Guardiani della Galassia

Guardians of the Galaxy

USA - 2014
4/5
Guardiani della Galassia
Dopo aver rubato una misteriosa sfera, l'audace esploratore Peter Quill si ritrova inseguito da vari cacciatori di taglie. L'oggetto rubato, infatti, era ambito anche da Ronan, un essere malvagio che minaccia l'intero universo. Con l'aiuto di quattro bizzarri personaggi - il procione armato Rocket; l'umanoide dalle sembianze arboree Groot; la letale ed enigmatica Gamora; il vendicativo Drax il Distruttore - Quill cercherà di sfuggire alla cattura e salvaguardare nel frattempo anche il destino della galassia.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT PLUS, ARRIRAW (2.8K)/(2K)/J-D-C SCOPE, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi dei fumetti "Guardiani della Galassia" della Marvel
  • Produzione: MARVEL ENTERPRISES, MARVEL STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 22 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Una misteriosa sfera infinitamente distruttiva fa gola a uno squilibrato, Ronan (Lee Pace), che vorrebbe utilizzarla per polverizzare l'odiato pianeta Xandar, una specie di Elysium blomkampiano dalle architetture avveniristiche, le strade pulite, gli alberelli e le fontane tipo plastico. Non è l'unico a volerla: c'è anche il suo mentore, il criminale galattico Thanos (Josh Brolin) e un traffichino dalla faccia blu e una dentatura che richiederebbe l'intervento urgente di un odontotecnico (Michael Rooker). Ma la sfera - paragonata buffamente alla "Barca dell'Alleanza" o al "Falco Maltese" - finisce nelle mani sbagliate, quelle di Quill (Chris Pratt), un ladruncolo sciupafemmine inseparabile dal suo mangianastri e patito di musica anni '70-'80 (da Moonage Daydream di Bowie a Ain't No Moutain High Enough di Marvin Gaye & Tammi Terrell). Per il terrestre è una vera e propria patata bollente: impossibile disfarsene, meglio tentare la sorte con l'aiuto di un'improbabile Armata Brancaleone, formata da un'assassina dalla pelle verde (Zoe Saldana), un energumeno negato per le metafore (Dave Bautista), un procione parlante (Bradley Cooper) e un albero ambulante (Vin Diesel) che sa dire solo Io sono Groot.
Eccoli i Guardiani della galassia, che la Marvel Studios ha tirato fuori dai suoi archivi - il comic si perde ormai nella notte dei tempi: 1969 - per rivitalizzare la propria cine-offerta e sperimentare nuove possibili alternative alla specie in via d'estinzione dei supereoi classici.
Con i Guardiani si punta sulla panchina, eroi poco super e molto per caso, scherzi della natura e frankeinstein a pelo lungo, che per quid umano stracciano però i loro più illustri colleghi (gli Iron Man, i Thor, i Captain America). Operazione che sprizza simpatia da ogni poro digitale e strato di make-up, merito di un quintetto di attori perfettamente a loro agio (in ossequio al citazionismo mai gratuito del film potremmo ribattezzarli "Quella sporca cinquina" o "I predatori della sfera perduta") e di una scrittura ricca di verve, sensibilità e nostalgia canaglia, firmata James Gunn, anche regista.
Proveniente dalla Troma production, specializzata in fantascienza di serie B, Gunn porta nell'alveo di un'operazione mainstream amore per la materia, animo infantile e gioia, accostandosi ai maestri e ai discepoli del filone come Spielberg e J.J. Abrams.
Tranquilli, il refrain Marvel viene mantenuto, ma sovrascritto da tutta una serie di tracce narrative spurie, che pescano dal repertorio del western, della commedia, dell'avventura e del fantastico (per non dire dei riferimenti a Il mistero del falco e Footloose).
Gunn alimenta e rimodella così l'immaginario di continuo, con una libertà e un'armonia di insieme che è raro trovare in un blockbuster. E chiude, forse definitivamente, l'era dark del cinefumetto (post 11 settembre) per inaugurarne una nuova e antica. Una rivoluzione a colpi di restauro.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE STAN LEE.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: VIN DIESEL (GROOT), BRADLEY COOPER (ROCKET), JOSH BROLIN (THANOS).

