GRAZIE DI TUTTO

ITALIA - 1998
GRAZIE DI TUTTO
Pier Paolo e Francesca Pacifico, una coppia sui 35 anni senza figli, vivono qualche crisi nel loro rapporto. Alla ricerca di un nuovo equilibrio, lui, scrittore di gialli egoista, e lei, disoccupata benestante e altruista, decidono di abbandonare Roma e di provare almeno per un certo periodo a vivere nella campagna toscana. In una fattoria vicina alla loro, conoscono Guido e Marta, due allevatori che hanno un grande cruccio: il loro unico figlio, Lorenzo, fa il medico in Africa, non lo vedono da anni e non possono nemmeno pensare di raggiungerlo perché bloccati dalla presenza degli anziani genitori di Guido, Pietro e Bianca, bisognosi di continue cure e attenzioni. Ma un giorno Francesca ha un idea. Invita i due coniugi a partire, lei e il marito si prenderanno cura dei due vecchietti, tanto, dice, si tratta solo di una quindicina di giorni. Pier Paolo è in realtà atterrito dalla prospettiva e, quando la convivenza comincia, non pochi fatti cominciano a dargli ragione. Tenere a bada i due anziani non è per niente agevole, lei è un po' smemorata, persa in lontani ricordi, lui vive un rapporto conflittuale con un fratello che è in carcere su un'isola. Le cose si complicano quando arriva la notizia che Guido e Marta sono rimasti vittime in Africa di una banda di predoni. La notizia viene taciuta, e la vita tra la coppia giovane e quella anziana va avanti tra mille contraddizioni. Un giorno arriva dall'Africa Ludovico, che vorrebbe riprendersi i nonni. Ma Francesca dice che ormai possono restare lì con loro. Anche Pier Paolo ora è d'accordo e guarda Francesca, che nel frattempo è rimasta incinta. La coppia anziana decide di andare sull'isola a trovare il fratello di lui.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GRAZIA VOLPI E CLAUDIO GRASSETTI PER LA FILMTRE IN COLLABORAZIONE CON LA RAI
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE - BMG VIDEO.

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1998.

- FILM DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE.

CRITICA

"Discreta commedia social-sentimentale del figlio d'arte Luca Manfredi, che ha riunito moglie e suocero, per raccontare in bello stile e con accarezzati chiaroscuri psicologici le nevrosi dei fragili quarantenni d'oggidì. Nell'eccellente squadra di attori, davvero inusuale per il cinema italiano, meritano il podio Nino Manfredi, Giulia Lazzarini e Massimo Ghini". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 luglio 2001)

"Purtroppo il film, diretto da Luca Manfredi, figlio di Nino, è fragilino: labile come scrittura, poco stimolante nella ripresa Il quartetto di centro risulta tuttavia vincente sul piano della simpatia per ciò che riguarda la coppia giovane e addirittura memorabile nel ritratto dei due anziani. Accanto a un Nino Manfredi grande soprattutto quando sbevacchia di nascosto, Giulia Lazzarini appare addirittura miracolosa quando all'improvviso si scopre vecchia davanti allo specchio: come ha fatto finora il cinema a non accorgersi di lei?". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 18 aprile 1998)

"L'esordio alla regia di Luca Manfredi è amorevolmente sostenuto al padre Nino nel molo d'un anziano carabiniere motociclista in pensione scorbutico e solitario che ha una moglie diabetica un po' svanita. (...) Finale buonista e consolatorio per un film girato con grazioso disponibilità forse un po' troppo televisivo ed eccessivamente 'telefonato' sull'interpretazione degli attori che fanno un buon lavoro sui personaggi: e se Manfredi senior è misuratissimo in un molo che avrebbe potuto farlo sbandare, la vera rivelazione è Giulia Lazzarini, raffinata attrice di teatro che esordisce alla grande nel cinema, regalandoci un ritratto tenero, malinconico e commovente". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 23 aprile 1998)

"Malgrado i risvolti drammatici, 'Grazie di tutto' ha l'aspetto di una sit-com televisiva e pare il 'pilota' di una serie a puntate sui rapporti tra le generazioni, realizzata con un cast più accurato del solito. Sceneggiatore e regista di buona esperienza tv, Luca Manfredi gioca in casa: nel cast ci sono papà Nino e Nancy, sua futura moglie, il film è prodotto in collaborazione con a Rai e con Telepiù. È sempre un'iniziativa onorevole occuparsi della terza Età, in questa Italia a crescita zero dove gli anziani diventano sempre più numerosi e - agli occhi di molti - sempre più ingombranti. Però bisogna ammettere che in 'Grazie di tutto', malgrado Manfredi senior e una straordinaria Lazzarini, la comprensione per le pantere grigie non vanno oltre l'amabile macchietta del nonnino bizzoso e della Donnina nel Paese delle Meraviglie. (...) Resta l'impressione che un'oncia di cattiveria avrebbe irrobustito il film". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 aprile 1998)
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