Homo eroticus

ITALIA - 1971
Michele Cannaritta, giovane siciliano fornito di un abnorme apparato genitale, per salvarsi dalle conseguenze di una serie di violenze carnali, si trasferisce a Bergamo dove un concittadino, il barbiere Tannuzzo Fichera, lo fa assumere come cameriere in casa di un industriale "voyeur", l'ingegner Achille Lampugnani, e di sua moglie Cocò. Sparsasi fulmineamente la notizia che Michele è un uomo sessualmente superdotato, egli diventa l'ambita preda della padrona di casa, delle sue amiche e delle stesse cameriere. Tanta disponibilità, però, finisce con l'irritare Cocò, che, non potendo avere Michele tutto per sé, quando viene a sapere da un'amica che egli ha usato violenza a Concettina, la sedicenne figlia di Tannuzzo, lo licenzia. Dopo una breve parentesi al servizio di una ricca donna d'affari, che poi lo scaccia per la stessa ragione di Cocò, Michele passa a soddisfare le voglie di una marchesa, Agnese, che una sera gli muore fra le braccia. Perduta la testa, Michele si affanna per far sparire il cadavere, ma viene sorpreso da Tannuzzo che è deciso a denunciarlo. La sera stessa, però, Michele viene nuovamente assunto in casa di Achille che interviene in suo favore e riduce al silenzio Tannuzzo a suon di milioni. Tuttavia, Michele viene di nuovo e per sempre scacciato perché la tragica fine di Agnese lo ha reso impotente, ma a evitargli di tornare in Sicilia pensa lo stesso Tannuzzo, che gli offre un posto nel suo negozio e gli concede la mano della figlia.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM - EASTMANCOLOR
  • Produzione: MARCO VICARIO PER ATLANTICA CINEMATOGRAFICA PRODUZIONE FILMS (ROMA), LES PRODUCTIONS JACQUES ROITFELD, OPTIMAX FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: CIDIF
  • Vietato 14

CRITICA

"Materiali di commedie di costume italiane, vengono usati soprattutto per solleticare la sensualità negli spettatori. Mistificatrici quindi le pretese satiriche di questo film. Realizzazione mediocre nonostante si tenti di nasconderla con 'vetri colorati' quali la 'beltà' della fotografia, dei costumi e della scenografia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 72, 1972)
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