Giù al nord - Bienvenue chez les Ch'tis

Bienvenue chez les Ch'tis

FRANCIA - 2008
Giù al nord - Bienvenue chez les Ch'tis
Un funzionario delle Poste, originario del sud della Francia, per punizione viene trasferito al nord, nella cittadina di Bergues. Costretto a venire in contatto con le tradizioni locali e ad interagire con i bizzarri abitanti del posto, gli Ch'tis, contro tutti i suoi pregiudizi scoprirà una popolazione accogliente e solare.
  • Altri titoli:
    Welcome to the Sticks
    Welcome to the Land of Shtis
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: PATHÉ RENN PRODUCTIONS, HIRSCH, LES PRODUCTIONS DU CHICON, TF1 FILMS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MEDUSA, DVD: MEDUSA HOME ENTERTAINMENT (2009)
  • Data uscita 31 Ottobre 2008

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Campione di incassi di tutti i tempi in Francia con 140 milioni di euro – a fronte di 11 milioni di budget – e oltre 21 milioni di spettatori, Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis) è ideato, scritto, diretto e interpretato da Dany Boon, comico poliedrico (teatro, tv, cinema) famosissimo in patria, e quasi sconosciuto da noi – a parte il duetto con Daniel Auteuil per Il mio migliore amico di Patrice Leconte.
Caso al botteghino e ancor più fenomeno sociale, Giù al Nord mette alla berlina i pregiudizi dei francesi del sud verso quelli del nord attraverso le avventure di Philippe Abrams (Kad Merad, ottimo), un funzionario della posta originario della Provenza, che per punizione viene trasferito al nord, nella cittadina di Bergues: scoprirà una popolazione accogliente e solare, e un dialetto complicato, lo Ch’ti.
Il doppiaggio italiano ha scelto condivisibilmente una “non lingua” anziché un dialetto nostrano, ma comunque si perde qualcosa. Rimane una commedia gradevole e pulita, ben scritta e interpretata, inedita in Francia ma vecchia per il nostro palato, almeno da Totò, Peppino e… la malafemmina del ’56. Arriverà, targato Medusa, anche un remake tricolore, ma non è detto sia una buona notizia.

CRITICA

"A due anni dal furore che ha provocato in Francia, arriva anche sui nostri schermi 'Chez les Ch'tis' titolo correttamente - anche se non filologicamente - tradotto in italiano con 'Giù al nord'. (...) A guardare 'Chez les Ch'tis' i francesi si devono essere divertiti come gli italiani di fronte a Totò e Peppino (e la malafemmina...) che sbarcano a Milano col colbacco e la pelliccia di astrakan chiedendo al vigile: 'noio vulevan savuar l'indiris...'. L'effetto è lo stesso, almeno per i francesi. Per gli italiani sarà tutta una questione di doppiaggio, per il quale i curatori hanno scelto, non un dialetto già esistente, ma una sorta di "non lingua" inventata ex novo. Ispiratosi a Jacques Tati e a Dino Risi, il regista Dany Boon mette davanti all'obiettivo alcuni tra i migliori caratteristi d'oltralpe, capitanati da lui stesso, tra i comici cine-televisivi più amati in Francia. Tra i più felici del successo della pellicola, gli abitanti della zona protagonista, di solito ispiratori di storie tristissime di lavoro, miniere e suicidi. Finalmente anche loro potranno ridere dei cliché che sinora li hanno penalizzati. E intanto godersi dell'incremento di turismo (del 20 per cento) che ha felicemente colpito l'intera regione." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 24 ottobre 2008)

"Peccato che il doppiaggio non riesca a rendere i bisticci dell'originale (troppa grazia qualche copia sottotitolata?), e che il massimo campione d'incassi francese di sempre, in italiano resti una commediola. A riscoprire in chiave comico-sentimentale le piccole patrie, nella Francia si scoperchia il vaso di Pandora. Ma nel paese dei campanili è come sfondare una porta aperta." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 novembre 2008)
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