Ghost Rider - Spirito di vendetta

Ghost Rider: Spirit of Vengeance

USA - 2012
1/5
Ghost Rider - Spirito di vendetta
Johnny Blaze, alias Ghost Rider, è ancora vittima della maledizione del cacciatore di taglie del Diavolo. Verrà reclutato dal leader di un gruppo di monaci ribelli per mettersi alle calcagna del Diavolo e salvare un ragazzino dalle sue grinfie, liberandosi per sempre dalla maledizione che lo persegue.
  • Altri titoli:
    Ghost Rider 2
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER, FANTASY
  • Specifiche tecniche: RED ONE MX, REDCODE RAW (4.5K), 35 MM/D-CINEMA (1:2.35), 3D
  • Tratto da: personaggio del fumetto omonimo edito dalla Marvel Comics
  • Produzione: HYDE PARK ENTERTAINMENT, IMAGINATION ABU DHABI, COLUMBIA PICTURES IN ASSOCIAZINE CON CRYSTAL SKY PICTURES E MARVEL ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 23 Marzo 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Se tra i motivi d'interesse di un film va annoverata la presenza di Violante Placido al fianco di Nicolas Cage c'é di che preoccuparsi: quel film non promette nulla di buono. E difatti Ghost Rider - Spirito di vendetta rispetta le previsioni più fosche: trash nei presupposti, ridicolo nel risultato.
Ispirato al fumetto Marvel, incentrato sulle gesta del vigilante posseduto dall'angelo della vendetta, questo secondo capitolo cinematografico riesce a eguagliare il pessimo start-up della saga (Ghost Rider, 2007) raffazzonando logori schemi narrativi e demonologia da motociclisti: in soldoni, siamo nell'Europa dell'est (Romania) e tutti parlano americano e gli autoctoni hanno facce criminali o sono rom o distinti signori che adescano prostitute. E c'è un convento dotato di guardie armate e congegni tecnologici, un manipolo di seguaci di Cristo - capeggiato dal più beone e intraprendente di tutti (Idris Elba) - che vuol proteggere (alla peggio uccidere) il bambino che Mefistofele (Ciaràn Hinds) ha concepito con Violante Placido (la rom) per farne l'erede. Il diavolo non sta certo a guardare e mette su una squadra di brutti ceffi per recuperare il figliol prodigo. Nell'altalena dei sequestri e dei dispettucci reciproci, con il bambino passato e trapassato ora nelle mani degli uni ora nelle spade degli altri, determinante diventa l'intervento di Johnny Blaze (Nicolas Cage), l'uomo che cova dentro di sé il temibile Rider e che prende parte alla partita perché qualcuno gli ha promesso di liberarlo.
Se la sinossi è farraginosa la sua organizzazione narrativa è elementare: azione/stasi/azione, senza troppi ricami, da manuale (sic!). La resa iconica potrà affascinare i patiti del make-up e della serigrafia (immagini distorte, veloci, un po' vintage, che emergono improvvise dal flusso di coscienza del protagonista), ma il cuore della rappresentazione è trash, l'ottica di chi non avendo uno stile li insegue tutti (regia a quattro mani: Mark Neveldine e Brian Taylor). La cosa migliore è l'epifania del Rider, il demone sputa-fuoco con la faccia da teschio. Anche perché quando in scena non c'é lui tocca allo straccio di Nicolas Cage prenderne il posto; altrimenti alla preoccupata Violante Placido, sul cui volto più che angoscia traspare il disagio di chi si è lasciato scappare qualcosa in ascensore. Da ricordare anche il cameo di Christopher Lambert in versione zen.
Il montaggio ha il morbo di Parkinson, il 3D lascia il segno. Ma solo sul naso.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE STAN LEE E DAVID S. GOYER.

CRITICA

"Solo se si è fatto un fioretto, ma di quelli seri, si può andare a vedere questo pastrocchio 3D in cui Cage (zio Coppola lo diseredi) è un demone in moto, teschio infuocato che vuol salvare un bimbo, incrocia monaci (c'è anche una comunione senza liberazione!) tutto per evitare l'Anticristo. Trama impossibile, peggio della 'Donna senz'ombra' di Hoffmansthal, una fattura che dir sciatta è un complimento (Neveldine e Taylor, i due registi, se li conosci li eviti), talmente ridicolo che non fa ridere." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 23 marzo 2012)

"Piacerà incredibilmente a una bella fetta di spettatori. L'incredulità nasceva dal cattivo risultato del primo 'Ghost Rider', uno dei film più lessi della patata lessa Nicolas Cage. Che a scanso dell'ennesimo flop ha chiamato in soccorso i registi di 'Crank'. I quali gli hanno allestito un prodotto magari non eccezionale, ma figurativamente ricchissimo e con una bella pedalata avventurosa." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 marzo 2012)
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