I bambini di Cold Rock

The Tall Man

CANADA, FRANCIA, USA - 2012
2/5
I bambini di Cold Rock
Nel corso degli anni, nella cittadina di Cold Rock sono scomparsi senza lasciare traccia tredici bambini. Gli abitanti del luogo ritengono che il responsabile sia "l'uomo alto", un leggendario, oscuro e misterioso personaggio che rapisce i piccoli svanendo nel nulla. Una notte, l'infermiera Julia Denning trova il letto di suo figlio vuoto. Si apre così la caccia a "l'uomo alto" cercando di capire chi si cela dietro questa figura e quale sia il legame tra i bambini scomparsi...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: RADAR FILMS, MINDS EYE ENTERTAINMENT, FORECAST PICTURES; IN ASSOCIAZIONE CON SND, HIGHWIRE PICTURES E IRON OCEAN FILMS; CON LA PARTECIPAZIONE DI M6, CANAL+
  • Distribuzione: MOVIEMAX
  • Vietato 14
  • Data uscita 21 Settembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Chiariamo subito: Jessica Biel non è mica diventata attrice dopo I bambini di Cold Rock! Chi lo ha scritto - forse un giornalista compiacente, un addetto marketing o entrambi - ha agito con sospetta incompetenza e discutibile eleganza: cos'era prima un manico di scopa? La questione serve semmai a spostare l'attenzione dal film, questo sì incapace di compiersi fino in fondo. Per la Biel vale ancora l'equazione “due occhi e un'espressione”, che tanto l'incognita è il cinema.
Jessica ha la solita faccia da Didone sconsolata, almeno qui giustificata: non tanto per l'infelice sorte dell'eroina - chiusa nella depressa provincia americana, si vede soffiare il figlio da una creatura incappucciata - ma perché coinvolta in una storia che, dopo un inizio promettente, non sa bene dove andare (abbiamo finito le rime).
E dire che Pascal Laugier un'idea ce l'aveva, tanto da volare a Hollywood alla prima chiamata. Conquistato mezzo mondo con Martyrs, il filmaker transalpino rischia ora di deluderlo per intero. Troppe mutazioni in una: lui da indie a mainstream; il resto da orco a fata, da horror a dramma, da sorpresa a bluff.Non aspettatevi risposte. Il mistero è gonfio come un palloncino: tutta aria. Soppesate invece solo l'ultima domanda: "è giusto?".

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE JESSICA BIEL.

CRITICA

"Girato nelle tenebre, soprattutto morali, il thriller del francese Pascal Laugier va alla base della paura infantile, a quell'Uomo Nero qui accusato dalla leggenda popolare di aver rapito in 6 anni 13 piccini nella città mineraria di Cold Rock. Jessica Biel, arruffata infermiera sempre bella, patisce e indaga ma la soluzione è un doppio salto mortale nell'inconscio più malato. Un cast che va veloce, qualche lungaggine, troppa voglia di stupire non tolgono al film un'inquietante morbosità non solo fantasy." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 settembre 2012)

"Coraggioso, per non dire incosciente, esordio anglosassone per Pascal Laugier, uno dei francesi del nouveau horror anni 2000 con Aja, Gens e la coppia Bustillo-Maury. (...) Metafisico (forti echi dal King di 'It', 'Grano rosso sangue' e dal Coscarelli di 'Phantasm') o realisticamente cospiratorio? Grande colpo di scena a metà film dopo il quale è difficile prevedere, anche per i più smaliziati, cosa diavolo succederà minuto dopo minuto. Onore a Laugier per averci regalato la prova più straniante della di solito solare e salutista Biel. Il film si può anche leggere come una versione al contrario di 'The Village' di Shyamalan, con mondo adulto intento a migliorare la vita di bambini socialmente dannati. Satira da parte di un francese del paternalismo yankee (la cittadina è nello stato di Washington)? Negli Stati Uniti l'uscita del film è stata boicottata. In Francia sta incassando bene." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 settembre 2012)

"L'America (ricavata in Canada) di un borgo dalle parti di Seattle, un tempo florido. (...) Curioso il soggetto, rispecchiante gli effetti devastanti della crisi economica, dell'horror firmato dal francese Pascal Laugier, il cui vero orrore (si scoprirà) consiste nella realtà di un'infanzia derelitta. Laugier dimostra buona mano per le atmosfere torbide e plumbee, ma la sceneggiatura non sorregge le sue ambizioni e lascia il film nel guado di un B movie non privo di spunti di interesse." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 settembre 2012)

"A Cold Rock, oltre alla miseria (dopo la chiusura della miniera) sembra abbondare anche il terrore. Sono già diciotto, infatti, i bimbi spariti nel nulla, ai quali si aggiunge anche quello dell'infermiera Jessica Biel. Che sia stato il 'Tall Man' del titolo originario? Ovviamente, la risposta non è così scontata. A scanso di equivoci, questo non è un horror come, magari, la locandina potrebbe far presagire. Qui siamo dalle parti del thriller, oltretutto con una interessante serie di colpi di scena e una buona regia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 settembre 2012)

"Piacerà ai fans di Pascal Laugier ('Martyrs') uno dei giovani leoni dell'horror europeo (quindi già cooptato da Hollywood). Il tema dell'«uomo scuro» è tutt'altro che nuovo, ma Laugier gli dà verve con una regia piena di grinta e di invenzioni." (Giorgio Carbone, 'Libero', 21 settembre 2012)
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