Gli indesiderabili

ITALIA - 2003
Gli indesiderabili
Nel 1951 a New York viene celebrato un processo contro un folto gruppo di italo-americani, accusati di essere gangster, che la Corte bolla con il marchio di "indesiderabili" sentenziandone l'allontanamento dal suolo statunitense per l'Italia. Centoventi di essi vengono caricati su una nave diretta a Genova e due settimane dopo, all'arrivo in Italia, vengono accolti da curiosi, fotografi e giornalisti, fra cui Giancarlo Fusco, giornalista de "Il Secolo XIX", incaricato di scrivere un breve articolo. Intervistando quegli strani personaggi, Fusco riconosce un suo vecchio compagno di liceo, l'anarchico Ezio Taddei e, incuriosito, decide di andare a fondo e svolgere un'inchiesta.
  • Altri titoli:
    The Undesirables
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Giancarlo Fusco
  • Produzione: GALLIANO JUSO PER RODEO DRIVE LTD
  • Distribuzione: METACINEMA
  • Data uscita 14 Novembre 2003

RECENSIONE

di Daniela Bisogni
Pasquale Scimeca deve provare qualche affinità elettiva per gli emarginati, tanto da tornare ad approfondire il problema con il film Gli indesiderabili, dal punto di vista dei mafiosi italoamericani perdenti. Tratto dall'omonimo libro del giornalista Giancarlo Fusco, che ha romanzato una sua inchiesta realizzata per "Il Secolo XIX", il film narra di un gruppetto di amici che, nel 1951, furono rimpatriati dagli Stati Uniti con la bolla di "indesiderabili" in odore di mafia. Ad attenderli al porto di Genova c'è anche Fusco, che rimane incuriosito dalla figura di Frank Frigenti (Vincent Schiavelli) il quale, ridotto in povertà, cerca di vendergli una valigia piena di ricordi personali. Affascinato da quelle scartoffie d'epoca, parte alla ricerca degli uomini raffigurati in una delle fotografie. Tra tutti Lily Valentino (Marcello Mazzarella) è l'unico che non rimpiange la "bella vita" di un tempo, preferendo il mestiere di gelataio. Tony Bendando (Vincent Gallo), si rivolge invece alla mafia per "diventare qualcuno" ma poi non riesce a portare a termine il compito affidatogli, tradendo così chi aveva garantito per lui. Poi c'è Lu Grisanti (Vincenzo Albanese), ridotto alla miseria, che deve ancora pagare un suo vecchio debito del passato. Fusco incontra anche Saver Li Fonzi (Peppe Lanzetta), che spera ancora di godersi la vita con la moglie sordomuta, e di nuovo Frigenti, ridotto a livello di mendicante. Tra i mafiosi era stato rimpatriato anche un ex-compagno di scuola di Fusco, Ezio Taddei, un anarchico che gli spiega di essere stato cacciato dall'America perché aveva osato accusare giudici e politici corrotti di connivenza con la mafia. Tenendo la camera puntata sui volti segnati dei personaggi più che sugli ambienti, Scimeca racconta con sincero coinvolgimento e senza compiacimenti la traiettoria degli "ultimi, quelli che nei film sui gangsters muoiono per primi". Per rendere giustizia a queste mediocri umanità, la bella fotografia di Pasquale Mari esaspera i chiaroscuri, i colori sulle tonalità del grigio, ma non diventa mai una patinata protagonista. L'attore che meglio rende giustizia a queste velleità di mezza tacca è Vincent Gallo, incisivo e intenso nel rappresentare un poveraccio emarginato che vorrebbe essere qualcuno. Scimeca ha anche richiamato Marcello Mazzarella, già protagonista di Placido Rizzotto, il primo attore ad averlo convinto ad affidarsi ai professionisti. L'unico limite di questo avvincente affresco risiede nella suddivisione dell'intreccio in tante storie separate, senza un vero filo conduttore, né un'interazione tra i personaggi. Una scelta artistica che provoca un inevitabile calo di tensione nel passaggio da una storia all'altra: ma è un difetto in parte compensato dalle emozioni offerte dal film.

NOTE

- OLTRE CHE A GENOVA IL FILM E' STATO GIRATO A ROMA SUL SET, MODIFICATO, DI 'GANGS OF NEW YORK'.

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 2003. LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 31 MAGGIO 2004 HA ELIMINATO IL DIVIETO A 14 ANNI.

- SUONO: REMO UGOLINELLI.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2004 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA (OSVALDO DESIDERI).

CRITICA

Dalle note di regia: "La tradizione orale, purtroppo un po' in declino, ha sempre rappresentato una parte importante della nostra cultura. Non so se la grande mafia è rappresentata in questa storia. Lo stesso Fusco andando a Genova allo sbarco dei 120 espulsi dagli USA pensava di trovarsi dinanzi a dei grandi padrini, mentre, invece, incontrò solo dei poveracci. Fusco era un giornalista che manipolava la realtà rielaborandola. La sua narrazione veniva mediata attraverso l'ambientazione cinematografica, quella dei gangster-movie. A me interessava raccontare questa realtà molto romanzata che lui aveva conosciuto in prima persona e che - in gran parte - aveva inventato ispirandosi alla cronaca".

"Il film, attraverso la curiosità di un giornalista (Fusco Antonio Catania) che è andato ad assistere allo sbarco di questi ex feroci delinquenti al porto di Genova, insegue e tenta di ricostruire i frammenti di una storia comune disseminata di misteri, amnesie, non detti che devono restare tali. Tenta di ricomporre in un puzzle che le accomuna le testimonianze di uomini vinti che non riesce a non trattare con l'umana partecipazione di ogni cronista. Scimeca ha ritrovato nello spunto una connessione con il proprio curriculum di cantastorie di fatti e misfatti siciliani. Non coglie però a pieno l'occasione, gli elementi si susseguono senza che il film cresca d'intensità e tensione. Ma la confezione è accurata." ('La Repubblica', 16 novembre 2003)
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