Hereditary - Le radici del male

USA - 2018
4/5
Hereditary - Le radici del male
Quando l'anziana Ellen muore, i suoi familiari cominciano lentamente a scoprire una serie di segreti oscuri e terrificanti sulla loro famiglia che li obbligherà ad affrontare il tragico destino che sembrano aver ereditato.
  • Durata: 126'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, HORROR
  • Produzione: KEVIN SCOTT FRAKES, LARS KNUDSEN PER PALMSTAR MEDIA
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Vietato 14
  • Data uscita 25 Luglio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani
L’horror indipendente, quello capace di entrare sotto la pelle del pubblico invece di farlo semplicemente saltare sulla poltrona, sembra essere tornato a lavorare sull’elemento fondamentale del genere: la psicologia dello spettatore stesso.

Negli ultimi tempi lo hanno confermato piccoli gioielli di genere come The Witch, Scappa - Get Out e adesso Hereditary di Ari Aster, il quale mette in scena la personalità fragilissima di Annie, donna traumatizzata dal difficilissimo rapporto con la madre; la donna, appena deceduta, le ha lasciato oscuri manoscritti e soprattutto una nube nera di misteri.

La prima parte del film, dedicata alla costruzione dei personaggi che compongono la famiglia e dei loro rapporti conflittuali, si rivela estremamente precisa ed efficace nello sviluppo delle atmosfere.

L’angoscia e il senso di pericolo scandiscono la progressione narrativa di Hereditary lavorando su schemi già esplorati ma riproposti con una visione a tratti vibrante. Come spesso accade in questo tipo di storie la sceneggiatura e la messa in scena preferiscono insinuare il dubbio: l’orrore è frutto della mente senza controllo della protagonista oppure qualcosa di orribile sta veramente per accadere?




Aster riesce a controllare il ritmo del racconto per prolungare il più possibile tale incertezza, in un crescendo drammatico di enorme impatto che conduce a una parte finale genuinamente spaventosa, con almeno un paio di momenti destinati (almeno per chi scrive...) a essere ricordati tra i più terrificanti dell’anno.

Toni Collette - candidata all’Oscar per un altro cult del genere come Il sesto senso - è l’anima dolorosa e inquietante di Hereditary, perfetta in un ruolo pulsante e sempre in bilico tra isteria e naturalezza.

Accanto a lei meritano segnalazione anche le prove maiuscole dei giovani Alex Wolff e Milly Shapiro. Sono i tre attori a fare di Hereditary un prodotto a tratti agghiacciante, rendendolo uno dei titoli di genere più riusciti dell’ultimo periodo.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy