I buchi neri

ITALIA - 1995
I buchi neri
Il giovane Adamo torna dopo molti anni nel paese natale, situato sulla costa campana: sua madre, che non vedeva da tempo, è appena morta, ma a lui non importa. Dopo aver ottenuto un lavoro nella piccola impresa di trasporti di Adelmo, un amico di infanzia, Adamo conosce Angela, una prostituta e la salva dalle molestie di un cliente. La donna si innamora del suo salvatore, ma Adamo non è altro che un voyeur impenitente che prova piacere nello stare nascosto tra l'erba e osservare la sua nuova fiamma con altri uomini. Quando, involontariamente, Adamo compie un assassinio, Angela rifiuta di mentire nuovamente a se stessa e di aiutarlo fornendogli un alibi. Nel frattempo, su una collina, è apparso un uovo gigantesco e da quel momento Angela e le altre prostitute diventano testimoni di fatti inspiegabili: non si tratta però di miracoli, ma di una 'rigenerazione'.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: ALLEGORICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO - FILMAURO HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1995.

CRITICA

"Scritto e diretto da Pappi Corsicato, qui in veste anche di compositore e scenografo, 'I buchi neri' è un film ricco di metafore (non sempre limpide), solfureo, denso di finzioni e insieme di verismo, surreale nelle visioni e nei personaggi. Un'opera bella, ammirevole, intrigante: dove tutto è possibile e una gallina può assurgere al simbolo di generazione e di eternità. Si passa dalla fantascienza alla mitologia, dai dischi volanti ai fiumi dell'Ade. Un gioco leggero, ma non solo, di un estroso e grande talento visivo." (Vittorio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 10 ottobre 1995).

"'I buchi neri' si impone come un film importante, magari ancora immaturo per gli squilibri narrativi ma ricchissimo di spunti sia colti sia popolari, visionario, molto bello. Merito soprattutto di una protagonista strordinaria: Iaia Forte. Un'attrice finalmente ribelle allo stereotipo psico-drammatico della carineria, dominante nel cinema italiano." (Oscar Iarussi, 'La Gazzetta del Mezzogiorno', 12 ottobre 1995)

"'I buchi neri' di Pappi (Pasquale) Corsicato, 35 anni, napoletano, già autore di 'Libera', mette da parte denuncia sociale e disperazione meridionale per narrare con realismo fantastico non l'amore borghese romantico, carnale o sentimentale, ma l'amore primigenio che dà vitalità gioiosa e cambia la visione del mondo; per immergersi in una pre-civiltà o post-civiltà in cui lo sguardo d'una gallina può ispirare terrore superstizioso e lo stellato cielo notturno può trasmettere messaggi, nel sonno si può sognare di amare sottacqua e sulla spiaggia possono apparire (come in Improvvisamente l'estate scorsa) torme di ragazzi sfernati, cattivi e ridenti. Magari la ricerca del Mito è sommaria, magari lo stile insegue il primo Pasolini o il Buñuel messicano: ma che piacere un film-italiano-di giovane-regista per niente convenzionale né claustrofobico, interessante, divertente, inquietante, e recitato benissimo da quell'attrice di gran qualità che è Iaia Forte. (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 13 ottobre 1995)
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