I babysitter

ITALIA - 2016
Andrea, un trentenne introverso e insicuro, sogna di diventare un importante procuratore sportivo. Intanto lavora come impiegato di ultimo livello nello studio del celebre agente dei campioni, Gianni Porini. L'occasione della sua vita si presenta il giorno in cui Porini deve ricevere un prestigioso premio al Gran Galà dello Sport e con sua moglie si ritrova all'improvviso ad aver bisogno di una babysitter che possa badare al figlio. Porini, nella fretta, chiede ad Andrea di occuparsi del capricciosissimo Remo. Andrea accetta, pensando si tratti di un'ottima occasione per farsi benvolere e ottenere l'avanzamento di carriera tanto desiderato. Proprio quel giorno, però, è anche il suo compleanno e da anni i suoi amici Aldo e Mario, uno più incosciente dell'altro, lo festeggiano con un party scatenato e, soprattutto, filmando con una telecamera amatoriale ogni momento della serata. E così accade anche la sera in cui Andrea dovrebbe badare al piccolo Remo. La villa dei Porini diventa così l'assurda location di una festa fuori controllo. Il mattino dopo la polizia contatta il celebre agente: la villa è devastata, e del piccolo Remo e di Andrea non c'è traccia. I coniugi Porini tornano a casa dove gli inquirenti hanno trovato, tra le macerie del party, la telecamera... Cosa vedranno in quelle immagini?

CAST

NOTE

- REMAKE DELLA COMMEDIA "BABYSITTING" (2014) DI PHILIPPE LACHEAU E NICOLAS BENAMOU.

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

CRITICA

"Spiacerà a chi sta imparando a diffidare di certe commedie nostrane remake di (troppo) recenti successi francesi (...). Perché il confronto è sempre a nostro sfavore. I comici di Colorado (Ruffini, Pisani) ai colleghi francesi (Jugnot, Desagnat) non gli allacciano neanche i mocassini." (Giorgio Carbone, 'Libero', 20 ottobre 2016)

"Non tutte le rifritture sono da buttar via. Come questa commediola, sfrontata fotocopia di un recente film francese. (...) Pur se defilato, Diego Abantuono regge il film a suon di battute." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 ottobre 2016)

"(...) uno dei rari casi dopo la trasposizione regge, offre un suo slancio, mantiene un'energia continua, non delude. Toni leggeri, mai volgari, nessuna battuta scontata, livello gag costruite bene, gran parte del film realizzato con la finzione della telecamera a braccio, rientra nel filone da comedy statunitense in stile 'Una notte da leoni', ma con un suo sapore italiano. (...) Bravo Francesco Facchinetti nella parte di un terapeuta squinternato ." (Al. Fer., 'Il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2016)
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