Giovani ribelli - Kill Your Darlings

Kill Your Darlings

USA - 2013
2/5
Giovani ribelli - Kill Your Darlings
Columbia University, 1944. La vita del giovane Allen Ginsberg viene sconvolta dall'incontro con Lucien Carr, un compagno di classe incredibilmente giovane e bello, che lo introduce nel mondo bohemien di William Burroughs e Jack Kerouac. Anticonformisti e insofferenti alle regole, sia nella vita che nella letteratura, i quattro decidono di combattere la tradizione e fare qualcosa di nuovo, formulando i principi di quella che sarà in seguito nota come Beat Generation. A guardarli dall'esterno c'è David Kammerer, un uomo sulla trentina disperatamente innamorato di Carr. Quando Kammerer viene trovato morto, la vita di tutti loro cambierà per sempre...
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRIFLEX 435, (2K)/SUPER 35 (3-PERF), 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: MICHAEL BENAROYA, CHRISTINE VACHON, ROSE GANGUZZA, JOHN KROKIDAS PER BENAROYA PICTURES, KILLER FILMS
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Vietato 14
  • Data uscita 17 Ottobre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Ginsberg, Kerouac, (Burroughs). Rivivono tutti in Giovani ribelli - Kill Your Darlings, ma bisogna capirsi: non ci sono scimmie, non ci sono sandwiches di realtà, non ci sono on the road, solo una confezione glam-pop servita alle Giornate degli Autori da John Krokidas, a ribadire dopo il funesto On the Road di Walter Salles che sulla carta è decisamente meglio, se il cinema è questo. Il disseppellire non fa che riseppellire, rinchiodare i chiodi alla bara, trasformando Allen, Jack e William – non è la parola giusta – in giovinastri di dubbio talento e tante – non è la parola giusta – facezie.
In realtà, Kerouac (Jack Huston) arriva dopo e tardi, William S. Burroughs è vedo-nonvedo, ovvero, il focus è sul triangolo tra l'imberbe Ginsberg (Daniel Radcliffe, l'Harry Potter che fu), il suo nume comportamentista Lucien Carr (Dane DeHaan) e il di lui amante David Kammerer (il Michael C. Hall di Dexter), con i primi due a sfidare le regole della Columbia University. Invero, goliardia abbastanza demente, zavorrata dal background familiare di Ginsberg, alcune tirate hipster in regia e la brutta sensazione che il film si tenga troppo caro  - leggi, estetizzante, compiaciuto, divertito - per non finire suicida, come da titolo originale. Insomma, il press-book s'interroga: “Ma cosa erano – questi Ginsberg, Kerouac e Burroughs – prima che diventassero icone? Erano dei ragazzi”. La solita gioventù bruciata, direte, ma qui il fumo lascia un altro interrogativo: che li abbia bruciati questo film? Più che giovani ribelli, giovincelli imbelli.

NOTE

- SELEZIONATO ALLA 10. EDIZIONE DELLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI' (VENEZIA 2013).

CRITICA

"Fuggito a gambe levate da Harry Potter, Daniel Radcliffe rivela la sua voglia di stupire, si traveste da Ginsberg e con gli amici Kerouac, Carr e Burroughs si immerge nell'alba della beat generation, anni 40. Ma di quella scapigliatura contro il sistema si evince ben poco. Il deb Krodikas si concentra sul giallo paleo omofono, raccontato in libro Adelphi, firma il suo attimo fuggente ma inferiore a 'Howl' e 'On the road'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 ottobre 2013)

"Immotivatamente presentato alle Giornate degli Autori veneziane (fuori contesto per un film tutt'altro che innovativo) 'Giovani ribelli' è un'irritante cartolina sugli anni formativi della futura Beat Generation. (...) letale interpretazione del già Harry Potter- Daniel Radcliffe (...)." (Paolo D'agostini, 'La Repubblica', 17 ottobre 2013)

