Go Go Tales

USA - 2007
Go Go Tales
La storia si svolge in una sola notte, a Manhattan, nel night club di Ray Ruby, un sognatore costretto a scontrarsi con i suoi debiti e con la proprietaria dello stabile, stanca di non ricevere il pagamento dell'affitto...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: BELLATRIX MEDIA, GO GO TALES INC., DE NIGRIS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MEDIAFILM (2008)
  • Vietato 14
  • Data uscita 20 Giugno 2008

TRAILER

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 60MO FESTIVAL DI CANNES (2007).

CRITICA

"Il regista di alcuni dei film più tragici e radicali degli ultimi vent'anni, l'autore del 'Cattivo tenente' e di 'Fratelli', il cantore italoamericano e cattolicissimo del conflitto fra etica e peccato nel mondo postmoderno, azzarda una commedia. Succede con il bizzarro 'Go Go Tales', che Abel Ferrara ha girato a Roma senza mai muoversi da Cinecittà. (...) L'idea insomma era carina, e il folto gruppo di partecipazioni speciali (fra gli altri Bob Hoskins, Riccardo Scamarcio, Burt Young, Lou Doillon) assicura vivacità e tiene alto. Peccato che su tutto aleggi l'aria distratta delle cose fatte in fretta, o senza soldi, e che molte idee restino appunto idee, senza mai tradursi in ritmo, immagini, cinema. Più che un film, un promo per un film futuro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 maggio 2007)

"Un Ferrara in chiave di commedia, anche erotica, mai sopra le righe, ma pure stanca e parolaia. Riccardo Scamarcio è lo studente di medicina che si infuria perché scopre la moglie sul palco, Willem Dafoe e Bob Hoskins affilano le rispettive maschere in punta di depressione e isteria, Asia Argento fra perdere la testa a un corteggiatore, Sylvia Mise è la proprietaria dei muri che reclama, tra un bicchiere e l'altro, l'affitto arretrato, Matthew Modine il parrucchiere che canta e fa danzare al palo il suo cagnolino e Stefania Rocca stende un produttore con un seno che non perdona." (Natalino Buzzone, 'Il Secolo XIX', 23 maggio 2007)

"Sprazzi de cinema visionario di Ferrara bucano ogni tanto lo schermo, video virati, elettrici, e la performance di Asia Argento che si avvita alla hot-rod, l'asta calda sul palcoscenico, lingua su lingua con il suo rottweiler, non è da poco. Il film, però, è tutto dentro un'epoca perduta, non più maledetta, solo malinconica come la spogliarellista con ambizioni artistiche che si esibisce, solo giovedì, in tutù e danza sulle punte davanti a una platea assente." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 23 maggio 2007)

"Appaiono intelligenti le intenzioni di Abel Ferrara, che ha ricostruito a Cinecittà i suggestivi interni in cui si svolge 'Go Go Tales'. Il film, però, le spreca a poco a poco, estenuando le figure che popolano l'ipotetico strip-tease night 'Ray Ruby's Paradise' di Manhattan sino a rendere grottesco il coté da commedia e inerte quello da noir: fidandosi del suo movimentismo figurativo e del suo frizzante montaggio, il talentuoso Abel cerca di racchiudere in una sola notte il dramma del gestore (Willem Dafoe), coperto di debiti, circondato da lascive lap dancers (Asia Argento che bacia in bocca un cane) e incalzato dal pragmatico fratello Johnie (Matthew Modine). La soluzione dovrebbe arrivare grazie a una trovata in stile Billy Wilder, ma la commistione fra sogno malinconico e cruda realtà non rientra appieno tra le corde dell'alternativo cineasta. L'allegro caos narrativo e visionario risulta a tratti, gradevole, ma la sceneggiatura denuncia la sua fragilità: the show must go on, insomma, ma non è detto che debba ruotare all'infinito su se stesso." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 maggio 2007)

"Un film che è un po' uno scherzo e ha la consistenza di una bolla di sapone e tuttavia non manca di valori: un'innegabile mano di regia, l'interpretazione deliziosa di Dafoe e la fotografia dalla pastosità intimista e pittorica di Fabio Cianchetti." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 24 maggio 2007)
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