Hannibal Lecter - Le origini del male

Hannibal Rising

USA - 2007
Hannibal Lecter - Le origini del male
Durante la II Guerra Mondiale, il piccolo Hannibal Lecter, a soli otto anni, assiste inerme alla barbara uccisione dei genitori e della sorellina Mischa. Reso muto dallo shock, il piccolo viene rinchiuso in un orfanotrofio sovietico dove rimane fino a quando, adolescente, riesce ad organizzare la sua fuga. Una volta superata la cortina di ferro, Hannibal trova riparo presso il castello di uno zio nella periferia di Parigi. Giunto sul posto, il ragazzo viene a sapere della morte del parente ma è comunque accolto dalla vedova, Lady Murasaki, una bellissima donna giapponese che accende in lui la passione per la musica, l'arte e la buona cucina. Tuttavia, i ricordi e i fantasmi del passato lo tormentano e il suo desiderio di punire i feroci criminali di guerra è tale da portarlo a condurre un'ostinata ricerca dei responsabili del suo dolore. L'insaziabile fame di vendetta si trasformerà in un'ossessione per tutta la vita...
  • Altri titoli:
    Lecter Variations
    Hannibal 4
    The Lecter Variations
    Young Hannibal
    Young Hannibal: Behind the Mask
    Hannibal Lecter - Les origines du mal
    The Lecter Variation: The Story of Young Hannibal Lecter
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Tratto da: romanzo omonimo di Thomas Harris (ed. Mondadori)
  • Produzione: DELAURENTIIS PRODUCTIONS, YOUNG HANNIBAL PRODUCTIONS LTD., CARTHAGO FILMS S.A.R.L., DINO DE LAURENTIIS CORPORATION, INGENIOUS FILM PARTNERS, QUINTA COMMUNICATIONS USA INC., ZEPHYR FILMS LTD.
  • Distribuzione: FILMAURO, DVD: FILMAURO HOME VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 9 Febbraio 2007

TRAILER

CRITICA

"Il romanzo di Thomas Harris, pur vendendo benissimo, è stato pesantemente beccato dalla critica. Punto primo: si può giustificare l'operato di un serial killer alla luce di un'infanzia tragica? Punto secondo, che riguarda specificamente l'adattamento per lo schermo: si può immaginare Hannibal senza il volto di sir Anthony Hopkins? Come sostituire un attore di tale bravura e carisma? Invece, la doppia trappola è stata brillantemente evitata. Si è dimostrata giusta l'idea di mettere in relazione gli orrori estremi della guerra con la vocazione al male di Hannibal. Il quale, dopo aver assistito, da bambino, all'uccisione dei genitori e della sorellina (mangiati), cresce col pensiero fisso di vendicarli. Sono ottimi gli interpreti, dall'inedito Garpard Ulliel, un giovane Hannibal di impenetrabile intensità, a Gong Li nei panni di un'affascinante zia, sua maestra di arti marziali: ed è altrettanto felice la regia dell'inglese Peter Webber, che ha saputo mettere il suo stile raffinato al servizio di un thriller teso, elegante e suggestivo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 9 febbraio 2007)

"La migliore vendetta è il perdono? Neanche per idea: secondo 'Hannibal Lecter - Le origini del male' la migliore vendetta è ammazzare il nemico e mangiarselo. L'allarmante monito anticristiano arriva da un film che si propone come il 'bildungsroman' del mostro. (...) Ai critici letterari l'operazione che attua Harris nel suo nuovo romanzo non è piaciuta. Su 'The New Yorker' Anthony Lane ha scritto che il 'fallimento assoluto' del libro sta nel tentativo di spiegare un genio del male che doveva restare inspiegabile come Jago. A sua volta uno scriba del 'TLS' non digerisce la prosa di Harris, colpevole a suo dire di indulgere in voli pindarici e bellurie fuori luogo in un thrilling. Tali osservazioni possono tuttavia rientrare nel fenomeno che Stephen King ha deplorato proclamando sul 'Corriere della Sera' del 28 gennaio che 'i critici sono autoreferenziali e incapaci di capire la letteratura popolare'. Non esiste né negli Stati Uniti né altrove una critica che abbia la voglia e la capacità di valutare questo genere di narrativa. Ma alla luce delle riserve di cui sopra, giuste o sbagliate, si colgono sicuri elementi per affermare che il film è superiore al libro. Perché il regista britannico Peter Webber (quello di 'La ragazza con l'orecchino di perla') riesce a metaforizzare per virtù di stile la farraginosa e repellente materia, mantenendo l'ottimo Gaspard Ulliel sui binari di una recitazione straniata, quasi brechtiana, che lo fa transitare illeso tra i rischi convergenti della banalità e del ridicolo. Il tono del film è tanto cupo quanto sapientemente smaltato in una sintesi quasi classica di eleganza e crudeltà. La zia giapponese è una forte presenza della cinese Gong Li e Dominic West è il probo ispettore francese: lei ha avuto i suoi morti a Hiroshima, lui la famiglia uccisa a Vichy, ma la loro risposta al fato è di segno opposto rispetto alla reazione forsennata del protagonista. 'Hannibal Rising' colloca l'ormai mitico antieroe nel girone infernale del «secolo breve» ribollente di atrocità: lungi dal perdonarlo, lo storicizza. Anche per ribadire (guardiamo il telegiornale...) che gli Hannibal sono fra noi." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 9 febbraio 2007)

"Il prequel sta diventando un'operazione che ha a che fare sempre meno con la funzionalità del nesso con le puntate successive. In alcuni casi ha un'autonomia che spesso viene snaturata proprio dall'inevitabile collegamento con ciò che succede dopo. 'Hannibal Lecter - Le origini del male - un prologo più che un prequel de 'Il silenzio degli innocenti' - è un perfetto esempio di questa distorsione di un modello seriale. Per sfruttare l'alone mitico che si è creato intorno al personaggio di Hannibal the Cannibal-Anthony Hopkins, uno dei più perfidi e affascinanti serial killer dello schermo, Thomas Harris ha pensato di andare a frugare nella dolorosa adolescenza di Hannibal. (...) Il percorso psicoanalitico-vendicativo del giovane Lecter avvicina il nuovo episodio più ai drammi europei post-bellici che al thriller psicologico." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 10 febbraio 2007)
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