- FUORI CONCORSO ALLA IX EDIZIONE DELLA SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA 'ALICE NELLA CITTÀ' (FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA, 2014).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2015 PER: MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO (ELIZABETH YIANNI-GEORGIOU E DAVID WHITE) ED EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"Incubo fantasy (...) per questo fumetto Marvel del '69 di Drake e Colan, di alto gradimento. Molto citato 'Star Wars', come 'The Avengers', la sostanza è quella, solo miscelata con fantasia e invenzioni (a livello minorenne), decantando la materia. Due ore piene di effetti speciali (alto budget) corretti con humour, una miscela colorata, tridimensionale, caleidoscopica di ogni possibile epidermica sensazione dove trovano spazio molti generi di cinema d'azione nel trionfo del Buffo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 ottobre 2014)

"Blockbuster incontrastato dell'estate americana, il decimo film della galassia Marvel è anche il primo di una nuova saga d'avventure: nata sulle pagine nel 1969 e meno popolare di Spiderman, Iron Man, Avengers & Co. Pero è anche, allo stato dell'arte, il migliore tra tutti quelli tratti dai comics della premiata ditta. (...) Rispetto ai precedenti blockbuster degli eroi Marvel, 'Guardiani della Galassia' funziona meglio sul piano dello humour degli altri, una parte si prendeva troppo sul serio (il famoso motto 'grandi eroi con grandi problemi'), una parte finiva per canzonare i propri eroi. Invece i 'guardiani' si prestano ottimamente a intercettare identificazione ed empatia dello spettatore: Peter è un simpatico vantone immaturo, acchiappasottane e un pizzico arrogante; Gamora, un'eroina che ha relazioni difficili col padre adottivo Thanos e la sorella Nebula, ora suoi nemici; sono deliziosi Rocket (il procione evaso da 22 prigioni ) e Groot, l'albero che ripete una sola frase lungo tutto il film (...), ma sa esprimere benissimo le emozioni; e perfino il colossale bruto Drax (...). Contando su questi personaggi il regista James Gunn (proveniente dalla produzione Troma, specializzata in horror, e anche sceneggiatore del film ) trova un giusto tono di commedia d'avventure, dove alterna situazioni drammatiche con altre francamente divertenti e inaspettate. Più che ad altri film della Marvel, questo fa pensare a 'Guerre stellari' per le spettacolari sequenze di combattimento; quanto a Peter Quill, il suo parente più prossimo è lo Han Solo della celebre saga. Sapiente intreccio di space-opera, storia di emarginati in cerca d'amicizia, commedia con battute mai banali (esilarante il tormentone su 'Footloose' e Kevin Bacon ), il tutto corredato da presenze-cammeo divertenti (Benicio del Toro, Glenn Close, Michael Rooker, uno Josh Brolin irriconoscibile...), il film ha forse un punto debole nel personaggio di Ronan, antagonista poco definito e convenzionale. Geniale, invece, l'uso della colonna musicale, che entra nell'azione attraverso il Walkman in cui Quill ascolta la cassetta 'Awesome mix vol.1' con canzoni pop anni 70. Per chi apprezzerà questo primo episodio (e saranno in molti) è già pronto l'appuntamento con il secondo (...)."(Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 23 ottobre 2014)

"Bambini e adolescenti innanzitutto: nonostante il passaggio d'onore nel cartellone di un festival importante come quello (...) di Roma, «Guardiani della Galassia» si rivolge a un pubblico privilegiato con i cui gusti è sconsigliabile duellare. Il merito principale del campione d'incassi americano (altro punto a favore del kolossal) è però, secondo noi, quello di tenere viva la fiammella di un genere nobile e grandioso come la fantascienza classica, recentemente surclassata dalla tendenza fumettistica e soprattutto supereroica. Non è certo un caso che il carattere, il taglio e la dinamica voluti dai produttori, rappresentino un astuto mix tra nostalgia della Space Opera e l'odierno accumulo un po' trash di rodomontate ad alta tecnologia tipico del trionfante marchio Marvel. (...) Idea, manco a dirlo, ereditata dal bar modello western di «Guerre stellari» che si moltiplica senza interruzione né misericordia lungo due ore in 3D di raid distruttivi, esplosioni assordanti, assalti di armi robotizzate e soldati dalle fattezze inclassificabili, rincorse tra astronavi ed esplorazioni nelle più sperdute lande galattiche. Il regista Gunn ci sa fare con l'iperbole visionaria senza retroterra pensante, ma fatalmente deve cedere l'ideale ribalta a fotografo, scenografo, costumista e via scorrendo la lista della mega post-produzione." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 ottobre 2014)

