HOT SHOTS! 2

HOT SHOTS! 2

USA - 1993
HOT SHOTS! 2
Tug Benson, il rimbecillito presidente degli USA, Stati Uniti invia tre missioni consecutive in Medio Oriente, per liberare i soldati americani, fatti prigionieri dal perfido despota, che vuol così vendicarsi degli Stati Uniti. Ma una dopo l'altra le tre missioni falliscono e i loro componenti vengono fatti prigionieri. Benson decide allora che solo l'eroe "Topper" Harley puo' riuscire nell'impresa, e incarica il colonnello Denton Walters di trovarlo e convincerlo. Intanto, giunge la notizia che il colonnello Walters imprigionato dal despota è stato torturato. Topper chiede allora al Presidente, di farlo partire subito con la prossima spedizione, per ritrovare Walters. Avvengono vari buffi combattimenti coi nemici: si battono perfino il Presidente Benson con il despota, usando le spade luminose di "Guerre stellari". Topper salva intanto i prigionieri americani.
  • Altri titoli:
    COLPI CALDI 2
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: BILL BADALATO
  • Distribuzione: FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1993.

CRITICA

"Le gag abusano d'ogni espressione comica: demenzialità, parodia, cartone animato, slapstick, illogica ironia, surrealtà. Ma l'obiettivo principale di Abrahams (uno e trino insieme a David e Jerry Zucker: confidenzialmente ZAZ) intende, come sua abitudine, svillaneggiare usanze e costumi del grande cinema d'azione americano, destabilizzare alla sua maniera enfasi e ampollosità del genere avventuroso. Hot shots! 2 accumula civettuoli riferimenti e citrulle citazioni che vanno da 'Rambo 3' a 'Guerre stellari', da 'Il cacciatore' a 'Apocalypse now' per poi eccedere in mortificanti incursioni nel soft di 'Proposta indecente' o di 'Senza via di scampo' (la famosa scena osè in limousine tra Kevin Costner e Mimi Rogers). E i lazzi e le boutade non si arrestano nemmeno di fronte ai titoli di coda, infarciti di consigli inutili, nonsense e segreti di Pulcinella." ( Fabio Bo, "Il Messaggero", 17 settembre 1993)
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