GO FOR GOLD!

GO FOR GOLD!

FRANCIA, SPAGNA, GERMANIA - 1997
GO FOR GOLD!
A Berlino il giovane Jeff Gold vive in maniera precaria, mettendo in atti piccoli raggiri. Va incontro così ad innumerevoli guai sia con la polizia sia con le sue vittime. Ma Jeff non intende cambiare, neanche di fronte alle insistenze del suo amico e 'manager' Moussa che cerca di portarlo sulla retta via. Questi allora si incarica di prendere nota di tutte le avventure di Jeff, che soffre di una grave forma di amnesia, in base alla quale riesce a riacquistare la conoscenza di persone e situazioni solo attraverso suoni e segnali acustici. Ma la situazione precipita. Jeff e Moussa scappano da Berlino alla volta di Benidorm, in Spagna: qui vanno a vivere in un appartamento con una coppia di ballerini di flamenco e ricominciano le solite avventure. Lui, Quillo, decide di mettersi in affari con Jeff, che intanto si è innamorato della moglie di Quillo, Paquita. Quillo e Jeff, spacciandosi per tour-operator, organizzano un viaggio per alcuni turisti. L'iniziativa comincia bene ma ben presto degenera a causa delle amnesie di Jeff, che coinvolge il gruppo in un corso di sopravvivenza. Una turista rimane ferita gravemente. Alla polizia gli equivoci si chiariscono. Ma Jeff ora è spaventato. Moussa lo abbandona, poi, non avendo il coraggio di lasciarlo solo, torna da lui e cerca di fargli riprendere conoscenza.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Produzione: ROAD MOVIES ZWEITE PRODUKTIONEN (BERLINO), WIM WENDERS PRODUKTION, (BERLINO) MAREA FILMS (MADRID), LES FILMS DU LOSANGE, (PARIS)
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1998)

NOTE

- PRESENTATO NELLA SEZIONE "MEZZOGIORNO" AL FESTIVAL DI VENEZIA 1997.

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1998

CRITICA

"Ci si può vedere una dark-comedy, molto in linea con i gusti giovanili, oppure un'allegoria sulla perdita della memoria. Non è tutto oro quel che luccica (...) Però bisogna ammettere che 'Go for Gold!' azzecca spesso il bersaglio: e inventa situazioni divertenti. A volere ascoltare Segura, poi, si potrebbe intendere la sua favola anarchica come una allegoria sulla perdita della memoria, che da problema privato di 'Gold' diventerebbe la chiave per interpretare la nostra epoca". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 giugno 1998)
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