I misteri del convento

O convento

PORTOGALLO, FRANCIA - 1995
Il professor Michael Padovic, studioso di letteratura, giunge con la bella consorte Hélène in un antico convento portoghese per ricercare nella biblioteca ivi esistente tracce di un'ipotetica origine iberica di Shakespeare. Li accoglie un guardiano laico, Baltar, mentre Balthazar, un anziano erudito, guida i due coniugi ad una visita delle celle dei primitivi anacoreti, affiancato dalla cartomante-astrologa Berta. Per aiutare Michael nelle sue ricerche il mefistofelico Baltar gli affianca una giovane donna tanto graziosa quanto riservata, Piedade. Hélène, i cui rapporti con il marito sono tesi, è immediatamente gelosa della giovane, tanto da proporre a Baltar, che la porta a visitare una caverna dove vi è un antico tempietto satanico e non nasconde la sua passione per lei, di far perdere la giovane in una vicina foresta al cui centro si nasconde una pericolosa voragine. Dopo aver sognato di essere il professore, Piedade, che ha regalato una copia inglese del libro Faust a Michael, viene attirata da Baltar nella foresta, perdendovisi. Dal canto suo Michael, recatosi sulla spiaggia dove un pescatore tesse le sue reti, vede sorgere dal mare, come una nuova Venere, la moglie che indossata una candida veste si avvicina a lui.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1996.

CRITICA

"All'inizio de 'I misteri del convento' (O Convento) di Manoel de Oliveira c'è l'ambiguità d'una ipotesi improbabile e arbitraria come una favola, bislacca come uno scherzo o un gioco di parole, ideata con divertimento dal regista e dalla sua abituale sceneggiatrice Agustina Bessa-Luís. Il professor John Malkovich, studioso americano sposato con la seducente francese Catherine Deneuve, s'è convinto dopo molte ricerche che Shakespeare non fosse un inglese ma un marrano, un ebreo spagnolo emigrato in Inghilterra per sottrarsi all'Inquisizione di Spagna: alla tesi manca il sostegno di certi documenti che il professore spera di trovare negli archivi dell'ex convento di Arrabida in Portogallo divenuto biblioteca, luogo soffocante di cappelle, cunicoli, celle e passaggi, retto dallo strano sovrintendente Luis Miguel Cintra". (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 25 luglio 1996)
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