Harsh Times - I giorni dell'odio

Harsh Times

USA - 2005
Harsh Times - I giorni dell'odio
Jim Luther Davis sta per partire per una missione antidroga in Colombia, Mike Alonzo è un programmatore di computer disoccupato. Insieme decidono di passare un po' di tempo bighellonando per Los Angels bevendo birra e causando guai, ma il loro divertimento si rivela molesto per gli altri...
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 16 MM, SUPER16 STAMPATO A 35 MM
  • Produzione: CRAVE FILMS
  • Distribuzione: MIKADO (2007)
  • Vietato 14
  • Data uscita 8 Giugno 2007

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CRITICA

"Il neoregista David Ayer si dimostra buon sceneggiatore anche quando racconta la genesi di questo inquietante noir della coscienza: ciascuno, dice, ha portato qualcosa, come a un picnic. Nel senso che tutti, primi gli attori, si sono appassionati alla storia e ciascuno l'ha vissuta sulle sue misure emotive. Avendo già scritto 'Training Day' ed anche l'action 'Fast and Furious', Ayer torna sui suoi passi, quelli classici del racconto di formazione o meglio di de-formazione in cui due amici cercano di risolvere insieme le violenze della vita, specie quelle che fioriscono a South Central, a Los Angeles. (...) Niente di nuovo, socialmente parlando, ma la dinamica del rapporto psicologico è di ottima lega drammatica, il girovagare a vuoto diventa un calvario di cui siamo testi, il rapporto di dare avere tra i due, per sempre bambini che non crescono e considerano L.A. un campo giochi personale, è scritto con una malsana cognizione di causa. C'è la scusante della guerra, ma la strada perduta e già tracciata, mentre la memoria di una adolescenza difficile scusa solo in parte il disamore e la totale mancanza di solidarietà." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 giugno 2007)

"Già applaudito sceneggiatore di 'Training Day' e 'The Fast and the Furious', David Ayer ha firmato la sua prima regia con l'occhio a 'Taxi Driver', ambientando l'azione nei luoghi veri sulla base di un solido copione. Ma, a parte Bale, il cast non è all'altezza e Ayer non ha il tocco di Scorsese." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 8 giugno 2007)

"Per la sua prima regia, David Ayer mette in scena un altro reduce disadattato e lo trasferisce da New York alla 'città degli angeli': contesto e situazioni molto simili a quelli di 'Training Day'. Il film da lui stesso sceneggiato nel 2001. Non è certo il caso di paragonarlo a Scorsese; però 'Harsh Times' è un film che colpisce forte e duro, ambientato in una terra di nessuno urbana dove i crimini restano impuniti e ogni divisione tra buoni e 'cattivi' è solo un ricordo del cinema di una volta. Conoscitore diretto della materia (cresciuto a L.A., è un ex-militare), Ayer si astiene dal giudicare; ma anche dall'invocare i disastri psicologici della guerra come alibi per il suo protagonista, un perdente devastato dalla rabbia che Christian Bale interpreta con nervosa energia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 giugno 2007)

"Benché non racconti niente di nuovo, 'Harsh Time - I giorni dell'odio' di David Ayer funziona. Perché conta su una solida sceneggiatura, certo, ma anche perchè mostra il degrado umano senza riserve morali e senza imboccare facili vie di fuga. Ottima la fotografia volutamente 'sporca'". (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 8 giugno 2007)
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