I maledetti figli dei fiori

Jennifer on My Mind

USA - 1971
I maledetti figli dei fiori
Marcus Rottner, un ragazzo americano erede di una grossa fortuna, vive una vita futile sino al giorno in cui, durante una vacanza a Venezia, non incontra la coetanea e connazionale Jennifer. Ma la ragazza, pur accettando l'affetto di Marcus, non si lascia andare perché tossicomane. Con la speranza di recuperarla un poco alla volta, il giovane le fornisce la droga sia in Italia, che a New York ove lei è tornata con i suoi genitori. In America l'irrecuperabilità di Jennifer appare ancora più evidente, ma il giovane continua a sperare ed a inseguirla sino a che lei non scompare per un anno perché si è imbarcata a bordo di una baleniera. Al suo ritorno, Marcus prova a riportarla a Venezia, dove si sono conosciti, ma anche questo tentativo è inutile. Un giorno, all'improvviso, ella riappare nell'appartamento di Marcus e chiede con cattiveria che le venga somministrata l'eroina. Marcus, ancora una volta, poiché vuole che Jennifer rimanga legata a lui, le fa un'iniezione ma provoca la sua morte. Deciso di sbarazzarsi del corpo dell'amata, tenta di gettarla da un molo, ma non ci riesce per l'arrivo di alcuni motociclisti e della polizia. Mentre si allontana spaventato, viene tamponato da alcuni teppisti. Poiché l'automobile va in fiamme, Marcus si libera in questo modo del pericoloso carico. Tornato a Venezia, Marcus medita sulla tragica vicenda.
  • Durata: 86'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, DE LUXE
  • Tratto da: romanzo "Heir" di Roger L. Simon
  • Produzione: BERNARD SCHWARTZ PRODUCTIONS, JOSEPH M. SCHENCK PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UA EUROPA
  • Vietato 18

CRITICA

"Il film, trasferendo i suoi protagonisti da New York a Venezia, tenta degli sviluppi neoromantici per il dramma di una gioventù che, non trovando nel vuoto della società una ragione di vita, s'aggrappa in maniera suicida alle illusioni della droga. Il fascino della città lagunare è ben reso, ma il racconto risulta macchinoso e dispersivo. In questo film, vi si percepiscono più che una tesi sviluppata bene, numerose felici intuizioni e suggestioni: nella presentaine dei due meschini protagonisti si può rilevare sia la condanna per l'uso della droga, sia la denuncia di disagevoli condizioni sociali." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 73, 1972)
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