Happy Days Motel

ITALIA - 2012
3/5
Happy Days Motel
Il grottesco e sconclusionato viaggio di Balti, un uomo normale che, giunto all'Happy Days Motel si ritroverà in una dimensione popolata da personaggi ai limiti: Laura, che ha perso sua figlia dopo sette anni di coma; Dustin, meccanico autolesionista che arrotonda facendo il gigolò; Lupo e Candy, un'improbabile coppia di innamorati platonici. Ognuno di loro si troverà a confrontarsi con i propri desideri più profondi...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, NOIR
  • Specifiche tecniche: HD (1:1.85)
  • Produzione: BRUNO TRIBBIOLI E ALESSANDRO BONIFAZI PER BLUE FILM, FOURLAB CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: BLUE FILM, FOURLAB (2013)
  • Vietato 14

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Balti (Lino Guanciale) è esistenzialmente normodotato, ma il nuovo impiego da commesso viaggiatore lo trasporta in una dimensione borderline, popolata da vari ed eventuali: il rischio contagio è sensibile, ma divorziato e padre qual è tocca provarci. Comunque. Lo stralunato, acido locus amoenus di Balti e compagnia improbabile è l'Happy Days Motel, che dà il titolo all'opera prima di Francesca Staasch, disponibile su Cubovision fino al 30 aprile.
A popolarlo, vite di uomini e donne non illustri: Laura (Valeria Cavalli), una figlia morta dopo anni di coma e un'elaborazione del lutto singolare; Dustin (Luigi Iacuzio), vitellone senziente, metà meccanico e metà gigolo; il tossico Lupo (Luciano Curreli) e la crocerossina dubbiosa e compulsiva Candy (Valeria Belardelli). Balti ci capita in mezzo e reagisce, mentre la regista – teatro e corti in carnet – perfeziona la chimica: film imperfetto, ci mancherebbe, viziato dal (eufemismo) lowbudget e i mille problemi del fare cinema in Italia senza pacche sulle spalle e agenda robusta, eppur si muove.
Nel mixer registri e generi diversi (dal noir esistenzialista agli amori tossici, dal precariato in prima persona singolare all'eremitaggio immaginifico), una seconda parte a carburazione lenta, Happy Days Motel coniuga al presente vissuti generazionali e agiti autoriali, cercando di dare domicilio, se non residenza, a un modo diverso di fare cinema, almeno per queste latitudini: pop senza vezzi, identità non artefatta, estetica tv e sperimentale ugualmente in fuoricampo. Si avverte un'occupazione di spazi, modi e tempi genuina ed eterodossa, che senza prendersi sul serio afferra qualche bella idea: la condanna della normalità (il destino da pusher del normodotato), il retaggio bucato della vecchia comune (il motel non luogo), la lotta scanzonata contro gli stereotipi (il tossico e la “bella”, il meccanico amatore).
Insomma, buona la prima e sala rimandata: se non il futuro, il presente si chiama web. E ha un Motel a 3 stelle.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE SARDEGNA FILM COMMISSION. PRODUZIONE ESECUTIVA SARDEGNA: ARGOOVE MEDIA INTELLIGENCE & PRODUCTIONS DI ANDREA SPANO; CON IL PATROCINIO DEI COMUNI DI SANLURI, GUSPINI, VILLACIDRO, ARBUS.
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