"Ultimo di un'onda di film sulla beat generation di cui fanno parte 'The Howl', 'On The Road' di Walter Salles e l'adattamento da Kerouac di Michael Polish 'Big Sur', 'Kill Your Darlings' è ambientato nel 1944, in una New York tutta giocata sull'asse della metropolitana che, dalle austere aule della Columbia University, portava gli studenti alla boheme intellettuale e «dissolute» del Village. Il film dell'esordiente Krokidas (...) illumina la nascita di una rivoluzione letteraria sullo sfondo di un omicidio famoso in cui rimasero coinvolti Allen Ginsberg, Jack Kerouac e William Burroughs e, nel suo mix di queer cinema, melodramma, ricostruzione d'epoca, cronaca nera e passione per l'arte vissuta pericolosamente, porta in modo molto visibile il marchio estetico/poetico della sua produttrice, Christine Vachon, una presenza storica della new wave indipendente Usa anni '90 musa, tra gli altri, di Todd Haynes, John Cameron Mitchell, Mary Marron, Kimberly Pierce e Rose Troche. (...) Nel 2010, con 'The Howl', Rob Epstein e Jeffrey Friedman avevano tentato di riflettere la beat generation concentrandosi proprio sulla «parola». Il loro era un film interamente dedicato all'omonima, famosissima, poesia di Allen Ginsberg, interpretato con grande intelligenza da James Franco. Il capolavoro indiscusso del genere «beat» rimane comunque 'Naked Lunch', di Cronenberg (1991). In quel senso 'Kill Your Darlings' è oggetto molto più convenzionale che racconta una storia delle origini (come quelle dei supereroi che vanno così di moda oggi), anche se Krokidas lo fa con i ritmi sincopati del jazz e una colonna sonora non strettamente «d'epoca» che include gruppi come The libertines e TV on The Radio. Pur didascalico, ingenuo e ogni tanto proprio noioso, il film riflette però un'affinità con i suoi soggetti che era completamente assente nel temibile 'On The Road' di Salles." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 17 ottobre 2013)

"'E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche' (Adelphi) (...) è alla base del nervoso, interessante affresco disegnato da Krokidas. Dove a essere in primo piano sono i personaggi di Carr e Ginsberg, impersonati in chiave di esaltata affinità elettiva da Dane DeHaan e Daniel Radcliff." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 ottobre 2013)

"Modesto 'Giovani ribelli' di John Krokidas (...). In fuga da Harry Potter l'ex maghetto Daniel Radcliffe ricomincia da Allen Ginsberg, ma non convince." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 17 ottobre 2013)

"Spiacerà a chi magari s'aspettava qualcosa di più di un altro melodramma «omo». Perché i ragazzi si chiamavano Allen Ginsberg Lucien Carr e David Kammerer, i futuri profeti della Beat Generation. Chi non lo sa li prende per un terzetto di viziosetti qualunque. Oltretutto mal recitati (Radcliffe è una frana come Ginsberg e Michael C. Hall un convenzionale Kammerer)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 ottobre 2013)

"Con taglio meno noir del voluto e più da college movie, il «deb» Krokidas racconta dell'incontro tra Ginsberg, Kerouac, Carr e Burroughs, senza riuscire a esprimere quel senso di rottura delle convenzioni letterarie che animò la 'new vision'. O meglio, rottura c'è, ma per chi è in sala, costretto a sorbirsi, ironia, un imbalsamato piattume espressivo." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 ottobre 2013)

"Poesia contro la poesia, notti lisergiche e flirt di sovversione non bastano a rimettere in gioco l'adolescenza della Beat Generation. (...) Blando e convenzionale nel recepire i contenuti artistici (qualche battuta su Rimbaud). Come noir è fiacco. Fa centro quando, oltre il film, s'immagina quella delirante, spaventosa passione di futuro incandescente. Radcliffe smorto Ginsberg. Progetto troppo difficile." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 18 ottobre 2013)
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