I, Frankenstein

USA, AUSTRALIA - 2013
3/5
I, Frankenstein
200 anni dopo la sua scioccante creazione, Adam, la creatura portata in vita dal dottor Frankenstein, vive ancora sulla terra, dove è in atto una lotta tra le forze del Bene e del Male: da un lato i demoni che vogliono conquistare la terra, dall'altro i Gargoyles che hanno giurato di proteggere l'umanità.
Adam, dopo aver scoperto di possedere la chiave che potrebbe distruggere il genere umano, diventerà protagonista di questa guerra epica e spettacolare e dovrà decidere da che parte schierarsi. Con il supporto di una scienziata, unico personaggio umano della storia, Frankenstein farà i conti con la propria coscienza e comprenderà finalmente l' essenza della sua natura.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASY
  • Tratto da: omonima graphic novel di Kevin Grevioux ispirata ai personaggi creati da Mary Shelley
  • Produzione: HOPSCOTCH FEATURES, LAKESHORE ENTERTAINMENT, LIONSGATE, SIDNEY KIMMEL, ENTERTAINMENT PRODUCTION
  • Distribuzione: KOCH MEDIA (2014)
  • Data uscita 23 Gennaio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandra De Tommasi

Alcuni miti rivivono e si rinnovano senza perdere un grammo della loro natura: semplicemente rinascono sotto diverse spoglie. I, Frankenstein affida ad Aaron Eckhart il compito di far tremare i polsi al pubblico offrendo l’ennesima vita cinematografica alla creatura di Mary Shelley attraverso la visione della graphic novel di Kevin Grevioux. La pellicola ha il marchio di fabbrica dei produttori di The Underwold e segna il ritorno alla regia di Stuart Beattie dopo Il domani che verrà. Lo sceneggiatore de I pirati dei Caraibi propone ambientazioni gotiche classiche in chiave contemporanea mescolando miti antichi con terrori moderni e accompagna lo spettatore attraverso il viaggio, fisico ma soprattutto emotivo, di Adam (Aaron Eckhart). Frutto di un esperimento visionario, in realtà nell’aspetto ha ben poco di mostruoso a parte qualche cicatrice ma si ritrova, suo malgrado, al centro di una battaglia atavica tra il Bene e il Male. Il destino dell’umanità intera, infatti, sembra dipendere dal ritrovamento del diario del dottor Frankenstein, che dopo anni di studi meticolosi, ha riportato indietro dalla morte un essere vivente regalandogli una seconda vita.Adam si trova nel mezzo della lotta delle fazioni. La prima, quella dei Gargoyle, discende dalle schiere angeliche ed è protetta dalla principessa Leonore (Miranda Otto, Il signore degli Anelli). Osteggiata dai demoni capitanati dal principe Naberius (Bill Nighy, I pirati dei Caraibi), non si fa scrupoli tuttavia a sporcarsi le mani di sangue. Il fine (la sopravvivenza e la supremazia) giustifica ogni mezzo e la guerra procede senza esclusioni di colpi, anzi movimentata dalla doppia velocità nelle scene più spettacolari.Quella che all’inizio si era prospettata come una solitaria lotta del protagonista, vagabondo e nomade di 200 anni, si evolve rapidamente in un viaggio a due dopo l’incontro con l’avvenente e sensibile scienziata Terra (Yvonne Strahovski, celebre per la serie tv Chuck). Nonostante alcune ambientazioni mozzafiato e il tentativo encomiabile di offrire un livello di lettura più profondo all’archetipo del mostro, il film resta penalizzato da una sceneggiatura a tratti troppo pedante. I personaggi condiscono le immagini – come se non fossero abbastanza esplicative del senso ultimo dell’opera – di continue spiegazioni, note e sottolineature ottenendo una ridondanza spesso grottesca.In alcune scene persino gli interpreti sembrano disorientati: Miranda Otto appare più smarrita che preoccupata e Aaron Eckhart indulge troppo su un’espressività piatta. Bill Nighy, invece, resta sempre squisitamente luciferino e quasi indifferente ai toni pomposamente drammatici della pellicola.Per godersi appieno I, Frankenstein basta non prenderlo troppo sul serio e non chiedere al film più di quanto non possa dare, ossia un gradevole intrattenimento senza pretese.

