I GUERRIERI DELL'INFERNO

WHO'LL STOP THE RAIN

USA, MESSICO - 1978
I GUERRIERI DELL'INFERNO
John Converse è un giornalista stanco della società in cui vive: l'America del dopo '68 e del Vietnam. Mentre si trova a Saigon come corrispondente di guerra, pensa di riuscire a capovolgere in meglio la propria vita trafficando in droga. Detto fatto, riesce a convincere l'amico reduce Ray Hicks a contrabbandare due chilogrammi di eroina sino a Oakland dove la moglie del giornalista, Marge Converse, dovrebbe piazzare la merce. Ma i due ingenui giovanotti sono stati traditi dalla stessa Charmian che ha fornito la droga; così Ray, appena giunto in patria, si trova alle costole l'agente Antheil, coadiuvato da due bestioni, Danskin e Smitty, raccattati in galera. Ray e Marge, messa al sicuro la figlia di lei Jennifer, fuggono con l'eroina prima a Los Angeles e poi, vista l'impossibilità di piazzarla, in una missione abbandonata sulle impervie montagne del New Mexico. Ma i poliziotti, decisi ad appropriarsi della droga per spacciarla a proprio beneficio, assediano i fuggitivi, avendo con loro quale ostaggio lo stesso John Converse che è incautamente tornato nel frattempo. Il valoroso Ray, sfoggiando tutte le astuzie apprese militando come marine in Vietnam, elimina gli avversari e garantisce la salvezza dei due Converse. Quando John trova Ray dissanguato nel deserto, luogo dell'appuntamento, disperde al vento l'eroina e si allontana con la moglie.
  • Altri titoli:
    DOG SOLDIERS
  • Durata: 126'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, EASTMANCOLOR
  • Tratto da: DAL BESTSELLER "DOG SOLDIERS" DI ROBERT STONE
  • Produzione: HERB JAFFE, GABRIEL KATZKA, ROGER SPOTTISWOODE,SHELDON SCHRAGER (UNITED ARTISTS)
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS - WARNER HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- DONFELD HA CURATO I COSTUMI DI TUESDAY WELD.

- IL FILM E' STATO PRESENTATO IN COMPETIZIONE AL FESTIVAL DI CANNES DEL 1978.

CRITICA

Dalle note di regia:
"I tre personaggi principali sono due puri prodotti della nostra epoca. Essi incarnano in maniera patetica senza letterarietà, la nuova generazione smarrita".

"Karel Reisz, preoccupato forse di rivaleggiare con gli specialisti hollywoodiani dei film d'azione, si è prodotto in pagine che attirano maggiormente per i colpi di scena, per l'azione nervosa, per le imprese muscolose, per le trovate di indubbio effetto spettacolare e a volte originali. Non è riuscito, viceversa, a dare consistenza all'amara metafora sull'America degli anni '70." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 86, 1979)
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