I 4 cavalieri dell'Apocalisse

Four Horsemen of the Apocalypse

USA - 1962
Il ritorno di Heinrich da Berlino, dove ha completato i suoi studi, riunisce le famiglie delle due figlie del vecchio Madariaga. Il giovane Heirich è entusiasta di Hitler e parla con passione delle teorie naziste provocando la sdegnata reazione del vecchio Madariaga, il quale profetizza che il nazismo porterà apocalittiche conseguenze nel mondo. Madariaga non sopravvive a questo sfogo e spira tra le graccia di Julio, il suo nipote prediletto. Con la morte del vecchio patriarca le due famiglie si dividono: quella di Heinrich torna a Berlino e quella di Julio a Parigi. Scoppia la guerra e Parigi è occupata dai nazisti. Heinrich, che è uno degli ufficiali superiori, riesce ad evitare che il cugino venga arrestato solo perchè difende, dalle pressanti richieste di un generale tedesco, la sua donna, Madame Laurier il cui marito è partito per il fronte. Intanto il padre di Julio resce ad ottenere dal cognato e dal nipote la liberazione della giovane figlia Chichi arrestata dai nazisti insieme ad alcuni componenti della resistenza. Julio intanto, mentre Madame Lurier si dedica al marito tornato in pessime condizioni dalla prigionia, continua la sua apparente vita di gaudente. In realtà Julio, avendo appreso che la sorella è stata uccisa dopo essere stata torturata, decide che la situazione non gli permette più di restare neutrale ed entra a sua volta nella resistenza. Approfittando del fatto che la parentela gli consente di incontrare suo cugino Heinrich in un rifugio segreto delle SS, Julio arrivando con la sua automobile permette alla resistenza di localizzare il luogo che verrà subito bombardato.

CAST

NOTE

- REMAKE DEL FILM OMONIMO DI REX INGRAM (1921).

- IN ORIGINALE ANGELA LANSBURY DOPPIA INGRID THULIN PER OVVIARE AL SUO ACCENTO SVEDESE.

- COREOGRAFIE DI ALEX ROMERO.

CRITICA

"Realizzato con grande dispiego di mezzi, questo film si impone sul piano dello spettacolo nonostante lo scarso approfondimento psicologico dei personaggi e l'esteriorità drammatica che lo distinguono. Il testo di Ibañez, adattato in chiave moderna, è servito al regista per fare dello spettacolo senza risparmiare gli effetti. Tuttavia il film fotografato e interpretato in modo eccellente, risulta dignitoso e formalmente impeccabile." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 51, 1962)
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