NOTE

- KEVIN GREVIOUX FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Moltissimo rumore per nulla. La gran novità del film di Stuart Beattle ispirato a una graphic novel, sarebbe che Frankenstein è ancora tra noi. (...). Aaron Eckhart, attore palestrato e indipendente, viene sacrificato sull'altare di un pacchiano, ripetitivo e infantile fantasy in cui c'è anche la scienziata innamorata." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 gennaio 2014)

"Che direbbe Mary Shelley, che nel 1818 scrisse 'Frankenstein', di questo ennesimo e banale sequel del suo romanzo? (...) Già sceneggiatore di 'La maledizione della prima luna', Stuart Beattie dirige senza fantasia, ma Aaron Eckhart ha una certa presenza scenica e Bill Nighy è un signore delle tenebre di glaciale eleganza." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 gennaio 2014)

"'I, Frankenstein' di Stuart Beattie (sceneggiatore che ha legato il suo nome alla fortunata serie con Johnny Depp: 'Pirati dei Caraibi') svecchia il mostro protagonista del più famoso romanzo gotico mai scritto. La creatura riportata in vita assemblando pezzi di cadaveri, creazione del Dr. Frankenstein nella finzione letteraria e di Mary Shelley nella realtà cartacea, qui si chiama Adam di nome e Frankenstein di cognome, in onore del suo 'papà'. Il personaggio è interpretato dal palestrato Aaron Eckhart, 'mostro' proiettato duecento anni nel futuro, ai giorni nostri. (...) Basato sull'omonima graphic novel di Kevin Grievous il film (...) è ambientato in un futuro distopico, in cui la creatura, sopravvissuta ad anni e anni di peregrinazioni in solitaria, si trova nel bel mezzo di uno scontro planetario e invisibile all'uomo, che vede coinvolto il popolo dei demoni, guidati da un diabolico Bill Nighy, e l'esercito dei Gargoyle, impegnati a difendere l'umanità. Contesa dalle due parti la creatura di Victor Frankenstein dovrà fare i conti con la propria rabbia, generata dal rifiuto del suo padre-creatore, per decidere da che parte stare. E proprio questa 'ricerca di identità e di uno scopo nella vita' ha affascinato da subito Aaron Eckhart che ha così accettato di prestare volto e anima alla leggendaria creatura. Oltre ai film con Boris Karloff, Robert De Niro e quello di Mel Brooks, ecco l'ultimo: ma il punto di vista del romanzo resta il più interessante, perché racconta di un creatore che rifiuta la sua creatura, di un padre che caccia di casa un figlio che poi è rifiutato anche dalla società. Una sensazione che prima o poi provano tutti nella vita: il non sentirsi amati, perché brutti o inutili, dei veri mostri." (Dina D'Isa, 'Il Tempo - Roma', 23 gennaio 2014)

"Piacerà ai fans della serie 'Underworld' di cui il film ripete i meccanismi narrativi (mostri contro mostri, e l'umanità che sta a guardare). Certo, per chi è vaccinato contro le mostruosità cinematografiche, il pericolo del ridicolo non è infrequente (l'arrivo del bianco demone alato). Ma gli occhi sono costantemente appagati. La cupissima città di Darkhaven, il covo dei mostri buoni, è uno dei più suggestivi scenari del cinema del terrore del nuovo secolo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 gennaio 2014)

"Povera Mary Shelley: si sarà rivoltata nella tomba nel vedere il suo protagonista fatto piombare in una sorta di videogame dove gli effetti speciali abbondano come gli sbadigli in sala. Le signore, almeno, si consoleranno con il fisico di Eckhart." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 24 gennaio 2014)
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