I mitici - Colpo gobbo a Milano

ITALIA - 1994
Fabio è un antennista romano che vive del suo lavoro. Ma suo fratello, Giulio, fa il rapinatore ... Dopo una rapina in banca, Giulio, viene arrestato. Fabio lo va a trovare in carcere. Giulio gli dice che ha fatto quella rapina per finanziare "un colpo miliardario" ad una gioielleria di Milano. Un tipo a Milano vende il sistema per "aprire" la cassaforte di una gioielleria. Un colpo che potrebbe fare anche Fabio ... Fabio si arrabbia; poche ore dopo viene licenziato insieme a Enzo, Fabio ed Enzo sono a spasso, senza certezze per il futuro. Fabio ha un'idea. Forse riparlando con il fratello in carcere ... E così, Fabio ed Enzo, si ritrovano per necessità a diventare ladri. Decidono di mettere in atto la rapina. Il film è la storia di questa avventura. Narra le peripezie di due dilettanti che arrivano a Milano per scassinare un luogo inaccessibile. Il colpo che doveva essere "una passeggiata di salute" si rivela più difficile del previsto. Ci sono mille problemi, da superare. Tanto che i nostri due neoladri sono costretti a mettere su una banda. Entrano a far parte del colpo anche Deborah, Tonino, Igor e la signora Motta. Superando ogni ostacolo i nostri riescono a penetrare nella gioielleria e ad aprire la cassaforte. Ma proprio in quel momento scatta l'allarme per colpa di un contrattempo che non avevano previsto ... I nostri sono costretti a fuggire. Finiscono in una cantina di un palazzo nascosti nella spazzatura. Ma il destino è dalla loro parte. In quella spazzatura, un inquilino del palazzo butta cinque miliardi in contanti. Sono soldi di alcune mazzette che aveva ricevuto. Così i nostri si ritrovano in mano cinque miliardi.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1994

CRITICA

"(...) La premiata ditta Vanzina, specialista in instants-movies, si cimenta stavolta col genere rapina con commedia, e ne rimastica i temi con abilità (...)". (Segnocinema).

"Cerco di non avere prevenzioni sul cinema parassitario, ossia verso i film che si nutrono più o meno scopiazzandoli, di altri film, ma c'è modo e modo di essere parassiti [...] Per dirla con Aldo Grasso quando scrive di Marzullo, Biscardi e altri, i Vanzina sono degli estemisti della mediocrità". (Morando Morandini, Il Giorno, 3 marzo 1994).
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