Pandolfi, la disabilità con Fortuna, segreti e bugie dello showbiz col finale concerto a Cinecittà e… Cocci con Cocci. Tutti in punta di penna, due o tre righe di sceneggiatura ciascuno, perché la commedia non concede di più: sarà vero? Non ci si sporca le mani di realtà, non si arriva al dramedy, ma, per fortuna, c’è ironia, surreali ammiccamenti e quella leggerezza che non guasta, ma guai a chiedere di più: gli attori funzionano, la regia fa il suo compitino, stop.
Ma l’assolo – vedi i temi sopra – non manda in frantumi la boccia di vetro in cui sguazzano le nostre commedie. Virzì sa che esiste il mare là fuori: perché non farci una bella nuotata? Si ritroverebbe in missione per conto di Dio. O, almeno, del nostro cinema.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE CINEMA, CON LA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE TOSCANA E IN COLLABORAZIONE CON TOSCANA FILM COMMISSION.

- IN CONCORSO AL 29° TORINO FILM FESTIVAL (2011).

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2012 PER: MIGLIOR COMMEDIA E COLONNA SONORA.

CRITICA

"Autore globale, lo ha scritto, diretto, musicato, montato, Carlo Virzì fa centro con una commedia misurata, piena di note a margine di sensibilità e psicologia. Trattandosi di una band rock riunitasi dopo anni, il rischio era rumore e trash: invece anche per merito dell'ottimo cast (Roja e Pandolfi in testa) il racconto scende nelle vene sospeso nel presente, senza morale, presunzioni, speranze, appeso alle tramontate illusioni rock di ragazzi che hanno fatto in tempo a prendere l'ultima corsa di sogno italiano." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 6 aprile 2012)

"La nostalgia rock non è più quella di un tempo, ma il Virzì finora noto come autore delle musiche del fratello Paolo firma con 'I più grandi di tutti' un delizioso acquerello che sarebbe un peccato perdere. È chiaro che lo sguardo è rivolto a una serie di titoli-culto anglo-statunitensi, ma qui il gusto è più asprigno, il paesaggio originale e suggestivo, il congegno di trama riuscito e nei quattro scalcagnati & sognatori protagonisti s'incarnano attori bravissimi e perfettamente affiatati." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 aprile 2012)

"Ispirandosi alla propria esperienza nel gruppo livornese degli 'Snaporaz', Carlo Virzì, fratello di Paolo, imbastisce nella cornice di Rosignano Marittima il ritratto agrodolce di un quartetto di simpatici perdenti. E lo fa con una certa sensibilità e freschezza, però il film avrebbe richiesto altro piglio di sceneggiatura, altro ritmo."(Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 aprile 2012)

"Ve li ricordate i Pluto? Erano un gruppo punk rock toscano la cui canzone più famosa faceva: «Io d'estate mi rompo i c../ Mi faccio i c... miei!/ Sputo in faccia al bagnino/ E mi fotto il pattino». Richiamati in scena dopo 10 anni per ultimo concerto organizzato da fan miliardario, i Pluto dovranno rimettersi in sesto. (...) Forse stimolato dal documentario del fratello Paolo sull'affascinante cantautore livornese autolesionista Bobo Rondelli, Carlo Virzì racconta le vicissitudini del finto gruppo dei Pluto con sincero amore per i marginali della musica. Cocci è eccellente mentre il sempre bravo Roja è qui insopportabile: sembra il figlio di Fantozzi. Finale senza senso e tono favolistico poco coerente con il ruvido rock di provincia. Apparizioni finali di Vasco Rossi, Litfiba e Irene Grandi che si divertono a ricordare le gesta folli dei Pluto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 aprile 2012)

"In un momento nel quale la nostra commedia all'italiana sta cercando, senza trovarlo, il suo centro di gravità permanente, perennemente in affanno da rincorsa versoi nostri cugini francesi, un film come questo di Carlo Virzì rappresenta un piccolo segnale, se non di rinascita, almeno di speranza. La storia, apparentemente, è ritrita. (...) Nulla di nuovo rispetto a tanti soggetti già visti sul grande schermo. A cambiare, però, rendendo il prodotto decisamente gradevole, è il tono. (...) Da anonimi a «supereroi» anche se solo per un concerto «finto». Virzì racconta, in agrodolce, la banalità del successo (di certi gruppi musicali) con azzeccata perfidia, grazie ad un cast affiatato (non è così scontato) e azzeccato, capace di ispirare tenerezza e sorrisi. Non sarà la rinascita del «made in Italy» ma è un bel buongiorno nel mattino." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 aprile 2012)

"Sull'exemplum di 'Blues Brothers', 'Commitments' e 'Almost Famous', Carlo Virzì cita Voltaire: «Tutto ciò che è troppo stupido per essere detto viene cantato». Oppure, filmato. Sono bamboccioni rock ma lenti i quattro protagonisti, che 15 anni prima vissero un effimero successo nella band rock-demenziale Pluto: Alessandro Roja tiene famiglia ma non lavoro, Marco Cocci è sciupa femmine e perdigiorno, Claudia Pandolfi si è ripulita grazie al fidanzato bene e il talentuoso Dario Kappa Cappanera è finito in fabbrica. (...)Tutti in punta di penna, due o tre righe di sceneggiatura ciascuno: non ci si sporca le mani di realtà, ma per fortuna c'è ironia e quella leggerezza che non guasta. Ma guai a chiedere di più: Virzì jr. non è in missione per conto di Dio. (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 aprile 2012)

"Strampalata commedia nostalgica di Carlo Virzì, che ancora una volta si conferma il fratello minore di Paolo. Una fragile storia sospesa tra tenerezza e umorismo, piuttosto scontata e moderatamente buffa. (...) Da espulsione il personaggio di Claudia Pandolfi, affetta da fastidiosa, e ahinoi rumorosa, aerofagia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 aprile 2012)
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