Good Morning, Aman

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Good Morning, Aman
Roma. Aman, ventenne di origine somala che lavora presso un rivenditore di auto usate, una sera incontra Teodoro, ex pugile 40enne intrappolato nel suo oscuro passato. Tra i due nascerà un sodalizio che aiuterà entrambi a dare una svolta alle rispettive esistenze.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: DODO FIORI PER DNA CINEMATOGRAFICA IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, VALERIO MASTANDREA PER RELIEF SRL
  • Distribuzione: CINECITTA' LUCE
  • Data uscita 13 Novembre 2009

RECENSIONE

Due storie uguali e contrarie, quelle di Aman (Said Sabrie), teenager di origine somala, e del romano Teddy (Valerio Mastandrea), ex pugile 40enne, unite dalla ricerca dell'identità, un'identità trasversale. Per entrambi, si tratta di un romanzo di formazione: crescita verso la vita per Aman, crescita verso la morte per Teddy, in un intreccio di esistenze, corpi e parole supportato da una palese, e ambiziosa, volontà di stile.
Immigrazione senza "sfiga", insonnia multiculturale e una nausea che decenni dopo Sartre è ancora più invasiva e nonsense: tutto questo, incredibile e vero, in un film italiano, l'opera prima del premiato cortista Claudio Noce, Good Morning Aman, in concorso alla Settimana della Critica e poi in sala con Cinecittà Luce.
Radicalizzando poetica e stile di Vicari sotto il faro di Cassavetes, il 34enne regista costruisce un viaggio al termine della notte nei dintorni di Piazza Vittorio, incrociando le derive di Valerio Mastandrea - mai così bravo - e del protagonista Said Sabrie, somalo de Roma. Noce (si) concede qualche sbavatura, mette troppa musica e nella seconda parte allarga il campo perdendo in definizione, ma non si nasconde e ritrae il malessere globale senza se razziali e senza ma generazionali. Firmando una delle opere prime, se non l'opera prima, più importanti degli ultimi anni.
Federico Pontiggia

NOTE

- COLLABORAZIONE ARTISTICA: FRANCESCA COTICONI.

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC.

- IN CONCORSO ALLA 24MA 'SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA' (VENEZIA, 2009).

- CLAUDIO NOCE E' STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO E AL NASTRO D'ARGENTO (2010) COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

- VALERIO MASTANDREA E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA.

CRITICA

"Cose mai viste. Un film italiano con un ragazzo nero per protagonista. Una storia gonfia del razzismo spicciolo e persistente che avvelena gli italiani, raccontata senza sconti ma evitando le prediche e il ricatto dell'attualità. Facce, corpi, voci di una Roma popolare e malavitosa, dimenticata dal cinema ma ancora ostinatamente presente. Un complicato gioco di specchi fra sogni e destini di un ex-pugile sui quaranta che non esce più di casa e un ragazzino di origine somala che parla il romano del Corviale (l'inedito Said Sabrie). Il tutto morbidamente impastato in un film che fonde con disinvoltura ruvidezze quasi pasoliniane e virtuosismi da clip o da film di Spike Lee. Parliamo del notevole 'Good Morning Aman', debutto di un regista già molto apprezzato per corti e documentari, Claudio Noce. Non una commedia e nemmeno un dramma sociale, una di quelle storie esemplari ispirate alla cronaca che piacciono tanto alle nostre tv, ma una autentica tragedia, come il nostro cinema osa fare di rado, cucita addosso a due scorticati vivi che non hanno nulla in comune ma che faranno un pezzo di strada insieme. Malgrado tutto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 novembre 2009)

"Tutto qui. Uno sbadiglio dietro l'altro per il povero spettatore, travolto per un'ora e mezza da fatterelli che non gli fanno né caldo né freddo. In sintesi, un dramma ambizioso e goffo, quasi sempre incomprensibile per la nebulosità della trama, la musica invadente e l'insistito, strettissimo romanesco, con l'implacabile stare usato invece di essere ('Stai a dormì?', 'Che stai a fa?'). Che strazio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 novembre 2009)

"L'amicizia tra loro è raccontata in bianconero nel film interessante e imperfetto, primo lungometraggio del trentenne romano Claudio Noci, mentre ricordi del passato e immaginazioni del futuro sono a colori; alcune scelte di stile sono troppo lambiccate e/o elementari. Ma il sentimento è forte e Mastandrea, naturalmente, è molto bravo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 13 novembre 2009)

"Un film già maturo, perciò, nel saldo dominio di tutti i mezzi espressivi e con una attenzione meditata e felice per i caratteri, le motivazioni psicologiche, le reazioni. Anche all'insegna del non detto. Teodoro è Valerio Mastandrea, con forti tensioni. Aman è il somalo Said Sabrie, una faccia giusta." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 07 settembre 2009)
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