Gli equilibristi

FRANCIA, ITALIA - 2012
3/5
Gli equilibristi
Il divorzio arriva improvvisamente a sconvolgere un'esistenza apparentemente tranquilla. È così che Giulio, a quarant'anni, vedrà crollare improvvisamente tutte le sue certezze e sarà costretto fare i conti con la precarietà economica...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARCO POCCIONI E MARCO VALSANIA PER RODEO DRIVE, IN COPRODUZIONE CON BABE FILMS IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL +, SKY CINEMA, MEDIASET PREMIUM
  • Distribuzione: MEDUSA - DVD: MUSTANG ENTERTAINMENT (2013)
  • Data uscita 14 Settembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Giulio (Valerio Mastandrea), 40 anni, impiegato al Comune di Roma, casa in affitto, auto a rate, una figlia rockettara, una bambino trasparente e una moglie (Barbora Bobulova). La ama, ma l'ha tradita: una scappatella con una collega. Scoperto, i due provano a rimanere insieme, ma lei non ce la fa, Giulio se ne deve andare. Prima dalla madre di un amico, poi in una pensioncina vicino alla stazione di Termini, ma è solo l'inizio della fine: i soldi non bastano mai, apparecchio ai denti per il piccolo, Barcellona per la figlia, le rate, la mala vita dei povericristi… Prima un doppio lavoro, con frutta e verdura scaricate la notte, poi la fuga dalla pensione, le notti in macchina, la mensa della Comunità di Sant'Egidio… Che ne è di papà?
Domanda buona per Gli equilibristi di Ivano De Matteo, che scrive con Valentina Ferlan, in Concorso agli Orizzonti di Venezia. Un dramedy, per dirla all'americana, che potremmo considerare il versante serio, ovvero drammatico e simpatetico, di Posti in piedi in Paradiso: la separazione e i suoi fratelli coltelli, affidati a un Mastandrea in stato di grazia. E' difficile resistere alla sua discesa agli inferi, che non ha nulla di patetico e urlato, solo il lento declino della realtà, la sua condizione di padre solo: una colpa, una scappatella, e una vita intera per pagarla, fino all'indifferenza, all'abulia, al no future dei clochard.
De Matteo, con un occhio al grande pubblico (non necessariamente strizzato), indora la pillola, sfornando battute romanesche e simpatici siparietti, ma il dolore c'è e la regia - con qualche parentesi estatico-stilosa incongrua - si accoda compunta. Se il divorzio - sentiamo - è per i ricchi, per i poveri c'è la solidarietà, e la camera indaga tra i bassifondi multietnici capitolini, dove Giulio si lascia andare.
Peccato per le musiche invasive di Francesco Cerasi, ma Gli equilibristi ha un suo pregevole equilibrio: non è questione di sensi di colpa atavici o cattolici, ma prima di (dis)fare penserete a Mastandrea su quella panchina, fesso e senza più un senso. Solo come un cane, solo come un padre solo.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON SOSTEGNO DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA (MIBAC).

- IN CONCORSO ALLA 69. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2012) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'. VALERIO MASTANDREA HA RICEVUTO IL PREMIO FRANCESCO PASINETTI (SNGCI) PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE.

- DAVID DI DONATELLO 2013 COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA A VALERIO MASTANDREA (PREMIATO ANCHE COME MIGLIOR NON PROTAGONISTA PER "VIVA LA LIBERTÀ" DI ROBERTO ANDÒ). ROSABELL LAURENTI SELLERS ERA CANDIDATA COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

- VALERIO MASTANDREA É STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2013 COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (ANCHE PER "VIVA LA LIBERTÀ" DI ROBERTO ANDÒ).

