GLI ASTRONOMI

ITALIA - 2002
GLI ASTRONOMI
Nel 1843, il danese Peters e il tedesco Wittelsberg, approdano in Sicilia su invito dell'ambizioso canonico Stupendo, per realizzare una meridiana nella cattedrale. Di religione luterana si sentono spiati e trattati con ostilità, per cui Wittelsberg se ne torna al suo paese. A Peters viene chiesto di non rispettare con rigore i suoi calcoli matematici e di modificare il tracciato della meridiana per non disturbare il riposo dei notabili sepolti nella chiesa. Tutto viene orchestrato da un'aristocratica esperta del mondo con il 'santo gregge' dei seguaci del canonico Stupendo. Sono favorevoli all'impresa, invece, una taverniera saggia e sensuale e un sagrestano tuttofare depositario di molti segreti.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85)
  • Tratto da: LIBERAMENTE TRATTO DAL ROMANZO OMONIMO DI VANNI RONSISVALLE
  • Produzione: D2R PRODUZIONI
  • Distribuzione: STAZIONE MARITTIMA
  • Data uscita 14 Febbraio 2003

NOTE

PRESENTATO AL FESTIVAL DI TAORMINA 2002.
SUONO: ALESSANDRO ROLLA, ALBERTO AMATO.

CRITICA

"Ecco un debutto italiano interessante, fuori da generi e stereotipi, con due bravissimi attori, per cui è un piacere stare al gioco evocativo della parola. (...) 'Gli astronomi', ispirato dall'omonimo romanzo edito da Sellerio, porta la firma di Diego Ronsisvalle, studente a New York con Allen e De Niro. Il suo tocco di cinema è elegante e misterioso, cattura nell'immagine qualcosa che va oltre; il film ha un'intensità drammatica e crede nel piacere illuministico e sempre più raro della Ragione che si scontra con la Scienza: l'happy end, come si sa, è un optional". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 15 febbraio 2003)

"Diego Roncisvalle prende spunto dall'omonimo romanzo del padre Vanni per debuttare nel lungometraggio con un film curioso, dai temi filosoficamente ricchi, con tratte di horror gotico e un ocre odore di sepolcri. L'impaginazione, però, è televisiva (e sul piccolo schermo troverà la suo collocazione ideale), malgrado gli sforzi dello stesso autore e degli ottimi attori, tra cui una Marisa Fabbri che si misura nel ruolo maschile di Stupendo". (Aldo Fittante, 'Film Tv', 18 febbraio 2003)

"Un film italiano in costume d'epoca bizzarro, interessante, tutt'altro che privo di originalità; dirige un debuttante che lo ha adattato dal libro omonimo del padre". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 febbraio 2003)

"Tratto dal romanzo omonimo di Vanni Ronsisvalle, 'Gli astronomi' è l'esordio di Diego Ronsisvalle, figlio di Vanni, reduce da un apprendistato in Usa fatto di spot, corti e scuole di cinema. Basso budget ma non si vede per una pellicola dall'andamento onirico, in cui la trama è esile ma l'atmosfera è intrigante quanto un bel noir. Gli attori recitano come fossero ipnotizzati mentre la Sicilia splendidamente fotografata da Maurizio Calvesi assume i tratti metafisici di un luogo impenetrabile. Il regista ha attinto da ricordi d'infanzia ed è stato bravo a non scadere in una banale contrapposizione tra Scienza e Religione. Inquietante Laura Betti in un virtuosistico cammeo. Finalmente un film italiano in cui, per una volta, il significante è più importante del significato". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 febbraio 2003)
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