Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 2

The Hunger Games: Mockingjay - Part 2

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Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 2
Katniss Everdeen ha accettato il suo ruolo di Ghiandaia Imitatrice, icona della ribellione, e si rende conto che non deve più combattere solo per la sopravvivenza, ma per il futuro della nazione. Con l'intera Panem in guerra totale, Katniss affronta il Presidente Snow per la resa dei conti finale. Insieme ai suoi più cari amici - inclusi Gale, Finnick e Peeta - Katniss va in missione con la squadra del Distretto 13, rischiando la vita per liberare i cittadini di Panem e attentare alla vita del Presidente Snow, sempre più intenzionato a distruggerla. Le trappole mortali, i nemici e le scelte morali che aspettano Katniss la metteranno alla prova più di qualsiasi arena in cui abbia mai combattuto negli Hunger Games.
  • Altri titoli:
    Los juegos del hambre: Sinsajo - Parte 2
    Die Tribute von Panem - Mockingjay: Teil 2
    Hunger Games: La révolte - 2ème partie
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, CODEX ARRIRAW (2.8K), (4K)/PANAVISION (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Suzanne Collins (ed. Mondadori, coll. Chrysalide)
  • Produzione: COLOR FORCE, LIONSGATE
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 19 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

E’ finita. Dopo aver incassato 2,2 miliardi di dollari al box office, il franchise Hunger Games volge al termine con Il canto della rivolta – Parte 2, diretto ancora - è il terzo film - da Francis Lawrence, uno che - ricordiamolo - ha in cantiere chicche quali Constantine e Come l'acqua per gli elefanti.

Non è un chiudere in bellezza, purtroppo: l’ultimo capitolo si trascina stancamente per 136’, senza colpo ferire, senza un brivido, un battito, un palpito, eccetto qualche sequenza pirotecnica.

Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) va in archivio con la palpebra, la nostra, calante: si trattava di liberare Panem, ma la resa dei conti è soporifera, permeabile alla noia, licenziabile – alla luce dell’epilogo formato famiglia - in “much ado about nothing”. No, non la rimpiangeremo Katniss, non questa almeno: dei quattro capitoli è forse il più deludente, se la gioca con il precedente, dimostrando che la decisione di “splittare” in due film il terzo tomo della trilogia di Suzanne Collins è peccato di avidità da censurare. Per ora, lo espiamo noi.

Insieme agli amichetti Gale (Liam Hemsworth) e “l’ibrido” Peeta (Josh Hutcherson) – un bacino lo meritano entrambi, Katniss bacia tutti come Viola… - la Ghiandaia Imitatrice va all’attacco con un unico obiettivo, eliminare il Presidente Snow (Donald Sutherland), il despota di Panem ora disponibile per il grande pubblico con l’epistassi (se proprio deve morire, che sia già spacciato, terminale).

Variamente palliative le presenze di Woody Harrelson, Julianne Moore, Elizabeth Banks, Philip Seymour Hoffman (triste rivederlo così per l’ultima volta sul grande schermo) e Stanley “Una posa una” Tucci, la Rivolta si barcamena poeticamente tra la gita di Liberazione e uno spin-off poco magico di “Harry Potter meets Lo Hobbit”, per la presenza di mostri e mostriciattoli un po’ scopiazzati.

La prima a sembrare indifferente, se non avulsa, dalla lotta è proprio Jennifer Lawrence, sebbene questa saga l’abbia resa superstar. Poco importa, tutto è bene quel che finisce. Male.
Federico Pontiggia