"Nel quadro della cine-produzione Marvel, 'I guardiani della Galassia' potrebbe essere considerato una specie di vacanza dai più ambiziosi progetti ('Iran Man', 'Thor', 'The Avengers') varati in questi anni; ma è una vacanza che ha già fruttato un incasso planetario di oltre 600 milioni. Al solito la storia è un semplice pretesto: gli eroi del titolo affrontano i cattivi di turno in combattimenti «stellari» per il possesso di una piccola sfera di smisurato potere. (...) Insomma, quella ciurma di simpatici pirati dello spazio che abbiamo visto tante volte aggirarsi in scalcinate astronavi nei cieli del futuro, dove la memoria della nostra sepolta civiltà può riemergere sul nostalgico filo di una compilation di hit Anni '70. In un gioco autoironico di citazioni, il giocattolone fila fluido, fracassone e divertente: che altro chiedere a un film di intrattenimento?" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 ottobre 2014)

"La fantascienza è morta, lunga vita alla fantascienza. Se pensate che il genere con il naso all'insù se la passi male, dovete ricredervi: non ci scommetteva nemmeno la Marvel, quando ha deciso di adattare uno dei suoi fumetti più sfigati, ma 'Guardiani della Galassia' ha salvato la secchissima estate hollywoodiana, consacrato l'anti J.J. Abrams dietro la macchina da presa, quel James Gunn allevato dalla Troma Films, e aperto - speriamo - un nuovo corso per i supereroi, anche stilisticamente. Basta smarmellare la fotografia alla Boris come negli ultimi blockbuster sci-fi: le macchie di colore sprizzate nel buio à Jackson la Pollock illuminano la galattica avventura di una futuribile Armata Brancaleone (...) ce la faranno? Di sicuro mettono sull'attenti la nostra voglia di evasione, eccitano la nostra enciclopedia di genere e vincono d'ironia: basta Cavalieri Oscuri, qui si ride con i Guardiani Pollock. Da vedere." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 23 ottobre 2014)

"Piacerà non solo ai bambini (ai quali certo è destinato). Prodotto dalla Marvel è un altro capitolo della serie Supereroi. Ma incidentalmente è pure superdivertente. Questo per via di una sceneggiatura che riesce a radunare una dozzina di personaggini che da soli reggerebbero un film. E magari lo avranno." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 ottobre 2014)

"Ennesima conferma della vitalità del genere cinecomic, in questo caso capace di accontentare quarantenni e adolescenti. Irriverente." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 23 ottobre 2014)

"Musica e divertimento dalle più remote galassie. Angoscia e nichilismo sul pianeta Terra. Se volete capire perché la fantascienza non morirà mai, provate a vedere (...) 'Guardiani della galassia' di James Gunn (...) è un sogno che si realizza. Il bar di 'Guerre stellari' che finalmente diventa un film (anche se c'è dietro uno dei fumetti meno noti della Marvel). Una 'space opera' comica, sentimentale e soprattutto musicale, in cui compare un solo terrestre e tutti i protagonisti rappresentano specie umanoidi in via d'estinzione. Una storia di pirati trasferita nel cosmo, in cui tra astronavi e raggi della morte compaiono anche alberi parlanti, procioni ciarlieri quanto vendicativi. E bellissime guerriere dalla pelle verde così fissate con la loro missione di morte che c'è un solo modo per ammorbidirle: farle ballare. (...) Per cui, via! Tutti nello spazio con 'Guardiani della Galassia', in un universo di pura e liberatoria fantasia dove i pianeti esplodono, le astronavi sono gigantesche, i cacciatori di taglie hanno fattezze imprevedibili e tutto è dilatato, iperbolico, fragoroso. Ma l'oggetto più importante in queste avventure high tech resta il vecchio mangianastri con la cassetta su cui la madre morente del piccolo protagonista aveva registrato irresistibili canzoni anni 70 per il figlio bambino. (...) Si pensa ai vecchi 'Mad Max', ai nuovi 'Star Trek', naturalmente alla serie 'Men in Black', anche se tutto parte da un fumetto di scarso successo della Marvel. Ma Gunn e i suoi collaboratori (gara di bravura nel reparto scene e costumi) ci mettono un entusiasmo, un divertimento, un'energia infantile e contagiosa che sono merce rara nelle sempre più costose e seriose super-produzioni dei nostri giorni." (Fabio Ferzetti , 'Il Messaggero', 21 ottobre 2014)

"Fin dalle prime scene, basterebbe l'uso del colore per segnalare che 'I guardiani della galassia' (...) non è soltanto «un altro film» della Marvel e nemmeno soltanto «un altro» film di supereroi. In controtendenza con la filosofia dell'illuminazione forte, uniforme, industriale, che appiattisce la maggioranza degli attuali blockbuster hollywoodiani e mette in fuga qualsiasi mistero dagli angoli più remoti del fotogramma, James Gunn spruzza la sua space opera di pozzanghere di luce colorata che si aprono sugli sfondi scuri, e il decor fatiscente, postindustriale, come in un quadro d'espressionismo astratto (non a caso una battuta del film fa riferimento a Jackson Pollock), invitando l'occhio a una visione diversa, più aperta, imprevista . È un tipo di uso del colore e della luce che ricorda certi film di Mario Bava, o Edgar Allan Poe visto da Roger Corman - cinema d'arte fatto a basso costo e massimo grado d'inventiva, dove essere concettuali è una scelta d'autore almeno tanto quanto una necessità. E da quel modello creativo che viene anche il regista del grande campione d'incassi dell'estate: James Gunn si è infatti formato all'impagabile scuola della Troma Films, lo studio di Lloyd Kaufman (che non sta a Hollywood ma in New Jersey), dove il quarantaquattrenne di St Louis ha scritto 'Tromeo and Juliet'. Con la sua armata Brancaleone di assassini, ladri, mercenari e cacciatori di taglie - spesso con la pelle a tinte sgargianti- la sua pianta umanoide e il procione geneticamente modificato, 'I guardiani della galassia' ha l'indole del fratello outsider degli 'Iron Man' e dei 'Capitan America' - non solo perché è tratto da una serie di fumetti meno conosciuta, considerata minore rispetto alla serie A della Marvel. (...) Come il Walkman, la colonna sonora vintage, fatta di classici ma non troppo, è un elemento chiave dell'universo di Guardians, che, in una continua dialettica di vecchio e nuovo, new media e archeologia, àncora le sue guerre stellari, oltre che al mito e alla fiaba (come fece la saga di George Lucas), a un passato più terreno e rassicurante, oltre che caro ai baby boomer. 'I guardiani della galassia' è infatti accuratamente studiato per un pubblico che va ben aldilà della generazione dei ragazzini, simboleggiata dal rating PG 13 (vietati ai minori di 13 anni non accompagnati). (...) 'Star Wars', anche se in una versione scassata, e decisamente più virata sul comico, è molto presente in questo Guardians, ambientato in parte in un penitenziario galattico che fa pensare alla taverna di Han Solo. Ma il film che ricorda di più, sia nello spirito che per via delle fedina penale dei suoi eroi, è 'La sporca dozzina', di Robert Aldrich. Come la pattuglia suicida di ammazza nazisti nel capolavoro insuperato del regista di 'Che fine ha fatto Baby Jane?', anche Quills e i suoi, all'inizio non credono in nulla e non hanno nulla da perdere. (...) La trama è risibile, praticamente una scusa, ma il film si muove con agilità e tempo comico indovinato da un luogo all'altro (il decrepito pianeta Morag, Xandar, il penitenziario, astronavi varie...), alternando battaglie spaziali e risse verbali tra personaggi, su cieli/fondali che sembrano riflettere l'umore della storia, da cromatismi sfrenati a neri profondi punteggiati come da migliaia di lucciole. (...) 'I guardiani della galassia' arriva con i super poteri e il super budget della Disney, ma ha l'anima di un western (di nuovo, il fascino retro). Più Corbucci/Leone (Rocket è ispirato al Tuco di Eli Wallch, in 'Il buono, il brutto e il cattivo') che Lucas/Spielberg. Il che fa di James Gunn non solo una nuova presenza nel circolo dei registi di blockbuster che vanno seguiti ma anche un buon antidoto al culto di J.J. Abrams." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 21 ottobre 2014)
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