CRITICA

"La morale è una sola: soltanto i ricchi possono permettersi il lusso del divorzio che raddoppia i costi. Che non si addice invece a Giulio, borghese medio medio con moglie e due figli, impiegato comunale che per una scappatella non perdonata esce di casa. 'Gli equilibristi' sono le persone come lui, che poco alla volta vengono spinte ai margini, abitano pensioni fatiscenti a una stella, scendono con gran fatica la classe sociale, dormono in auto, chiedono a tutti prestiti e vanno alla mensa dei nuovi poveri, oggi più numerosi di ieri e meno di domani, come dicono i sociologi. (...) Valerio Mastandrea, aspetto cristologico, il più espressivo occhio assente visto negli ultimi anni, si inserisce benissimo in questo processo di neo-realismo interiore, suggerendo infinite variazioni alla malinconia, mentre intorno dà il peggio di sé quell'Italia furbetta di cui vergognarsi, che affitta in nero, non fa contratti di lavoro, evade il fisco ecc., come da cronaca quotidiana. (...) Se nel finale son rose, fioriranno (un po' di rassicurazione non manca) ma ci scappa anche una citazione di 'Umberto D' di Vittorio De Sica. Ma il nostro non è lo stimato professore, è l'uomo medio e grigio, incitato dai media a far sesso anche in orario d'ufficio, mentre a casa lo aspetta la famiglia del Mulino Bianco con una perfetta Bobulova, fatina stanca, e due ragazzi in gamba. Ma non è un film su amore e divorzio, è un'ispezione sulla capacità di mutare e resistere a un cambio di passo non solo materiale in un Paese dove, come altrove, il valore sociale al top è la solitudine." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 settembre 2012)

"È una tipica storia di oggi, dove la crisi economica può (basta un niente!) arrivare a incidere in modo devastante su una normale quotidianità. In 'Gli equilibristi' Valerio Mastandrea è un affettuoso, tranquillo padre di famiglia, ma la scoperta di un suo occasionale tradimento sconvolge la moglie Barbara Bobulova che chiede la separazione. (...) Il film tocca un problema vero che coinvolge molti, ma non lo sviluppa abbastanza bene e perde colpi lungo la strada. Il personaggio della pur brava Bobulova è giocato su una corda sola, mentre Mastandrea si conferma interprete di sfumato, interiorizzato spessore." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 14 settembre 2012)

"La povertà dei padri separati che non riescono a sostenere le spese per mantenere la propria famiglia è invece al centro de 'Gli equilibristi' di Ivano De Matteo, con Valerio Mastrandrea e Barbora Bobulova, storia di una lenta discesa agli inferi fatta di dolore e umiliazione, menzogne e degrado che sembra la versione tragica dell'ultimo film di Carlo Verdone." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 14 settembre 2012)

"Coppia dl coniugi con due figli si separa e sprofonda nell'abisso dei «nuovi poveri». Un manuale di sopravvivenza: come cavarsela (a fatica) con 1200 euro al mese. Non mancano spunti ironici ma mediamente il film è triste, quasi abbacchiato." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 14 settembre 2012)

"Acuto dramma social-familiare, che indaga, tra disincanto, ironia e qualche forzatura, sulla tragedia, economica oltre che psicologica, dei separati minitenenti. Brava Barbora Bobulova, magnifico Valerio Mastandrea." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 14 settembre 2012)

"Spiacerà a quanti avranno subito la sensazione di trovarsi davanti a una storia già raccontata (da Carlo Verdone almeno un paio di volte). Aggiungeteci il fatto che De Matteo non è Verdone e che la Bobulova granché simpatica non è mai stata e concluderete che 'Gli equilibristi' (titolo nemmeno azzeccato) è solo un altro titolo del filone fin troppo numeroso degli ex, degli immaturi, dei manuale d'amore numero 100." (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 settembre 2012)

"Nell'era della crisi, il divorzio è il primo lusso riservato ai ricchi. Ce lo racconta Ivano De Matteo, con dovizia di tragicità, attraverso la parabola del 40enne Giulio (Valerio Mastandrea) che tradisce la moglie (Barbora Bobulova) e finisce diritto all'inferno. (...) Dopo i ricchi ed ipocriti personaggi de 'La bella gente', film tuttora invisibile per un'incredibile frode del distributore, De Matteo esplora con 'Gli equilibristi' le amarezze di un universo opposto, quello dei poveri con una dignità che rasenta l'orgoglio da suicidio. Dramma lineare e sincero, denso di verità nello sguardo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 13 settembre 2012)
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