I cancelli del cielo

Heaven's Gate

USA - 1980
Università di Harward, 1870. James Averill e Billy Irvine, compagni di studi e grandi amici, si laureano nello stesso giorno. Entrambi di buona famiglia, scelgono però strade ben diverse. Averill vuole combattere per la causa della povera gente, e, lasciati i suoi beni e le ricchezze, diventa sceriffo in una contea scossa da lotte intestine tra allevatori di bestiame e immigrati che reclamano la terra. Irvine, invece, si schiera dalla parte opposta, diventando avvocato della potente associazione degli allevatori. Lo scontro tra i due vecchi amici, ora avversari, esplode quando gli allevatori decidono di far uccidere ben 125 persone. Tra queste c'è anche Ella Watson, una giovane prostituta francese, di cui è innamorato sia Averill che il capo dei sicari, Champion. La scelta è difficile per tutti ed è l'inizio di una guerra senza esclusioni di colpi.

CAST

NOTE

- PRIMA USCITA ITALIANA: 3 SETTEMBRE 1981.

- NEL 2016 TORNA IN SALA LA VERSIONE RESTAURATA NEL 2012 DA CRITERION E SUPERVISIONATO DALLO STESSO CIMINO (DURATA: 216').

CRITICA

"Si può cominciare con l'aggiunta di queste frasi: 'Averill ed Ella stanno per partire, quando in un agguato Ella viene uccisa. Passano gli anni, e ritroviamo Averill ormai invecchiato su uno yacht. Ha gettato la stella di sceriffo, è solo e deluso. Ha ripreso possesso delle ricchezze ma queste non bastano a cancellare dalla mente gli amari ricordi del passato'. Questo era (forse) il finale originario della storia e citarlo serve per introdurre il discorso su un film che, portandosi dietro Ie ormai storiche stroncature del pubblico americano (ritirato dopo 3 soli giorni di proiezione) e della critica ufficiale al Festival di Cannes '81, ha ormai scarse possibilità di rilancio, o, almeno, di una rilettura più attenta e meno prevenuta. La pellicola, inizialmente, durava 3 ore e 43 minuti. Dopo il fallimento di New York, ne è stata fatta una versione di 72 più breve (questa appunto che circola in Italia), ma notizie recenti informano che i produttori, pur contro il volere del regista, hanno curato una nuova versione lunga appena 93 minuti e con un nuovo titolo: 'Le guerre della contea Johnson'. Non c'è pace dunque per questa terza opera di Michael Cimino che, dopo l'esordio con il poliziesco 'Una calibro 20 per lo specialista' (1974) e il polemico e provocatorio successo internazionale de 'Il cacciatore' (1978), affronta con 'I cancelli del cielo' Ia prova più ardua e impegnativa, il confronto con Ia storia: venti anni di vita americana alla fine dell'800 visti sotto l'angolatura particolare dei gravi problemi che affliggevano schiere di persone giunte negli Stati Uniti in cerca di un'esistenza migliore. Rappresentati, questi venti anni, con l'intenzione chiara e continuata di dar corpo ad una saga, ad un'epopea, diversa certo dalle grandi pagine fordiane suI tramonto del West e sulle lotte civili, ma dalla quale anzi scaturissero precisi richiami alle colpe, da parte della classe politica e dei proprietari in quello scorcio di secolo. Per concretizzare i suoi desideri, Cimino non si è risparmiato: tutto è girato in estemi (a cominciare dalla affascinante sequenza iniziale realizzata appositamente in un college di Oxford), Ie scene di massa non si contano, i singoli personaggi, e le loro azioni vivono sotto il segno del grandioso, la macchina da presa avvolge uomini e case in fasci di movimento che scandiscono i ritmi solenni della storia. A fianco di tali, felici intuizioni manca però il resto: i tagli a piene mani hanno inficiato la scorrevolezza del racconto, che presenta più di un passaggio oscuro, le intenzioni polemiche sono diluite dal prolungato soffermarsi su vicende collaterali, il film insomma manca di un respiro globale, che è invece requisito indispensabile per fare epica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 91, 1981)
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