Hunger Games - La ragazza di fuoco

The Hunger Games: Catching Fire

USA - 2013
3/5
Hunger Games - La ragazza di fuoco
Dopo aver vinto insieme a Peeta la 74ma edizione degli 'Hunger Games' - l'implacabile reality show che si svolge ogni anno nello stato di Panem - Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice, di essere tornata dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale. Tuttavia, le cose non vanno come aveva sperato: Gale è freddo e distante, Peeta le ha voltato le spalle e gira voce di una rivolta contro Capitol City, che lei e il ragazzo potrebbero aver contribuito a fomentare. Inoltre, il momento in cui lei e Peeta dovranno affrontare il crudele Tour della Vittoria si avvicina e la posta in gioco si farà sempre più alta...
  • Durata: 142'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2/IMAX MSM 9802, 35 MM/70 MM (IMAX DMR GONFIATO)/D-CINEMA
  • Tratto da: romanzo "Hunger Games: La ragazza di fuoco" di Suzanne Collins (ed. Mondadori, coll. Chrysalide)
  • Produzione: COLOR FORCE
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY - DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2014)
  • Data uscita 27 Novembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Prima doveva salvare la pelle, stavolta dovrà proteggere i propri cari, il suo distretto e forse tutti gli oppressi di Panem. Non c'è pace per Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), la cui vittoria agli ultimi Hunger Games ha portato più grane che soldi. Katniss è diventata il simbolo della rivolta, un punto di riferimento per tutti i distretti che covano velleità sovversive. E a nulla valgono i tentativi di Capitol City (testa di Panem, come Roma nell'antico impero) e del suo infame autocrate, Snow (Donald Sutherland), di farsela alleata, facendone il personaggio di una soap opera e svuotando il suo trionfo di ogni significato politico. La sua storia d'amore con Peeta (Josh Hutcherson), l'altro miracolato, non regge e ovunque vadano quei due - c'è il tradizionale tour dei vincitori nei 12 distretti - scoppiano tumulti. Katniss resta suo malgrado l'incendiaria, la ragazza di fuoco che infiamma gli animi dei reietti di Panem. Ma Snow ha già un piano per eliminare il problema alla radice...
Più ricco, movimentato, ma in fin dei conti meno disturbante del precedente, il sequel di Hunger Games (fuori concorso al Festival della capitale) segue la maturazione della propria eroina, da giovane donna indomita e coraggiosa, disposta a tutto pur di sopravvivere, a sempre più consapevole bandiera della rivoluzione. Alla stregua di altre saghe, anche quella di Suzanne Collins (che è stata anche sceneggiatrice per il cinema, e si vede) tiene conto della crescita dei propri lettori/spettatori, a cui si adegua proponendo un materiale meno grezzo ed elementare. Non è tanto una questione di temi - il primo Hunger games, dove imberbi ragazzi si massacravano a vicenda, era da questo punto di vista più pericoloso - ma di strutturazione narrativa, profondità psicologica e ramificazione dei sottotesti.
Nella fedeltà al libro (che, in vista dell'uscita del film, è stato ristampato in 50 milioni di copie solo in America), gli sceneggiatori Simon Beaufoy e Michael deBruyn si prendono tutto il tempo necessario prima di far decollare l'azione, raccontando con dovizia di particolari le conseguenze politico/sociali dei precedenti "Hunger Games" e l'impatto psicologico che gli stessi hanno avuto sulla coppia uscitane vittoriosa. Come due reduci di guerra, Katniss e Peeta continuano a vedere i volti dei caduti e a rivivere in sogno le nefandezze che sono stati costretti a compiere e subire.
Per Katniss c'è poi un'ulteriore spina del fianco, il suo ex, Gale (Liam Hemsworth), a cui la love-story con Peeta non è andata giù, nonostante la ragazza protesti la sua innocenza e provi a convincerlo che è tutta una messa in scena ad uso e consumo delle telecamere.
Ma non c'è tempo per occuparsi di faccende così personali. I distretti sono in agitazione e Snow usa la mano pesante, inviando gerarchi e robocop per stroncare sul nascere ogni ipotesi di sedizione. I primi 80 minuti sono dedicati proprio ai focolai di rivolta che agitano i tribuni e alla repressione ordinata da Snow. Funzionale al racconto è il guerrilla style portato da Francis Lawrence (subentrato a Gary Ross nella regia) con il supporto di Jo Willems alla fotografia (altra novità del cast tecnico). Il viraggio sporco, in grigio, e il movimento nervoso (ma preciso) della macchina da presa ci proiettano in una dimensione bellica credibile.
D'altra parte, se c'è una cosa su cui non si può eccepire, è proprio la confezione: grazie a un budget quasi raddoppiato (da 78 milioni di dollari del precedente ai 130 di questo) è aumentata la cura negli scenari (il designer Philip Messina si spende tanto nel decor disadorno dei distretti, quanta nello sfarzosa Capitol City, una metropoli kitsch, tutta luci e lustrini e architetture da Antico Impero), la ricchezza dei costumi (ma quanti ne prova Jennifer Lawrence?!?), la disponibilità di trucchi e trucchetti digitali. Notevole, al solito, il lavoro sulle musiche di James Newton Howard, che trova ogni volta la "chiave" giusta per entrare in scena e solleticare l'emozione del momento, senza strafare.
Perfetti come sempre la Lawrence e Hutcherson, con la prima che cresce d'intensità film dopo film. Tornano, e sono ancora in forma, sia Woody Harrelson che Elizabeth Banks (sono i mentori dei nostri beniamini), Lenny Kravitz (è lo stilista di Katniss) e Stanley Tucci (il presentatore degli Hunger Games). Azzeccate le new entry del cast, come Jena Malone e Sam Caflin, nel ruolo di due affascinanti tribuni. E se Sutherland si conferma un cattivo tutto d'un pezzo, a portare un po' di mefistofelica ambiguità ci pensa Philip Seymour Hoffman, che interpreta il nuovo demiurgo dei giochi, chiamato a sostituire lo sfortunato predecessore (ricordate? Fu costretto a mangiare le stesse bacche velenose che salvarono la pelle a Katniss e Peeta).
Vi chiederete che c'entrano i giochi e a che punto entrano a far parte di questa storia. Diremo solo che è l'escamotage usato da Snow per far piazza pulita dei suoi nemici.
Questo lungo e divertente sequel trabocca di mosse e contromosse, insidie e inganni. La fiducia (o il tradimento, fate voi) è il tema, mentre la natura umana e la connessione tra società dello spettacolo e fascismo scivolano tra i sottotesti. Ci sembra più una perdita che un guadagno. Eppure non vediamo l'ora che arrivi il terzo. Maledette saghe...

