I figli... so' pezzi 'e core

ITALIA - 1981
Tommaso e sua moglie Matilde si guadagnano da vivere per le strade di Napoli. La donna è incinta del loro primogenito ma, a causa di un parto complicato, il neonato muore. Nello stesso ospedale una giovane donna, abbandonata dal suo compagno, muore nel dare alla luce un bel maschietto. Con la complicità dell'ostetrica, Tommaso sostituisce il neonato morto con quello vivo, che chiamano Feliciello. Anche Matilde qualche anno dopo muore di un male incurabile e Feliciello cresce circondato dalle cure di Tommaso che fa ogni sorta di sacrificio per non fargli mancare alcunché. Ma un giorno il padre naturale si fa avanti e reclama suo figlio. A nulla valgono la disperazione e la ribellione. Di fronte all'ordinanza del giudice, il ragazzo dovrà essere restituito al vero padre.
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: SCENEGGIATA NAPOLETANA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO
  • Produzione: VITO DI BARI PER PANDA CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: MARIO FIORITO - GENERAL VIDEO

CRITICA

"Il film, una sceneggiata partenopea portata sullo schermo, è all'insegna dei più buoni e sani sentimenti che sembrano oggi scomparsi: fede popolare sentita e vissuta, amore sincero tra coniugi, affetto sviscerato per i figli che ricambiano in uguale misura, partecipazione corale dei vicini di casa alle vicende liete e tristi del protagonisti (si pensi all'indifferenza e all'incomunicabilità fra persone nelle grandi città). Vengono presentati personaggi che sembrano presi dalla realtà (o quasi): lui, Tommaso, suonatore di pianino e cantante senza fortuna alla ricerca disperata di un lavoro (problema della disoccupazione, della casa, della miseria, del lavoro nero, delle protezioni); lei, Matilde, moglie onesta, appassionata e pronta al sacrificio estremo pur di dare un figlio al suo uomo; Feliciello, la loro creatura (per adozione illegale), che col padre va tutto orgoglioso di trattoria in trattoria a suonare e guadagnarsi da vivere; Vincenzo Cacace; tipico e abulico personaggio pieno di debiti che vive alla giornata di espedienti ma sempre pronto a dare una mano o un consiglio agli altri (non sempre disinteressatamente); la "signorina", un omosessuale che vive la sua strana vita ma che si sente ed è parte di questa famiglia di inquilini accomunati da una rassegnazione al proprio amaro destino. L'allontanamento di Feliciello dal padre adottivo voluto dal giudice è la logica conclusione di una tragedia umana di cui, fin dall' inizio si poteva intuire l'epilogo. I personaggi, tutti carichi di umanità, alcuni simpatici (la portiera, la cartomante, il professore, la ballerina, ecc ). e altri del tutto detestabili (il padre naturale di Feliciello, l'ostetrica), offrono un autentico spaccato di vita vissuta anche se i loro sentimenti e reazioni sono spesso eccessivi. (...) La voce di Mario Merola e senz'altro apprezzabile e le canzoni napoletane da lui interpretate meritano un attento ascolto, da parte dello spettatore." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 92, 1982)
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