I fantastici viaggi di Gulliver

Gulliver's Travels

USA - 2010
Lemuel Gulliver vive a New York e lavora per un importante quotidiano come semplice addetto alla posta, anche se vorrebbe tanto diventare un grande scrittore di viaggi. E l'occasione non tarda ad arrivare. Darcy, redattrice della sezione viaggi, gli offre un'importante opportunità: scrivere un reportage sul triangolo delle Bermuda. Lemuel coglie la chance al volo e parte a bordo di una piccola imbarcazione con destinazione la suggestiva località marina, ma durante la navigazione viene assalito da una terribile tempesta che lo inghiottisce. Finirà accidentalmente sull'isola di Lilliput, abitata da piccole creature, alte non più di quindici centimetri, che gli faranno vivere una fantastica avventura.

CAST

CRITICA

"Il cinema non ha atteso l'era degli effetti speciali per adottare il capolavoro satirico di Jonathan Swift (1726), trasferito sullo schermo fin dai tempi del muto. Tuttavia era difficile prevedere che un giorno a incarnare il ruolo di Gulliver sarebbe stato il Jack Black di 'La scuola di rock' qui ridimensionato da medico a modesto fattorino (...). Qualcuno ha gridato al delitto di lesa maestà nei riguardi di Swift, ma il fantasy ambisce solo a essere un godibile prodotto per famiglie: c'è qualche idea carina e Black è uno che possiede una sua simpatia, un suo calore." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 febbraio 2011)

"Gli mancavano da matti dei piccoletti da tiranneggiare. Così il 42enne Jack Black torna con 'I fantastici viaggi di Gulliver' alla formula 'School of Rock', suo massimo successo. E i bambini da convertire col rock diventano lillipuziani. (...) Il capolavoro di Swift è un pretesto per far fare il matto a Jack che si fa costruire una città a sua immagine e somiglianza, rimette in scena 'Guerre Stellari' e 'Titanic' ma soprattutto educa a suon di rock. 'Kiss' di Prince e 'War' di Springsteen diventano testi perfetti per corteggiare una donna e convincere i lillipuziani a reprimere gli istinti bellici. Gradevole e in 3D. Domanda enorme: per quanto tempo un uomo di mezz'età potrà fare smorfie e saltellare senza essere patetico?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 febbraio 2011)

"Spiacerà a quanti non piace troppo il volgare, sconcio, truculento Jack Black e lo ritengono il meno adatto a misurarsi con la storia di Swift, da tanti ritenuta più che una fiaba, un 'conte philosophique'." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 febbraio 2011)

"Di fantastico vi è ben poco in questa trasposizione (molto libera) del romanzo firmato da Jonathan Swift. La pellicola è stata cucita addosso a Jack Black che esibisce un compendio della sua mimica trasferendola nel personaggio di Lemuel Gulliver. (...) Ci si diverte solo quando romanza il proprio passato prendendo spunto da film famosi. Per il resto, tutto inutile, come il 3D." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 4 febbraio 2011)

"Nuova e non ultima versione, involgarita, del romanzo di Swift. (...) Anche lì avrà problemi di palazzo, ma capirà che i tesori sono dentro: che scoop! Di fantastico c'è poco, meno che mai l'inutile 3D. Jack Black gioca a fare il cartoon gigante, ma senza che mai scatti la molla del divertimento, solo superficiale stupore che passa e va." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 febbraio 2011)

"Neanche pazzesca, 'I fantastici viaggi di Gulliver' è triste e senza senso, dagli attori ¿ tutti in missione foraggio, con Black candidato ai Razzies ¿ fino al 3D non pervenuto. Risibile, ma nemmeno si ride, stigmatizza la mancanza di inventiva che affligge Hollywood: non solo si copia, ma pure male. L'antidoto? Il botteghino: 112 milioni di dollari di budget, negli Usa ne ha incassati 41. A buon spettator..." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 3 febbraio 2011)
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