NOTE

- SUZANNE COLLINS FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"(...) bello o brutto il film ha già vinto e non solo, com'è scontato, grazie ai fan in ginocchio, ma soprattutto perché ha dimostrato che un blockbuster con una ragazza figa e tosta nel ruolo di protagonista può trionfare al box office. (...) Al circospetto neo-femminismo di Katniss, incarnata nelle fattezze paffutelle della Lawrence importa ben poco, infatti, che su 2h17 spicchi una sola possente e prolungata sequenza d'azione e che dal contorno verboso e sentenzioso non emergano al the end né un grande mélo, né un grande film di guerra, né una riuscita combinazione trai due generi. Per non parlare di come anche i colpi messi a segno (la suggestiva visione art déco di Capitol oppure l'epica colonna sonora di J. N. Howard) siano subito frustrati dalle reiterate e alquanto asessuate scaramucce amorose messe a carico del triangolo Katniss/Peeta/Gale. Il fatto è che il congegno dell'operazione non si pone affatto sul piano del consueto show d'effetti speciali, ma sembra piuttosto la replica dilatata di un qualunque videogioco, del suo modello narrativo e della sua meccanica progressione. (...) Proprio da questo punto d'osservazione risulta per noi confermato come l'intento pedagogico costituisca una specie d' impalcatura dietro a cui mascherare l'anonimato stilistico e l'insignificanza drammaturgica (...). In questo contesto, i giovani bellimbusti deambulano assicurando un servizio interpretativo minimo, impermeabile ad autentiche emozioni; diventa dunque obbligatorio ringraziare, anche nell'interesse degli adepti di «HungerGames» costi quel che costi, l'incredibile presenza dell'82enne Sutherland, eccezionalmente intonato all'evoluzione prima sinistra, poi agghiacciante e infine patetica del proprio personaggio." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 novembre 2015)

"(...) bel film diretto da Francis Lawrence (...) Non sarà il film che farà ottenere la quarta candidatura Oscar in cinque anni a Jennifer Lawrence ma rimane impressionante la potenza divistica di questa star venticinquenne vera e propria icona di una generazione di giovani." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 novembre 2015)

"(...) il cerchio simbolicamente si chiude, passando dai fittizi «Hunger Games» (con vittime reali però) del primo episodio a un vero paesaggio di guerra . (...) in molti sulla stampa americana hanno salutato positivamente la svolta dark di questo prodotto destinato agli «Young Adults». Il copione è stato affidato ancora alla coppia Peter Craig e Danny Strong sotto la supervisione della Collins a garantire spirito di fedeltà fra pagina e schermo; la regia è firmata nuovamente dal professionalissimo Francis Lawrence, e di nuovo il cast assembla in ruoli secondari tanti bei nomi, da Stanley Tucci a Woody Harrelson a Philp Seymour Hoffman alla sua ultima apparizione. Ma è chiaro che la carta vincente è stata, ed è, Jennifer Lawrence, entrata nel ruolo a 21 anni prima di prendere l'Oscar e maturata dentro il personaggio, sempre incarnandolo con palpabile forza e intensità." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 19 novembre 2015)

"Piacerà. (...) l'Hunger numero 4 è decisamente migliore del 2 e del 3. Dove, tutto sommato non accadeva granché. Qui i nodi vengono al pettine anche troppo, in un susseguirsi di battaglie, colpi di mano, rivolgimenti di fronte, complotti, tradimenti e presunti tali. E anche per un bel po' di 'danni collaterali'. (...) Come regista d'azione, Francis Lawrence ha i cotiledoni. E la punizione e morte di Snow l'ha calata in un crescendo di cadenze scespiriane (Donald Sutherland gli dà una bella mano cupo e disperato come un Macbeth davanti al bosco che avanza). Lawrence e il film si muovono con minore efficacia quando debbono dar spazio alle angosce esistenziali di Katniss. Non li aiuta troppo la superstar. Jennifer non è più la ragazzina del primo Hunger, gli anni sono passati, è una donna, una bella donnona, certe fragilità non le si confanno più." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 novembre 2015)

"(...) le scene di azione, davvero spettacolari, sono le grandi protagoniste di questo atteso epilogo, molto oscuro, che non deluderà i fan. Jennifer Lawrence lanciata e cresciuta con Hunger Games, tiene in pugno il film anche con un semplice sguardo, confermando il suo grandissimo talento." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 19 novembre 2015)
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