Gloria - Una notte d'estate

Gloria

USA - 1980
Gloria - Una notte d'estate
Jack Dawn, ambiguo membro di una potentissima organizzazione mafiosa, oltre ad avere parlato troppo, ha scritto in un quaderno-memoriale tutta una documentazione esplosiva. Sicuro dell'imminente regolamento di conti, decide di mettere in salvo il figlioletto Phil, cui affida il quaderno, e lo lascia alle cure di Gloria Swenson, amica e dirimpettaia della signora Jerl Dawn. Mentre Gloria, colta di sorpresa, tiene a viva forza nel proprio appartamento il bambino, i gangster irrompono in casa Dawn e massacrano i genitori di Phil, la nonna Margarita e la sorellina Joan. Gloria, ex showgirl e già amica del boss Tony Tanzini, si trova immediatamente in enormi difficoltà: lei non piace a Phil che, a sua volta, reputa ingombrante e urtante, e a New York sa di essere ovunque sotto il tiro dei membri della banda alla quale, in un certo qual modo, è personalmente legata. Ciò nonostante, tenendo fede all'amicizia verso Jerl Dawn, tenta di mettere in salvo se stessa e Phil. I tentativi si dimostrano immediatamente assurdi e Gloria si trova costretta a sparare più di una volta, uccidendo diversi uomini della banda e ridicolizzandone altri. Quando sente che la morsa si sta stringendo inesorabilmente, la donna sa di non essere più indifferente al piccolo ed è cosciente dei propri mutati sentimenti verso di lui. Indirizzato verso Pittsburg Phil, che ha convinto a consegnarle il memoriale, ne garantisce la salvezza recandosi di persona nella casa di Tony, ove, come era facilmente prevedibile, non c'è solo l'ex amico ma tutti i boss e rispettivi segugi.
  • Altri titoli:
    Una notte d'estate
    Gloria, die Gangsterbraut
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: SAM SHAW PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: CEIAD BALMAS

NOTE

- LEONE D'ORO (EX AEQUO CON "ATLANTIC CITY" DI LOUIS MALLE) ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE D'EL CINEMA DI VENEZIA (1980).

- GENA ROWLANDS E' STATA CANDIDATA ALL'OSCAR COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"Come altri film di John Cassavetes, protagonista sua moglie Gena Rowlands, 'Una notte d'estate (Gloria)', Leone d'oro alla Mostra di Venezia, è anzitutto un ritratto di donna. Poi è anche un thriller e uno spaccato dell'America 'amara'. (...) Per noi è positivo che Cassavetes sia riuscito a fare spettacolo senza tradire se stesso e che Gena Rowlands dimostri di sapere creare un personaggio senza ricorrere, come talvolta, in passato, a istrioniche smancerie." (Domenico Meccoli, 'Epoca')

"Per vedere 'Gloria', l'ultimo film di John Cassavetes (titolo italiano 'Una notte d'estate') bisogna dimenticare il clima e le ragioni del festival di Venezia dove è stato premiato con un 'Leone' ex aequo (perché è un film americano e quest'anno si dovevano premiare gli americani? Perché si è voluta premiare indirettamente la sua protagonista Gena Rowlands, non prevedendo la Mostra i riconoscimenti agli attori? Perché a Venezia non c'era di meglio in concorso?) Lontano da Venezia, 'Gloria' appare nelle sue reali piccole dimensioni, del resto già riconosciute privatamente da alcuni membri della giuria veneziana, come un film del compromesso tra la grande industria Hollywoodiana e un interessante autore fino a ieri giudicato out perciò osannato dai critici, soprattutto europei, ma poco amato dal grosso pubblico e dalla produzione, soprattutto in patria. Cassavetes, insomma avrebbe giocato per la prima volta la carta della popolarità, avrebbe trovato il suo momento di 'gloria' (il titolo è ironicamente allusivo?) con un film lontanissimo dalla ricerca che condusse in 'Una moglie', 'Mariti', 'Ombre', 'Volti', 'Minnie e Moskowitz', eccetera. Così che il primo sospetto dello spettatore affezionato è che egli si sia divertito a prendere in giro tutti: la grossa industria americana, il cinema, il pubblico, se stesso e fors'anche sua moglie, la signora Rowlands, che caracolla a briglia sciolta nei panni avventurosi di un 'gangster', con smorfie gigione fino all'antipatia (...)." (Ornella Ripa, 'Gente')
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