I Magi randagi

ITALIA, FRANCIA, GERMANIA - 1996
I Magi randagi
Tre saltimbanchi presentano nei paesi un singolare spettacolo, un circo in cui invece delle belve si agitano esseri umani vestiti da nazisti e mafiosi, come esempi di belve peggiori delle bestie. Lo spettacolo non è compreso, i tre fuggono e si ritrovano in un paesello dove si sta allestendo il presepe. Il parroco li ingaggia per impersonare i Re Magi, e i tre riescono così bene nel loro compito da convincere gli abitanti a mettere di nuovo al mondo quei figli che nessuno voleva più. Nella notte una stella cometa appare nel cielo, i tre fingono di non vederla, ma poi ciascuno si incammina per conto proprio, e quando si ritrovano si accorgono di avere un compito comune: cercare il nuovo Bambin Gesù. Comincia allora una lunga peregrinazione tra campagne, periferie di città, luoghi di baraccati, dove i tre fanno incontri imprevisti e dove pensano in certe occasioni di aver raggiunto il traguardo. Ma una volta il bambino è in realtà una femmina, un'altra si tratta di due gemelli. E il cammino riprende, tra mille difficoltà. Fin quando i tre credono di intuire la verità: in ogni nuova vita che nasce c'è il Messia.
  • Altri titoli:
    We Free Kings
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: FRANCESCO TORELLI PER I.P.S. (IDEAZIONE PRODUZIONE SERVIZI), CON LA COLL. DI ISTITUTO LUCE (ROMA), JOURNAL FILM (BERLINO) - FILMS SANS FRONTIERES (PARIGI)
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (1998), LA TRINCEA (2006) - VIDEO CLUB LUCE, BMG VIDEO.
  • Data uscita 20 Gennaio 2006

NOTE

- IL FILM E' STATO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL DIPARTIMENTO DELLO SPETTACOLO E DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E SOSTENUTO DA EURIMAGES CONSIGLIO D'EUROPA.

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

- LA VERSIONE VIDEO HA LA DURATA DI 105'.

CRITICA

"Smaltite le polemiche sulla poca munifica distribuzione (colpa dell'Istituto Luce? Colpa delle pellicole americane? di Verdone e di Fantozzi?), il destino nomade e ramingo, inascoltato e marginale de I magi randagi, già sottovalutato dai selezionatori di Venezia, sembra compiersi in pieno. Eppure l'ultimo sogno sognato da Sergio Citti, è il film di Natale per eccellenza". (Fabio Bo, "Il Messaggero", 24 dicembre 1996)

"[...] Siamo dalle parti del bellissimo 'Minestrone', dove il surrealismo più spiazzante si mescola a umori concreti e umanissimi (la fame di cibo e di sesso, ma anche la voglia di dignità e rispetto). Non c'è alcuna tentazione spiritualista nel cammino che Citti fa percorrere ai suoi tre vagabondi, ma piuttosto il coraggio e l'originalità di chi non si è ancora fatto corrompere dai falsi miti del benessere e dell'egoismo (davvero magistrale la scena della telenovela vista nel bar), per spingerci a conquistare una 'purezza di spirito' che sappia farci ritrovare la nostra perduta dignità. Poetico". (Paolo Mereghetti, "Sette", 16 gennaio 1997).

"Nato da un vecchio progetto anche di Pasolini e popolato di attori pasoliniani (Laura Betti, Ninetto Davoli, Franco Citti, Mario Cipriani che era il protagonista de La ricotta), scritto e diretto da Sergio Citti, I magi randagi è un bel film fiabesco ricco di realtà italiana, incantato, inconsueto e divertente, riuscito: e pienamente segnato dallo stile personalissimo dell'autore, certo non cancellabile dalla coproduzione nè dalla presenza di attori stranieri". (Lietta Tornabuoni, "La Stampa", 19 gennaio 1997)
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