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE SUZANNE COLLINS.

- FUORI CONCORSO ALLA VIII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2013).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2014 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("ATLAS").

CRITICA

"Seconda puntata della saga, 'Hunger Games - La ragazza di fuoco' cambia sceneggiatori e regista per assestare il tiro. Ma non guadagna in profondità ciò che perde in novità, anzi. Dalle mani forse poco governabili del sofisticato Gary Ross (era suo 'Pleasantville'), il timone passa in quelle di Francis Lawrence, regista finora dei non memorabili 'Constantine', 'Come l'acqua per gli elefanti', 'Io sono leggenda'. Curiosamente Lawrence (nessuna parentela con Jennifer) manovra con sicurezza il lato politico, ma è piatto e prevedibile sul piano dell'azione. Per non parlare della satira (le folli 'mises' dei ricchi spettatori di Capitol e del presentatore Stanley Tucci, che qui compare pochi minuti). Il risultato finale è a dir poco diseguale. A qualcuno è parso più 'adulto'. A noi soprattutto molto più noioso del primo episodio, che sfoggiava un trionfale e scorrettissimo cattivo gusto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 novembre 2013)

"Già record d'incassi - spodestato 'Twilight' - negli Usa e teen-evento al festival di Roma, il sequel 'Hunger Games - La ragazza di fuoco' promette di carbonizzare anche il nostro botteghino. Francis Lawrence al posto di Gary Ross alla regia, comune al primo capitolo è il guerrilla-style: scenografie CGI e costumi all'altezza, ma l'emozione latita e il dejà-vu impazza. I futuri capitoli sono già sul set." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 28 novembre 2013)

"Piacerà probabilmente anche più del primo episodio. Perché stavolta i realizzatori hanno puntato con ogni evidenza soprattutto al pubblico per famiglie. Che la prima volta era stato parzialmente tenuto indietro da sequenze sconsigliate agli under 10. Inoltre, sempre per venire incontro allo spettatore domenicale, il regista del numero uno, Gary Ross (troppo esibizionista, troppo spesso masturbatore d'immagini) è stato sostituito dal più tranquillo Francis Lawrence ('Io sono leggenda' con Will Smith) che gira piano e chiaro e i colpi di scena li giostra senza slealtà. Certo, 'La ragazza di fuoco' soffre degli handicap dei numeri due (non offre la novità e ha un finale interlocutorio). Ma ha parecchie cose raccomandabili. Tra le quali; una Jennifer Lawrence che sta crescendo decisamente in carisma in concomitanza col personaggio; un Philip Seymour Hoffman che ci dà un altro dei suoi sconci «cattivi»; una mezza dozzina di scene a tener su il quoziente spettacolare (come l'elettrificazione dalla quale la ragazza di fuoco esce quasi arrostita)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 novembre 2013)

"Un sequel di gran lunga superiore al primo capitolo, con una Jennifer Lawrence che dimostra ancora la sua grande bravura." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 28 novembre 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy