House IV - Presenze impalpabili

House IV

USA - 1991
Roger Cobb, con la moglie Kelly e la loro figlia tredicenne Laurel, va a visitare la vecchia casa di campagna che ha ereditato dal padre. Roger è talmente legato alla casa da rifiutare decisamente ogni offerta del suo fratellastro Burke, che vorrebbe venderla perché ha già imbastito un affare su di essa. Roger sa che suo nonno fece un patto di sangue con un capo indiano dal quale ebbe la proprietà, giurando che non sarebbe stata venduta mai, né da lui, né dai suoi successori. Roger si sente legato a quel patto, tanto più che ama visceralmente la vecchia casa e Ezra, l'anziano capo indiano, approva la sua decisione. Ripartito Burke, anche Roger, furibondo, si mette in viaggio con la sua famiglia per tornare in città. Sulla strada però ha un grave incidente d'automobile, e muore per le ustioni riportate. La piccola Laurel rimane paralizzata, cosicché deve usare una sedia a rotelle. Kelly decide, nonostante il parere contrario di suo padre, di andare a vivere con la figlia nella casa di campagna, che Roger amava e qui le si presenta una strana governante, Verna Klump, che le sarà molto utile, dato lo stato di abbandono dell'abitazione, nella quale cominciano subito a verificarsi strani fenomeni, che sembrano opera di uno spirito maligno: dai rubinetti a volte sgorga sangue invece che acqua; Kelly ha orribili visioni, e paurosi rumori vengono dalla cantina, dove la donna scopre sotto alcune assi un misterioso grande sigillo istoriato. Intanto Burke si ripresenta per impadronirsi della casa: egli si è impegnato infatti con un temibile gangster, Grosso, un nano mostruoso, a vendergli la sorgente nascosta in cantina, perché possa farci scaricare segretamente i rifiuti tossici industriali delle sue industrie, gettandoli dentro le acque sacre agli indiani. Poiché Kelly non cede, Burke le manda due loschi scagnozzi che scaraventano Laurel dalle scale insieme alla sua sedia a rotelle, ma l'adolescente si salva. Il vecchio Ezra spiega a Kelly che lo spirito di Roger, che li protegge, non può aver pace nella morte, perché in realtà egli è stato ucciso. Burke, temendo che Grosso lo faccia uccidere, appicca fuoco alla casa, incurante che dentro ci siano, vive, la cognata e la nipote. Nel frattempo lo spirito di Roger aiuta Kelly a portare in salvo la figlia, mentre il sigillo salta in aria, liberando un enorme getto d'acqua, che spegne l'incendio. Verna che in realtà è un'agente dell'FBl, ascolta la confessione di Burke e lo arresta, mentre Laurel riprende a camminare. Dopo un bacio d'addio a Kelly, lo spirito di Roger potrà finalmente riposare in pace.

CAST

CRITICA

"Questo film dell'orrore, realizzato tecnicamente non peggio di tanti altri, e che a tanti altri somiglia nella trama, si basa, più che su alcune scene impressionanti, piene di sangue, su di una continua presenza di superstizione e di atmosfere magiche incombenti. Cercando di suggerire una falsa trascendenza attraverso il legame con le leggende indiane il giuramento di sangue del nonno del protagonista col capo pellerossa che gli cedette il terreno della magica sorgente, e la costante presenza protettiva del marito morto accanto alla moglie e alla figlia, il film cerca di proporre un'atmosfera fantastica che risulta moralmente pericolosa. Cosicché la perfidia del fratellastro assassino e del gangster nano passano in seconda linea. La regia di Lewis Abernathy e discreta è l'interpretazione di Terry Treas (Kelly) abbastanza efficace." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 114, 1992)
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