I giorni più belli

ITALIA - 1956
Il costruttore Valentini ha preparato i piani per realizzare un grande edificio: per l'esecuzione dell'opera ha chiesto ad una banca un mutuo rilevante. C'è però una grave difficoltà: sul terreno preso in considerazione sorge una scuola, nella quale insegna una vecchia e benemerita maestra, la signorina Marini. Per concedere il mutuo la banca vuole avere la certezza che la signorina è disposta a sloggiare; ma la vecchia insegnante, legata alla scuola dai ricordi di una lunga esistenza, non è disposta ad andarsene e resiste alle insistenze ed alle offerte di denaro di Valentini. Questi ha un figlio. Gianni, il quale fa per caso la conoscenza di Giulia, la nipote della signorina Marini; il costruttore pensa d trarre profitto dalla circostanza e promette al figlio, appassionato automobilista, un'auto da corsa, se avvalendosi della conoscenza della nipote, riuscirà a convincere la maestra a lasciare la scuola. Gianni però s'innamora di Giulia e quando questa, conosciuto il suo nome, essendosi resa conto del suo probabile scopo, decide di non rivederlo più, il giovane ne è profondamente addolorato. Ad un alunno della scuola capita intanto un incidente. La responsabilità ne viene ingiustamente addossata alla signorina Marinii: Valentini ne approfitta e induce il Provveditorato agli Studi ad ordinare un'inchiesta nella scuola. Giulia, che è a Napoli per un esame, ritorna precipitosamente con Gianni, col quale s'è riconciliata. La mattina dell'inchiesta, molti personaggi autorevoli, ex alunni della signorina Marini, si danno convegno alla scuola e pregano l'ispettore di non chiudere l'istituto. Valentini, pentito, confessa le sue colpe; il direttore della banca, pregato dall'ex maestra, concede il mutuo: così tutto finisce per il meglio.
  • Altri titoli:
    I nostri anni più belli
    Nos plus belles annees
  • Durata: 100'
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: TOTALSCOPE
  • Produzione: ROBERTO DANDI PER LA ERREDI FILM (ROMA), FRANCINEX FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: CINERIZ

NOTE

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI DELLA FARNESINA.

CRITICA

"Due storie romantiche, una di vita e l'altra d'amore, s'intersecano a una vicenda di scottante attualità: il tutto fuso in un armonico equilibrio che dà al film un'articolazione vivace permeata da una realtà, talmente aderente a personaggi e vicende che il quadro ne esce vivo, vero e toccante insieme (...)". (Vice, "Il Tempo", 1/9/1956).
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