Ghostbusters

USA - 2016
3/5
Ghostbusters
Abby ed Erin sono una coppia di scrittrici semi sconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi. La loro tesi consiste nell'affermare che questi sono assolutamente reali. Tempo dopo Erin ottiene un prestigioso incarico come docente della Columbia University. Quando il libro sugli spettri, ormai dimenticato, ricompare, diventerà lo zimbello della facoltà e sarà costretta a lasciare il lavoro. La sua credibilità è persa ed Erin decide a quel punto di riunirsi ad Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi. Scelta che si rivela vincente: Manhattan è invasa da una nuova ondata di spettri e non ci sarà altro da fare per il team che dargli la caccia.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, FANTASCIENZA
  • Tratto da: basato sul film del 1984 "Ghostbusters - Acchiappafantasmi" di Ivan Reitman Scritto da Dan Aykroyd e Harold Ramis
  • Produzione: IVAN REITMAN, AMY PASCAL, FEIGCO ENTERTAINMENT, LSTAR CAPITAL, THE MONTECITO PICTURE COMPANY, PASCAL PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 28 Luglio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Melissa McCarthy (Abby Yates), Kristen Wiig (Erin Gilbert), Kate McKinnon (Jillian Holtzmann) e Leslie Jones (Patty Tolan), questi i nomi delle acchiappa fantasmi protagoniste del reboot firmato Paul Feig. Il film strizza l’occhio al titolo originale cercando di accaparrarsi quella fetta di pubblico purista che, sin dall’annuncio del progetto, ha volutamente preso le distanze dal lavoro di Feig. Ecco allora nel cast fare la loro apparizione Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Hernie Hudson e Annie Potts. Per il compianto Harold Ramis entra in scena il figlio, con un piccolo cameo. Che questo basti ad accaparrarsi la fiducia e la stima dei fan della pellicola diretta da Ivan Reitman? Saranno gli incassi a dimostrarlo. Intanto possiamo certamente dire che il lavoro di Feig si presenta come un rimpasto di quanto già visto nei precedenti capitoli, ma a cambiare questa volta sono semplicemente i ruoli: se in origine la squadra è formata da quattro uomini, tre bianchi e un nero, ecco la stessa e identica versione ma al femminile. La celebre Ecto1 torna, seppur sotto altro nome (peraltro non specificato), sempre in versione carro funebre modificato e anche Slimer, per l’occasione in dolce compagnia, è rimasto invariato.

Feig mira a trattare il tema dell’emarginazione, e lo fa attraverso delle eroine dotate di tanto coraggio e simpatia, elemento quest’ultimo che traspare per tutta la lunga durata del film. Ma il copione diretto da Feig non guarda soltanto al gentil sesso e alle relative problematiche sociali, ma anche all’altro lato presentando un Chris Hemsworth in versione segretario imbranato seppur attraente. I rimandi al primo capitolo rimangono tangibili per tutto il corso della commedia e anche la musica, leggermente rivisitata, non è esclusa dal rimaneggiamento del titolo originale. In realtà, più che un reboot sembrerebbe di trovarsi dinnanzi a un remake vero e proprio. Tentativo azzardato ad oggi, al quale Feig tenta di porre rimedio attraverso l’ampio uso di effetti visivi e del digitale, davvero ben riusciti. La trama, semplice e adatta a un pubblico giovanissimo, è un mix dei primi due capitoli con tentativi di inserimento di elementi originali. Nel complesso, Ghostbusters 3D diverte e scorre, cosa non semplice per un girato di oltre due ore. Ma se si guarda al nuovo capitolo degli acchiappa fantasmi senza discostarsi dalle avventure del dott. Venkman e soci allora lo scetticismo e i dubbi nei riguardi del film di Feig prenderanno il sopravvento. Che pensarlo come un capitolo a sé stante con un caso di omonimia possa far emergere i pochi elementi positivi del film? In questo caso, come sempre, il pubblico è sovrano.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE: PAUL FEIG E DAN AYKROYD.

