I PASSEGGERI

LES PASSAGERS

FRANCIA - 2000
I PASSEGGERI
In un tram parigino che si sposta da un quartiere dormitorio ad un enorme cimitero sale ogni giorno una folla anonima, composta più o meno dalle stesse persone. Un ragazzo porta fiori sulla tomba di un amico morto di Aids, alcune anziane donne intonano una canzone d'amore, un giovane omosessuale decide di seguire il proprio istinto.

TRAMA LUNGA
Periferia di Parigi. Sul treno che va da Saint Denis a Bobigny tanti passeggeri si ritrovano ogni giorno, quasi non si guardano e non si riconoscono. Una signora matura, anch'essa sulla vettura, parlando verso l'obiettivo, riflette sul fatto che ognuno di essi ha una storia che meriterebbe di essere conosciuta. Ed eccone alcune. Un ragazzo porta fiori sulla tomba dell'amico morto di AIDS e ricorda il periodo di quando andava a trovarlo in ospedale. Un giovane osserva i piedi delle ragazze: è in cerca del piede migliore di una ragazza da sposare, ma poi sposa una con i baffi. Una ragazza va al funerale di una signora anziana che abitava nello stesso condominio: è sola, nessuno si è ricordato della vecchietta. Un uomo viene avvicinato da un altro quando scende dal treno, e poi vanno a casa insieme. Un ragazzo e una ragazza vanno ad un concerto di Bach, e poi si recano a casa di lui. Anna, una giovane, ha paura di instaurare rapporti troppo seri, e dice a se stessa che preferisce restare sola. Finiti i racconti, la signora narrante incontra la figlia Christiane, che è andata via di casa. Poi la signora riprende il viaggio, e augura buona notte.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: VIADUC PROD. - TRIANON
  • Distribuzione: MIKADO FILM
  • Vietato 14

NOTE

REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1999

CRITICA

"Anche se rende omaggio a Truffaut, il quarto film di Giuguet s'inserisce nella linea del cinema musicale di Jacque Demy, con una propensione spregiudicata e carnale non lontana dallo spirito di alcune opere di Paul Vecchiali. Anche se diseguale nella concatenazione dei diversi frammenti, il film riesce a fondere il realismo quotidiano e la stilizzazione quasi astratta della narrazione in un'atmosfera malinconica e delicatamente struggente". (Roberto Chiesi, 'Segnocinema', Settembre/Ottobre 2000)
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