GLI EROI DI TELEMARK

THE HEROES OF TELEMARK

GRAN BRETAGNA - 1965
Norvegia, 1942. I nazisti impongono all'ingegner Nielsen di quadruplicare la produzione di acqua pesante del suo stabilimento di Telemark. La notizia, grazie ad un membro della Resistenza, Straudt, perviene al professor Pedersen dell'Università di Oslo. Costui, allarmato, ne informa il comando alleato a Londra. Si decide di distruggere l'impianto con l'impiego di una compagnia britannica di guastatori paracadutisti. Gli uomini non giungono pero' a toccar terra; il loro aereo è abbattuto. I pochi norvegesi che li hanno preceduti, comandati da Pedersen e Straudt, decidono di attaccare ugualmente gli impianti e li distruggono. I tedeschi sono pero' pronti a riparare i danni in poche ore. Si ricorre allora ad un bombardamento aereo, che non ha l'effetto sperato. L'acqua pesante è ormai pronta per essere spedita in Germania. Caricata sul ferry-boat essa viene finalmente distrutta da Pedersen e Straudt i quali affondano il battello con una rudimentale bomba ad orologeria. Pedersen, a rischio della propria vita, fa in modo che i passeggeri civili del ferry-boat possano salvarsi dal naufragio.
  • Durata: 128'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION TECHNICOLOR
  • Tratto da: ROMANZO DI JOHN DRUMMOND, KNUT HAUKELID. EPISODI DEL FILM "KAMPEN OM TUNGTVANNET" DI TITUS-VIBE MULLE E JEAN DREVILLE (1947)
  • Produzione: BENJAMIN FISZ PER BRUTON FILM PRODUCTIONS, THE RANK ORGANISATION FILM PRODUCTIONS LTD.
  • Distribuzione: RANK - GOLDEN VIDEO, LANTERNA HOME VIDEO

NOTE

- REGIA E FOTOGRAFIA DELLA SECONDA UNITA': GIL WOXHOLT.

- LE IMMAGINI DI REPERTORIO SONO IN BIANCO E NERO.

CRITICA

"Tra gli splendidi paesaggi paraturistici, forse sponsorizzata dal Touring Club norvegese, Anthony Mann sforna un passabile film di guerra in stile western dalla psicologia frettolosa e dalle emozioni contate che trasforma i partigiani scandinavi in stupefacenti predecessori di Rambo. Se i tedeschi fossero stati davvero tanto cretini, la seconda guerra mondiale, anziché in sei anni, sarebbe durata al massimo sei minuti". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 6 marzo 2003)
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