CRITICA

"Vedendo finalmente 'Ghostbusters', l'annunciatissimo reboot della commedia soprannaturale diretta da Ivan Reitman nel 1984, tutte le polemiche e le cattiverie che ne hanno preceduto l'uscita risultano ancor più incomprensibili. I troll della rete avevano gridato al 'leso cult movie' e si erano scagliati con insulti biecamente sessisti contro la scelta di un gruppo di protagoniste tutto al femminile? Ebbene, le cose migliori del film sono proprio l'aura rétro ereditata dall'originale e, ancor più, il cast: un gruppo di attrici affiatato, dotato di un'ottima chimica e di tempi comici eccellenti. (...) A partire dal famoso logo col fantasmino in divieto di sosta e dalla colonna sonora, passando per diverse situazioni e personaggi topici (il fantasma ingordo, il pupazzone dei marshmallow... ), tutto il film è costellato di omaggi e strizzate d'occhio all'originale; inclusi cammei degli interpreti di allora (Bill Murray nella parte di uno scettico detrattore delle eroine, Sigourney Weaver, Dan Aykroyd ), a rassicurare i fan che non sono stati dimenticati. Ciò che più conta, però, è che i personaggi restano il cuore della storia. Tanto che le scene migliori, in ultima analisi, sono quelle tra le quattro ragazze; mentre le costosissime sequenze di effetti speciali (al museo, nella metropolitana, al concerto rock e nella mezz'ora finale) risultano un po' ripetitive e 'viste', malgrado uno spolvero di gadget che - però - somigliano un po' tutti. Se il gruppetto di nerd al femminile si prende tutta la scena e la simpatia del pubblico, non altrettanta fortuna tocca ai character di sesso maschile. E non solo a Kevin, il segretario delle acchiappafantasmi bello e (fin troppo) ottuso affidato a Chris Hemsworth, ma ai personaggi secondari del sindaco, del rettore o del poliziotto, grondati di autostima e imbecillità. In complesso il film è divertente e senza tempi morti; anche se gli manca la benefica dose di cinismo di altri titoli di Paul Feig come 'Le amiche della sposa' o 'Spy'. Però il suo vero peccato, probabilmente, è il budget eccessivo, ennesima declinazione di quell'avvelenamento (economico) dei pozzi che ormai ha contaminato Hollywood. Se un blockbuster costa l'iperbolica cifra di 144 milioni di dollari, poi il suo incasso mondiale all'uscita è di 'soli' 90 milioni, siamo proprio certi che la colpa sia tutta del film?" (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 luglio 2016)

"(...) molto prima che l'opera firmata da Paul Feig arrivasse nei cinema, in tanti hanno sollevato polemiche sessiste, bocciando l'azzardo a scatola chiusa, senza neanche vederlo. Sbagliato. Perché il film, affidato a un quartetto di protagoniste navigate (...) mantiene intatta la carica comica della stravagante avventura, aggiungendo sottotesti ironici che mettono alla berlina proprio le diverse tipologie femminili. A tutto questo si aggiunge l'intuizione geniale di un personaggio maschile, affidato al palestrato Chris Hemsworth (Kevin) alle prese con il ruolo che in passato si sarebbe definito dell'oca giuliva. Stavolta l'oca è maschio, ha capelli biondi, occhi azzurri, torace da sballo, cervello minuscolo e voglia di lavorare ancora più esigua. L'unica cosa che Kevin sa fare bene (e per questo non bisogna perdere i titoli di coda) è ballare, organizzando acrobatiche coreografie che risulteranno utili allo sviluppo della vicenda. (...) Dimenticare Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver è impossibile, anche perché si è deciso di farli riapparire in brevi camei. Si può, però , senza rimpianti, gustare l'operazione così nell'aria del tempo e pensare che per il nuovo pubblico che non conosce il primo capitolo (...), gli Acchiappafantasmi sono una gran bella scoperta." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 28 luglio 2016)

"Stessa trama dell'Acchiappafantasmi di 32 anni fa. Con un'unica (non secondaria) variazione: i busters sono stavolta tutte donne e di scarso sex appeal L'unico maschio è Chris Hemsworth (stupidotto come in Thor ma stavolta manifesto). Per il resto come da vecchio copione. (...) Piacerà anche a chi non ha gioito all'annuncio del remake (la serie pareva aver già dato tutto). Be' grandi novità non ce ne sono, ma il gruppo delle ragazzette diverte. E ognuna sa aggiudicarsi la sua fetta di spettacolino senza spintonare le altre." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 luglio 2016)

"Il fantasma ha preso corpo. Ed è quello di quattro donne semplicemente irresistibili. Dopo un anno di feroci pregiudizi dettati da vecchia, e lampante, misoginia, il nuovo 'Ghostbusters' di Paul Feig ('Le amiche della sposa') diventa realtà grazie a Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon e Leslie Jones. Sono loro le nuove acchiappafantasmi star del 'reboot' rosa shocking della mitica 'ghost comedy' del 1984 firmata Ivan Reitman. (...) Non è solo la comicità a funzionare (la Wiig cade nel cliché di tanti maschietti tollerando il segretario scemo perché irresistibilmente attratta da lui) ma tutto l'impianto spettacolare è perfetto con mostri spaventosi in CGI (un demone alato a un concerto rock scambiato dal pubblico, e da Ozzy Osbourne, come diavoleria effettistica; scena migliore del film) e tutto un mondo di uomini ostile alle quattro acchiappafantasmi. Ci sembra la metafora perfetta dell'astio scatenatosi sul web quando fu annunciato nel 2015 un nuovo 'Ghostbusters' al femminile. Più i minuti passano e arrivano i camei delle star del cult movie del 1984 (Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson, Sigourney Weaver), più il film diventa avvincente e divertente. (...) La regina dello show è pero solo lei: Kate McKinnon. Harold Ramis, l'unico del cast originale ad averci lasciato nel 2014, sarebbe fiero di questa versione donna del suo visionario della fisica quantistica Egon Spengler. (...) Molti volevano e si aspettavano un flop. Invece è arrivato un buon inizio per una nuova probabile saga. Il futuro è donna. Anche tra i fantasmi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 18 luglio 2016)
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