HAMBURGER HILL - COLLINA 937

HAMBURGER HILL

USA - 1987
HAMBURGER HILL - COLLINA 937
In Vietnam, condotte dal sergente americano Terry Frantz, anch'egli molto giovane, le giovanissime reclute Beletsky, Languilli, Murphy, MacDaniel, Doc, Washburn, Galvan, Bienstock vengono addestrate all'operazione per la conquista della collina 937 nella valle di Ashau, in mezzo a grandi difficoltà. Fra di loro nascono amicizie e si rivelano conflitti razziali, messi in risalto specialmente da Doc, un negro pieno d'amarezza per come i bianchi trattano i suoi simili. Davanti agli attacchi nemici, fra i soldati nasce una grande solidarietà e tutti sono pronti ad aiutarsi generosamente fra loro. Ogni vittima provoca il sincero dolore dei compagni. Durante 10 interminabili giorni di combattimenti, questi soldati si arrampicano con enormi sforzi nel fango per raggiungere la sommità della collina, ripetendo l'attacco moltissime volte, e altrettante ridiscendendo respinti dal nemico che combatte validamente e li sovrasta dalla vetta, armato di mitragliatrici. Intanto il comando superiore, da lontano, li esorta ad impegnarsi più a fondo per ottenere il successo, e non sostiene invece il loro operato con l'apporto adeguato di mezzi di rinforzo. I ragazzi del gruppo muoiono quasi tutti e il 20 maggio 1969 in cima alla collina contesa arrivano solo in tre, mentre i cadaveri sparsi dei loro compagni coprono le pendici brulle e fangose. Poco dopo, per ragioni tattiche, l'obiettivo a così caro prezzo conquistato, verrà abbandonato dalle truppe americane.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: GUERRA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: JIM CARABATSOS E MARCIA NASATIR PER VESTRON - RKO
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI INTERNATIONAL (1988) - DOMOVIDEO, PANARECORD

CRITICA

"Agghiacciante quanto barbosa pagina di cronaca vera dall'interminabile tragedia in Vietnam, diretta da un regista di documentari (infatti è zeppa di spezzoni d'archivio), che manca di ritmo e di approfondimento psicologico. Fortunatamente non è retorica, ma ha un tono troppo dimesso, quasi a scusarsi della scelta di un argomento ormai sviscerato in ogni anfratto. Attori anonimi e poco partecipi": (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 aprile 2003)
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